lunedì
20 novembre 2017

04:49

Accendere la lampada del cuore e dell’intelligenza

A cura di don Ivano Maddalena

(Matteo 25,1 – 13) 1Allora il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. 2Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; 3le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; 4le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. 5Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. 6A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. 7Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. 8Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. 9Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. 10Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. 11Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. 12Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. 13Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora.

Le dieci vergini. Dipinto di Peter von Cornelius.

Le dieci vergini. Dipinto di Peter von Cornelius.

Contesto

Gesù vive l’ultima settimana terrena a Gerusalemme prima della passione in polemica contro gli scribi e i farisei.

Nel capitolo 25 l’evangelista Matteo riporta tre parabole riguardanti la vigilanza. La prima di esse è la parabola delle dieci vergini. 

La parabola è racchiusa tra una introduzione (v.1a) e una conclusione redazionale (v.13), si articola in tre scene:

  1. preparativi in attesa della venuta dello sposo che tarda (vv. 1b-5);
  2. annuncio della venuta dello sposo e imbarazzo delle vergini stolte impreparate (vv. 6-9),
  3. arrivo dello sposo e esclusione delle vergini stolte dalle nozze (vv. 10-12).
Le vergini prudenti – Chiesa Trinità dei Monti, Roma

Le vergini prudenti – Chiesa Trinità dei Monti, Roma

Saper attendere

Gesù amava parlare ai suoi uditori in parabole. Ecco la parabola delle dieci vergini, che compongono un corteo tradizionale per accompagnare la sposa nella casa dello sposo. Gesù prende chiaramente sunto dalla prassi del suo tempo in modo tale che lo si possa comprendere.

L’atteggiamento richiesto a queste ragazze giovani è di essere vigilanti, saper attendere lo sposo che non giunge inatteso, si sa che deve venire, ma gli imprevisti ci sono e a volte devono essere previsti, a volte ci sorprendono in pieno.

Non è un gioco di parole ma la realtà.

Pieter Lisaert IV, "La parabola delle vergini sagge e delle vergini folli", 1620 circa

Pieter Lisaert IV, “La parabola delle vergini sagge e delle vergini folli”, 1620 circa

 

Essere pronti

Occorre essere sempre pronti e se lo sposo tarda ogni momento è comunque buono per il suo arrivo, potrebbe arrivare nel cuore della notte.

E uno sposalizio lo si prepara e cura.

Un corteo nuziale non s’improvvisa.

Ogni cosa deve essere preparata.

Anche noi siamo in attesa dell’arrivo dello Sposo.

Chi è lo Sposo?

Lo sposo della parabola è il Cristo stesso. Gesù parla di sé. Parla del suo ritorno o nuova venuta.

Gesù Cristo ritornerà senza che se ne sappia né il tempo né l’ora della venuta.

Siamo chiamati a vegliare, ad attendere, con la lucerna accesa e con l’olio della fede. L’olio non deve mancare altrimenti si resta al buio.

Non devono mancare fiaccole e olio dunque.

La fede va alimentata e tenuta viva, altrimenti a nulla serve… una fede che ci aiuta a saper attendere ogni giorno la sua venuta, nell’attesa della venuta ultima in cui sarà bello sentirsi dire:

“Vieni servo buono e fedele… prendi parte alla gioia”.

Venuta certa

Può sembrare che Cristo giochi a temporeggiare.

Niente affatto. Egli viene ogni giorno a farci visita.

La nostra vita va vissuta in costante attesa dell’incontro, un incontro nel segno della gioia e non della paura.

Basta saper attendere, cioè tendere verso di Lui. Di fatto ogni giorno viviamo un’anticipazione dell’incontro ultimo ogni istante Egli viene e rimane con noi.

Speriamo e diamoci da fare affinché a nessuno venga detto per causa sua: “Non vi conosco”.

Dio è misericordia ma anche giustizia.

Aiuta ogni uomo ad arrivare in tempo per il banchetto, ma gli chiede anche la sua collaborazione.

“Dio che ha creato te senza di te, non salverà te senza di te”.

Per la salvezza, è chiesta la nostra libera collaborazione.

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