venerdì
18 agosto 2017

18:27

Con umiltà si vince la tentazione

A cura di don Ivano Maddalena

(Matteo 4,1 – 11) 1Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. 2Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. 3Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». 4Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». 5Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio 6e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra». 7Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo». 8Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria 9e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». 10Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto». 11Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Contesto

Le tentazioni di Cristo, del Beato Angelico (affresco del. Museo di San Marco, Firenze)

Le tentazioni di Cristo, del Beato Angelico (affresco del. Museo di San Marco, Firenze)

Dopo il preludio, rappresentato dai racconti riguardanti l’infanzia di Gesù, Matteo apre il suo Vangelo con tre quadri che riguardano rispettivamente la predicazione di Giovanni il Battista (3,1-12), il battesimo di Gesù (3,13-17) e la tentazione nel deserto (4,1-11).

L’episodio della tentazione è noto anche a Marco, il quale si limita però a un rapido accenno, mentre Luca ne fornisce una versione simile a quella di Matteo: si suppone perciò che questi due evangelisti abbiano desunto tale racconto dalla loro fonte comune (Q).

Il collegamento della tentazione con il battesimo è molto stretto, poiché il tentatore si rifà precisamente alle parole pronunziate dalla voce celeste in quella occasione.

La narrazione si apre con una breve introduzione, dove vengono presentati i protagonisti (vv. 1-2), prosegue poi con il triplice intervento di satana (vv. 3-10) e termina con un versetto conclusivo (v. 11). 

Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo.

Tentazione di Cristo di Rubens

Il capitolo quarto del Vangelo di Matteo inizia con questa annotazione molto importante. Colpisce come anche  Gesù, il Figlio Unigenito del Padre, il Figlio di Dio, venga condotto nel deserto dallo Spirito Santo e viva la tentazione.

D’altronde Egli è vero Dio e vero uomo, Figlio dell’Uomo, e in quanto tale, anche la sua coscienza, è posta di fronte alle scelte.

Così accade per noi ogni volta che dobbiamo scegliere tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre, tra il vivere secondo il Vangelo o no.

Tutti saremmo tentati di dire che non abbiamo dubbi sulle scelte da fare ma poi verifichiamo bene come nella quotidianità cadiamo e la tentazione al male è assai forte, accattivante, c’inganniamo.

Orgogliosamente non lo vorremmo, ma… Cadiamo.

Dunque ci ritroviamo nel deserto con Gesù e guardiamo a Lui e a come discerne la sua opzione fondamentale che lo accompagnerà per tutta la missione.

Il deserto come immagine della nostra vita

Le tentazioni di Gesù nel deserto, Mosaico, Venezia, Basilica di S. Marco

Le tentazioni di Gesù nel deserto, Mosaico, Venezia, Basilica di S. Marco

Il deserto luogo della solitudine, del silenzio, luogo della preghiera più intima e profonda, ma anche della tentazione più radicale e insidiosa.

Il deserto luogo della moderazione, della sobrietà, luogo della misura, luogo della prova più intima.

Il deserto della nostra vita, luogo in cui ci si perde e ci si ritrova solo se con umiltà sappiamo riconoscere che Gesù e la sua Parola sono l’acqua che disseta per sempre, l’olio della consolazione che sana le nostre ferite, il vino che dona forza e coraggio, la luce che illumina la via da percorrere, il sale che da sapore alla nostra vita, il lievito che dona senso alla nostra vita.

Ci vuole grande umiltà per vincere la tentazione di bastare a se stessi, di poter fare da soli, vivere da soli, crescere da soli, dominare tutto e tutti, credere di essere onnipotenti, quando di fatto siamo polvere.

Ci vuole grande umiltà per riconoscere che solo con Gesù si supera la tentazione verso ciò che non è bene, non serve alla vita, non ci porta a vivere il Vangelo.

Le tentazioni e l’esempio di Gesù

Le tentazioni qui riportate sono al sintesi di come anche Gesù sia stato tentato profondamente nel suo ministero.

Mentre Israele e noi come il popolo eletto, spesso ha ceduto, Gesù con l’umiltà vince la tentazione e non cade nell’inganno di una via facile che non conduce all’amore ma alla morte di esso.

Gesù ci insegna, con il suo esempio, di non cercare la lode degli uomini, di ascoltare ed essere totalmente obbedienti alla volontà del Padre, di vivere una fede che non mette alla prova Dio, ma si affida umilmente alla sua bontà e vede nel Padre l’unico punto di riferimento, l’unica sicurezza.

***

Immagine di copertina: “La tentazione di Cristo sul monte” di Duccio di Buoninsegna

Lascia un commento

Inserisci per primo un commento

Avvisami
avatar
wpDiscuz