venerdì
18 agosto 2017

03:09

“Signore, salvami!”

A cura di don Ivano Maddalena

(Matteo 14,22 – 33) 22Subito dopo costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. 23Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. 24La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. 25Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. 26Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. 27Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». 28Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». 29Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. 30Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». 31E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». 32Appena saliti sulla barca, il vento cessò. 33Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».

Amédée Varin, Le Christ marchant sur la mer

Amédée Varin, Le Christ marchant sur la mer

Contesto

Nel cuore del suo scritto (capitoli 13,53 – 17,27) l’evangelista Matteo sottolinea la dimensione ecclesiale della missione di Gesù in un contesto in cui la partecipazione delle folle si è ormai attenuata e si approfondisce il contrasto con gli scribi e i farisei.

L’intera sezione può suddividersi in tre parti:

Luis Borrassà (1411)

Luis Borrassà (1411)

1) la missione dei discepoli e il destino del Battista (13,53-14,12);

2) la moltiplicazione dei pani e la nascita del popolo della nuova alleanza (14,13-16,12);

3) la chiesa fondata su Gesù, il Messia sofferente, rappresentato da Pietro (16,13-17,27).

Il testo liturgico di oggi riguarda la seconda parte dove ci viene presentato ben due moltiplicazioni dei pani (14,13-21; 15,32-39), seguite ciascuna da una raccolta che ne fa emergere il significato.

Il testo liturgico propone il racconto che fa seguito immediatamente alla prima moltiplicazione dei pani, dove Gesù cammina sulle acque.

Gesù cammina sulle acque (vv. 22-27)

Impressiona quello che Gesù fa “costrinse i discepoli”. A cosa fare? A salire sulla barca e a precederlo “sull’altra riva”, mentre egli nel frattempo congedava la folla (v. 22).

Andare dove, verso quale meta? E poi perché senza di Lui?

Precederlo non ha senso nella sequela.

Il discepolo segue il maestro, al massimo lo affianca, ma precederlo no.

Eppure così Gesù vuole, anzi costringe.

Di fatto Gesù si prende una pausa e sale su un monte a pregare la dove si manifesta il divino e si fa esperienza del soprannaturale

Ivan Konstantinovič Ajvazovskij (1888)

Ivan Konstantinovič Ajvazovskij (1888)

Venuta la sera Gesù è ancora solo sulla montagna e la barca distava già molti stadi da terra ed era tormentata dalle onde, perché il vento era contrario; allora, alla quarta veglia, Gesù raggiunge i discepoli camminando sulle acque (vv. 24-25)

Viene da dire che altro modo non c’era. Ma a piedi camminando sulle acque non è da tutti.

Diciamo subito che il camminare sulle acque è un gesto simbolico, che richiama l’immagine biblica di Dio che “cammina sulle onde del mare” nel racconto dell’Esodo.

La paura dei discepoli e incoraggiamento di Gesù

La paura accompagna i discepoli non solo ora che vedono Gesù camminare sulle acque, pensando che sia un fantasma, ma anche quando si presenterà loro risorto.

Gesù consoce i suoi discepoli, consoce ciascuno di noi, e di fronte alla manifesta paura dell’uomo contrappone la sua parola incoraggiante: “Coraggio, sono io, non temete” (v. 27). “Sono io” è la stessa espressione che la Bibbia usa per Dio (JHWH)

Non vi è nulla da temere, siamo in sua compagnia, nelle sue mani.

L’episodio riguardante Pietro (vv. 28-33)

Pietro ha bisogno di comprendere dice: “Signore, se sei tu, ordinami di venire da te sulle acque”; Gesù acconsente; Pietro allora scende dalla barca e, camminando anch’egli sulle acque, va verso Gesù (vv. 28-29).

Pietro è come Gesù e così si esprime lo stretto legame tra il ministero di Gesù e la funzione del capo degli apostoli (cfr. 16,18).

Ma l’uomo è uomo e Dio è Dio.

Però, di fronte al forte vento, Pietro ha timore e di conseguenza, cominciando ad affondare, grida: “Signore salvami”. Gesù lo rimprovera chiamandolo uomo di poca fede e gli chiede perché ha dubitato.

Pietro è immagine della poca fiducia dei discepoli nei suoi confronti.

Il racconto si conclude con il tornare ad essere tutti in barca e il vento si placò e tutti si prostrarono dinanzi a Gesù dicendo: “Sei veramente il Figlio di Dio!” (vv. 32-33). Con questa espressione i discepoli compiono la loro professione di fede ancora prima della professione di fede che verrà fatta da Pietro a Cesarea di Filippo.

Anche noi siamo chiamati ad avere la consapevolezza che Gesù salva e che quel “Signore, salvami” ci appartiene in modo stretto e ci mette al riparo da ogni tentazione di autosufficienza. Abbiamo vivo desiderio e bisogno che Gesù tenda la sua mano e noi la nostra per afferrarla.

***

Immagine di copertina: Runge Philipp Otto, “Peter Walks On Water” (1806)

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