venerdì
20 ottobre 2017

10:36

Dalle tenebre alla luce

A cura di don Ivano Maddalena

(Giovanni 9,1 – 41) 1Passando, vide un uomo cieco dalla nascita 2e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». 3Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. 4Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. 5Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». 6Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco 7e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe» – che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.

8Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». 9Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». 10Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». 11Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». 12Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».

Sebastiano Ricci, "Guarigione del cieco nato"

Sebastiano Ricci, “Guarigione del cieco nato”

13Condussero dai farisei quello che era stato cieco: 14era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. 15Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». 16Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. 17Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!».

18Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. 19E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». 20I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; 21ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». 22Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. 23Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!».

Orazio De Ferrari, “Guarigione del cieco nato”. Musei di Strada Nuova - Palazzo Bianco, Genova

Orazio De Ferrari, “Guarigione del cieco nato”. Musei di Strada Nuova – Palazzo Bianco, Genova

24Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». 25Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». 26Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». 27Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». 28Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! 29Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». 30Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. 31Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. 32Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. 33Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». 34Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.

35Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». 36Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». 37Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». 38Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui.

39Gesù allora disse: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi». 40Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?». 41Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane».

Contesto

Emmanouil Tzanes Bounialìs, "La guarigione del cieco nato", 1686, Venezia, Museo delle Icone

Emmanouil Tzanes Bounialìs, “La guarigione del cieco nato”, 1686, Venezia, Museo delle Icone

L’evangelista Giovanni, nel “libro dei segni”, dopo aver riportato due lunghe discussioni tra Gesù e i giudei (capitoli 7 e 8), riferisce un altro miracolo di Gesù, la guarigione di un cieco nato, del quale viene poi descritto il difficile cammino di fede (capitolo 9).  

Il miracolo che Gesù compi è collegato con l’ultimo giorno della festa delle Capanne. Durante la festa aveva luogo una grandiosa illuminazione del tempio e di tutta la città di Gerusalemme, città santa: con essa si ricordava la marcia nel deserto, durante la quale JHWH si era reso presente mediante una colonna di fuoco. In questo contesto, lo stesso nel quale sono ambientate le discussioni riportate nei capitoli precedenti (7 e 8), Gesù si proclama come la luce del mondo (9,5).

Il brano si divide in quattro parti:

  1. miracolo e prime reazioni (vv. 1-12);
  2. primo interrogatorio del cieco guarito (vv. 13-23);
  3. secondo interrogatorio (vv. 24-34);
  4. la fede nel Figlio dell’uomo (vv. 35-41).

“Chi ha peccato…?”

“Credo, Signore”. La gioia di vederci chiaro…

“Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?”

La domanda nasce dalla mentalità di allora, e a volte presente ancora oggi, che la malattia e la disabilità siano una punizione che Dio manda, per colpire chi aveva compiuto o compie il male.

Si è portati a credere che la malattia sia castigo di Dio, una visione di un Dio crudele direi.

Gesù fa subito luce con la sua Parola di verità: “Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio.”

Un gesto di nuova creazione

Duccio di Buoninsegna, "Guarigione del cieco nato" (1308)

Duccio di Buoninsegna, “Guarigione del cieco nato” (1308)

Gesù interviene personalmente in favore di quell’uomo: “Sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse:

Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe… Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.”

Gesto particolare, di fronte al quale il cieco non fa obiezione.

Il cieco si fida di Gesù, compie quanto gli è detto e vede come non gli era mai stato possibile in tutta la sua vita!

Grande gioia, incontenibile gioia che spinge il cieco a dire a tutti che ora ci vede, che i suoi occhi sono sani.

Tale evento acceca altri occhi e menti di fronte all’evento di salvezza.

Genitori e farisei, affetto più caro e le guide non sanno riconoscere il dono della presenza di Dio in Gesù.

Il cieco è sgridato e interrogato…

La sua risposta è disarmante:  “Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori,  ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla.”

Il cieco è stato guarito e Colui che ha compiuto il miracolo deve essere di certo in comunione con Dio.

Lucas van Leyden

Il cieco è pronto a seguire Gesù con il suo “Credo, Signore!”

E Gesù: “io sono venuto in questo mondo perché coloro che non vedono,  vedano e quelli che vedono, diventino ciechi.”

Siamo di fronte a un grande miracolo, ma ciò che è più grande è che chi crede in Gesù apre la sua anima alla Grazia che salva.

La polemica dei Farisei con Gesù.

Non c’è peggior interlocutore di colui che in modo fanatico crede di essere in regola, essere nel giusto, essere nel vero, di chi è convinto di vederci benissimo ma di fatto vive in una cecità del cuore che è totale.

Gesù rispose loro e a chi di noi crede di vederci bene: “Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane.”
Accogliamo Gesù che viene ad aprirci gli occhi dell’anima.

Tutti siamo in fondo un po’ ciechi. Si o no?

Ed è bello accorgerci che colui che non ci vede (cieco) paradossalmente è colui che vede meglio. Vede con il cuore e gli occhi della fede. Vede e fa esperienza di salvezza, di vita nuova, di luce.

***

Immagine di copertina: El Greco, “Guarigione del nato cieco” (1573 circa), Galleria nazionale, Parma

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