sabato
24 giugno 2017

21:04

Pieno compimento della Legge è l’insegnamento di Gesù

A cura di don Ivano Maddalena

(Matteo 5,17 – 37) 17Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. 18In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. 19Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli. 20Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. 21Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. 22Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna. 23Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, 24lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. 25Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. 26In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo! 27Avete inteso che fu detto: Non commetterai adulterio. 28Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. 29Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. 30E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna. 31Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. 32Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio. 33Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. 34Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, 35né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. 36Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. 37Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno.

Contesto

Dopo le beatitudini e alcuni detti sui discepoli ecco che Matteo pone a tema tre aspetti in tre parti. La prima di queste tre parti ha come tema la nuova giustizia portata da Gesù, cioè il nuovo modo di concepire la legge e la sua osservanza. 

Il brano odierno si può così suddividere:

  1. introduzione (vv. 17-20) che termina con una conclusione (v. 48);
  2. la parte centrale contiene una serie di direttive pratiche (vv. 21-47), che vengono delineate mediante una raccolta di sei brani, ciascuno dei quali si apre con la seguente formula: “Avete inteso che fu detto agli antichi”; essa è seguita da una norma presa dall’Antico Testamento, a cui è contrapposta un’indicazione di Gesù, introdotta dalla formula: “Ma io vi dico” che sa di direttiva. 

Il modo antitetico di presentare l’insegnamento di Gesù è proprio dell’evangelista Matteo e per la sua forma antitetica, questa sezione viene spesso chiamata “discorso delle antitesi”.

La liturgia spezza in due questa sezione, proponendo qui l’introduzione e la prima parte di essa. Domenica prossima la seconda parte.

“Vi è stato detto, ma io vi dico…”

Quale fosse la consapevolezza di Gesù di portare a compimento l’Antico Testamento risulta chiara proprio da questi testi, da questi antitesi.

Gesù non è venuto a stravolgere o a sconfessare l’Antico Testamento: “Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire,ma a dare pieno compimento”.

I comandamenti, legge che Dio ha dato all’uomo, non si devono considerare come un peso opprimente ma segno dell’amore del Padre che ama tutti i suoi figli e li guida nel cammino della vita.

Per vivere nella Verità è chiesto all’uomo di camminare alla luce di quanto Dio dispone per il bene dell’uomo: “lampada per i miei passi è la tua parola”, “luce sul mio cammino”.

Via Verità e Vita è Gesù per ogni uomo.

La Parola di Gesù ci offre chiare indicazioni.

Ricordiamo che, l’obbedienza alla legge, non può essere una coercizione.

Dio non usa la forza, ma rispetta la libertà di ognuno.

Il dono più grande che Dio ha fatto all’uomo è la libertà. Si tratta anche di un dono che comporta grande responsabilità.

“Se vuoi essere felice…” questa è la via.

Tocca all’uomo scegliere la via, la strada che conduce alla vita o porta alla morte.

Bene si esprime il libro del Siracide: “Davanti agli uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male, a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà”. 

Esercizio della libertà 

L’uomo è libero di scegliere: o con Dio, in Cristo, o lontano da lui.

Dunque il discepolo di Gesù deve compiere la volontà di Dio, cioè fare e vivere la giustizia, con grande cura e attenzione.

La giustizia non prescinde dal rispetto totale per l’uomo.

Non basta non uccidere, occorre promuovere e rispettare la vita.

Anche la sessualità va ricondotta all’originario progetto di Dio.

Gesù indica la strada verso un amore puro, non possessivo, non lesivo dell’altro.

Gesù ci invita a vincere la tentazione, a difendersi contro ogni forma di peccato.

Gesù indica come indissolubile il matrimonio quel matrimonio alimentato dall’amore come dono, sincero e profondo.

Gesù ci invita ad essere sempre veri e credibili nel proprio modo di parlare: “Si, si; no, no”.

Amore e Legge

Alla fine riconosciamo che Gesù vede nell’amore l’unica via per vivere la Legge. Seguire la Legge per la Legge non porta da alcuna parte.

La Legge di Dio è fondata nell’amore e ha come fine l’amore.

Al fariseo che interrogava Gesù su quale fosse il più grande precetto della legge di Dio, Egli rispose: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima  con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo precetto. Ma il secondo è simile ad esso: Amerai il prossimo tuo come te stesso  Da questi due precetti dipende tutta la legge.” (Mt.22,37-40).

In questo sta l’amore.

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