lunedì
20 novembre 2017

04:46

Invitati a partecipare alla festa della Salvezza

A cura di don Ivano Maddalena

(Matteo 22,1 – 14) Gesù riprese a parlare loro con parabole e disse: 2«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. 3Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. 4Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. 5Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; 6altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. 7Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. 8Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; 9andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. 10Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. 11Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. 12Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. 13Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”. 14Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

Contesto 

La parabola delle nozze conferma la chiusura dei capi del popolo alla predicazione di Gesù. LA predicazione di Gesù trova accoglienza nei poveri, nei semplici e negli umili. Difficile l’accoglienza per chi doveva essere guida saggia del popolo. Di fatto i capi del popolo hanno rifiutato la salvezza proclamata da Gesù.

Questo segna anche la non accoglienza della persona di Gesù e la sua condanna a morte. 

La parabola si divide in tre parti:

  1. i primi invitati al banchetto (vv. 1-7);
  2. estensione dell’invito a tutti (vv. 8-10);
  3. l’uomo senza veste nuziale (vv. 11-14).
La parabola in una illustrazione di Jan Luyken

La parabola in una illustrazione di Jan Luyken

Dio vuole fare festa e ci invita, tutti.

La parabola del banchetto di nozze: una festa.

Anzi la festa a cui tutti siamo chiamati, invitati ma…

La parabola ci dice che il banchetto è disertato dagli invitati, e uno che vi prende parte si reca alla festa sprovvisto della veste nuziale.

C’è chi non accoglie l’invito e c’è chi vi partecipa in modo non conveniente.

C’è chi, nella libertà, non accoglie la chiamata alla festa, e c’è chi al banchetto si presenta a mani vuote, non ci mette del suo, non indossa la veste adatta.

Questione di vestito…

Si tratta della veste delle buone opere, di quei servi, che per paura, non investono i loro talenti già qui e ora, subito.

All’uomo è offerta la salvezza, ma non senza il suo si, la sua adesione, la sua collaborazione ad accogliere il dono di Dio.

La veste per noi, nella civiltà dell’immagine e della moda, ci riporta a qualcosa di esteriore.

Gesù aveva già detto chiaramente che non era il caso di preoccuparsi troppo del vestito, ma di guardare più in profondità, a quella veste che non passa mai di moda, che ci accompagna sempre; l’anima.

Nella tradizione biblica la veste, metaforicamente, indica una qualità, una disposizione profonda del cuore.

Rivestirsi di Gesù Cristo, ecco il senso autentico, fate vostro il suo progetto e il suo orizzonte.

Rivestitevi dei sentimenti di Cristo, andava predicando san Paolo, eccolo il modello, ecco Colui al quale guardare per avere la veste giusta a tempo debito.

La veste della comunione

Indossare la veste nuziale significa, dunque, togliersi il vestito vecchio, che indica il modo di vivere, e indossarne uno nuovo, cioè convertirsi.

La veste che ci mette in comunione con Dio e che ci invita a fare comunione con tanti fratelli e sorelle.

Apprendiamo che per appartenere alla comunità di Gesù non basta aver creduto e aver ricevuto il battesimo. Occorre una pratica concreta con opere di carità nel segno del servizio.

Occorre una fedeltà attiva, quotidiana, una vita di continua conversione, ogni giorno.

Speriamo di avere colto l’invito alla festa e il modo di parteciparvi.

Non sottraiamoci ancora una volta! Non decliniamo l’invito.

Abbiamo un’occasione grande di essere in comunione e in festa.


Immagine di copertina: Jacopo Tintoretto, “Le nozze di Cana” (1561), Chiesa di Santa Maria della Salute, Venezia 

Lascia un commento

Inserisci per primo un commento

Avvisami
avatar
wpDiscuz