martedì
21 novembre 2017

18:01

In ognuno di noi doni che richiedono responsabilità

A cura di don Ivano Maddalena

(Matteo 25,14 – 30) 14Avverrà infatti come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. 15A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì. Subito 16colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. 17Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. 18Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.

Illustrazione della parabola dei talenti, da una xilografia del 1712. Due servi presentano i loro talenti mentre l'altro scava per dissotterrare il proprio.

Illustrazione della parabola dei talenti, da una xilografia del 1712. Due servi presentano i loro talenti mentre l’altro scava per dissotterrare il proprio.

19Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. 20Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. 21“Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.

22Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. 23“Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.

24Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. 25Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”. 26Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; 27avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. 28Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. 29Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. 30E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.

Contesto

L’evangelista racconta l’ultima settimana di vita di Gesù a Gerusalemme prima della passione capitoli 21 e 22. Durante questi ultimi giorni Gesù approfondisce il suo insegnamento e lo fa attraverso parabole.

Dopo il capitolo 23 riservato alla polemica contro gli scribi e i farisei, l’evangelista Matteo introduce e riporta il discorso escatologico nel capitolo 24, al termine del quale aggiunge altre tre parabole riguardanti la vigilanza capitolo 25: le dieci vergini, i talenti, il giudizio finale.

La parabola dei talenti può essere suddivisa in quattro parti:

  1. antefatto, cioè il conferimento dei talenti (vv. 14-18);
  2. resa dei conti da parte dei primi due servi (vv. 19-23);
  3. dialogo con il terzo servo (vv. 24-28).
  4. Al termine viene posta una conclusione interpretativa (vv. 29-30).

Un dono grande, una grande responsabilità

 Willem de Poorter. "The Parable of The Talents or Minas", 17th century, Narodni Galerie, Praga

Willem de Poorter. “The Parable of The Talents or Minas”, 17th century, Narodni Galerie, Praga

 “A chiunque ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha” .

Nelle nostre mani un grande dono che chiede responsabilità, vigilanza, saggezza.

Ho sempre pensato che nessuno basta a se stesso, che nessuno è così “povero” da nona vere nulla da dare, che nessuno è così “ricco” da non avere nulla da chiedere.

Ognuno ha dei talenti ed è chiamato a viverli, farli fruttare, trafficare con saggezza.

Il talento più prezioso

Il talento più bello e prezioso è al vita stessa che è dono, dono di Dio da non trattenere per sé, ma da condividere.

Altro dono è la Parola, il Vangelo, la buona novella che ci apre alla speranza.
Altro grande dono è la salvezza che ci è data, offerta gratuitamente e che chiede la nostra collaborazione, la nostra responsabilità di aderirvi o meno.

Siamo responsabili nella libertà di fare nostri i “talenti” che abbiamo ricevuto Ciascuno ha ricevuto i suoi doni, i suoi talenti dunque, in misura differente, ma non per ingiustizia di Dio, ma per il bene comune, ciò che a me manca lo porta l’altro a me  e io porto all’altro ciò che a lui manca.

Visione di Dio

Inoltre occorre purificare l’idea di Dio, la visione che ne abbiamo. Dio non è un padrone esigente ma un Signore e Padre, non è un padrone da servire per paura, ma una presenza significativa che ci invita a dare, a mettere in circolo i suoi/nostri doni a non trattenerli per sé.

Egli si fida di noi, confida in noi e affida a noi Anche se sa bene di averci dato la libertà di non corrisponderlo Egli è un Padre che ci responsabilizza.

A noi la libertà di corrispondere alla fiducia accordataci.

Bravi e responsabili amministratori

Siamo terra buona e capace di portare frutto, moltiplicando vita, amore e “talenti” per il bene nostro e di tutti.

La via è questa: aprirsi al dono di Dio, accoglierlo e scoprirlo e non aver paura di Dio ma fidarsi, confidare nella forza del suo amore, e affidarsi alla sua presenza che è Provvidenza.

Ogni istante, ogni occasione è buona per mettere a frutto i doni di Dio e così rendere grazie a Lui.


Dipinto di copertina: Georges de La Tour, Il pagamento, olio su tela, 1630-35

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