sabato
24 giugno 2017

21:04

Dove trovare l’acqua vera che disseta?

A cura di don Ivano Maddalena

Annibale Carracci, Cristo e la Samaritana, 1595 - 1597, Budapest, Museo di belle arti

Annibale Carracci, Cristo e la Samaritana, 1595 – 1597, Budapest, Museo di belle arti

Giacomo Franceschini, “Gesù e la Samaritana al pozzo” olio su tela realizzato tra il XVII e il XVIII secolo (oggi in una collezione privata)

Giacomo Franceschini, “Gesù e la Samaritana al pozzo” olio su tela realizzato tra il XVII e il XVIII secolo (oggi in una collezione privata)

Angelika Kauffmann, “Cristo e la samaritana al pozzo”

Angelika Kauffmann, “Cristo e la samaritana al pozzo”

Paolo Veronese Gesù e la Samaritana; Kunsthistorisches Museum, Vienna (1585)

Paolo Veronese Gesù e la Samaritana; Kunsthistorisches Museum, Vienna (1585)

(Giovanni 4,5 – 42) 5Giunse così a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: 6qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. 7Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». 8I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. 9Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. 10Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». 11Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? 12Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». 13Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; 14ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». 15«Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». 16Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». 17Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. 18Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». 19Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! 20I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». 21Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. 22Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. 23Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. 24Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». 25Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». 26Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te». 27In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». 28La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: 29«Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». 30Uscirono dalla città e andavano da lui. 31Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». 32Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». 33E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». 34Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. 35Voi non dite forse: “Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura”? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. 36Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. 37In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. 38Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica». 39Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». 40E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. 41Molti di più credettero per la sua parola 42e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».

Contesto

Duccio di Buoninsegna, Gesù incontra la Samaritana nel pozzo. Museo Thyssen Bornemisza. Madrid

Duccio di Buoninsegna, Gesù incontra la Samaritana nel pozzo. Museo Thyssen Bornemisza. Madrid

La terza domenica di Quaresima ci presenta uno dei testi più belli e significativi del Vangelo di Giovanni. Siamo all’inizio del libro dei segni che comprende i primi 12 capitoli del Vangelo e più precisamente nella sua prima sezione (Gv 1,19 – 4,54), la quale si apre con la chiamata dei primi discepoli (1,19-51) e prosegue con una raccolta di brani incorniciata dal racconto del primo e del secondo segno di Cana (2,1-12; 4,43-54).

L’incontro con la samaritana è preceduto dalla purificazione del Tempio e dal colloquio di Gesù con Nicodemo, dal quale lo separa un breve resoconto dell’attività svolta da lui in Giudea come battezzatore e dell’ultima testimonianza del Battista (3,22-36). 

Dopo l’introduzione (vv. 1-6) il brano si divide in due parti:

a) dialogo con la samaritana (vv. 7-26);

b) Gesù e i samaritani (vv. 27-42).

L’acqua viva

L’acqua è un bene essenziale per la vita.

Dall’acqua ha avuto inizio la vita e da essa dipende.

Gregorio De Ferrari , “La samaritana al pozzo”, Genova, Musei di Strada Nuova - Palazzo Bianco

Gregorio De Ferrari , “La samaritana al pozzo”, Genova, Musei di Strada Nuova – Palazzo Bianco

Colpisce come circa un miliardo di persone non abbiano a disposizione un bene così prezioso e vitale.

Peccato grave sprecare l’acqua ed  inquinarla.

Nel Vangelo di questa domenica si parla di un’acqua speciale però, quella che Gesù offre e non è privatizzabile ne commerciabile.

Solo Gesù è in grado di disporne pienamente e donarla con generosità.

L’acqua che Gesù offre è per tutti coloro che la vogliono, il prezzo non è quantificabile, ha un valore assoluto, per donarcela Gesù ha pagato con la vita.

Non c’è amore più grande di quello di dare la vita per gli amici e non solo.

Si tratta di un’acqua che disseta la ricerca di senso e offre al gioia della salvezza a tutti gli uomini che la vogliono.

Un’acqua che ci purifica dentro e ci rende belli fuori.

L’acqua che Gesù ci offre è la sua Parola, che illumina, la sua vita donata per tutti noi, l’acqua che disseta per sempre, per l’eternità.

Il dono di Dio, è Cristo Gesù, che dà l’acqua della grazia che salva, che genera comunione di vita con la Sua Persona divina, che rigenera alla verità e alla libertà: la libertà dei figli di Dio.

Nella libertà la storia di un incontro, presso un pozzo.

Bernardo Strozzi, “Cristo e la samaritana”

Bernardo Strozzi, “Cristo e la samaritana”

Da una parte Gesù che, non perde l’occasione di rivelare il mistero della sua persona; la sua identità divina, dall’altra una donna che fatica a comprendere il senso dell’incontro.

Gesù stesso suscita e guida il cammino della donna, conducendola pian piano a capire.

L’anonima donna, è simbolo di ognuno di noi, sia esso uomo o donna, che incontra definitivamente il Cristo, il Figlio di Dio Redentore.

Un incontro che cambia la vita personale e interpella alla testimonianza.

La Samaritana è il simbolo di tutti i lontani, uomini o donne, dimentichi di Dio, indifferenti ad entrare in relazione con Lui, oppure ostili, verso un Dio che non conoscono, e che dicono di non voler conoscere.

Carl Heinrich Bloch, “Donna al pozzo”

Carl Heinrich Bloch, “Donna al pozzo”

Ma è anche il simbolo di chi è stato allontanato da certa Chiesa, da certi cristiani che a parole si proclamano tali ma non lo sono.

Quanti si allontanano da certa chiesa che di fatto si sente autorizzata a privatizzare l’acqua che da la vita, rendendola merce o peggio negandola per quella che è: cioè per tutti.

Acqua per tutti 

Il “rubinetto della Grazia” che salva non è nella disponibilità di certa chiesa che è come un acquedotto bello fuori ma inquinato dentro.

Forse che lo Spirito, di cui l’acqua è simbolo, non soffia dove vuole e come vuole?

Alla fine vogliamo ricordare che occorre lasciarsi incontrare da Dio, lasciarsi interpellare, senza il timore che Egli giudichi, poiché, in Cristo, Dio non giudica, ma risana, e conduce alla salvezza, che è, poi, la felicità che sempre cerchiamo.

***

Immagine di copertina: Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino, “Cristo e la donna samaritana”, Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid, 1640-1641

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