giovedì
19 luglio 2018

05:32

Natale di Gesù

A cura di don Ivano Maddalena

Lattanzio Gambara, "Natività di Gesù", dopo il 1561, prima del 1566, Chiesa dei Santi Faustino e Giovita, Brescia

Lattanzio Gambara, “Natività di Gesù”, dopo il 1561, prima del 1566, Chiesa dei Santi Faustino e Giovita, Brescia

(Luca 2,1 – 14) 1In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. 2Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. 3Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. 4Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. 5Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. 6Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. 7Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. 8C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. 9Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, 10ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. 12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». 13E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: 14«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

Celebriamo con gioia il Natale di Gesù. Storia di duemila anni fa. Dio Padre ha mandato il suo Figlio Unigenito perché si chinasse sull’umana fragilità diventando uno di noi. Il figlio assume su di sé tutto di noi, eccetto il peccato e ci salva.

Il Vangelo proposto è quello della liturgia della notte di Natale.

Filocamo, "Natività", 1970 circa, Collezioni d'arte della Fondazione Cariplo, Milano

Filocamo, “Natività”, 1970 circa, Collezioni d’arte della Fondazione Cariplo, Milano

Contesto

Giotto, "Natività di Gesù", 1303-1305 circa, Cappella degli Scrovegni, Padova

Giotto, “Natività di Gesù”, 1303-1305 circa, Cappella degli Scrovegni, Padova

L’evangelista Luca (insieme a Matteo) racconta gli avvenimenti dell’infanzia di Gesù premettendo le doppia annunciazione la prima a Zaccaria (1,9-25) e la seconda a Maria (1,26-38).

Poi Luca narra la visita di Maria a Elisabetta (1,39-56) come una specie di appendice. Poi si narrano le due nascite, prima quella di Giovanni Battista (1,57-80), poi quella di Gesù (2,1-21), a cui fanno da appendice due episodi: la presentazione di Gesù al tempio (2,22-40) e la presenza di Gesù tra i dottori nel tempio (2,41-52).

Il testo liturgico proclamato nella notte Santa riprende la prima parte del racconto della nascita di Gesù.

Esso si divide in due momenti:

  1. circostanze della nascita (vv. 1-7)
  2. annunzio ai pastori (vv. 8-14).

“In quei giorni…”

La storia, immaginiamola pure, la leggiamo nei Vangeli…

Chi entra nella storia la scrive, la segna, la cambia.

Eppure la storia è di più ancora…

Più profonda e ci sfugge il senso ultimo… forse!

Gesù non è nato il 25 di dicembre e neppure a mezzanotte.

Non è il suo compleanno!!! No, mi dispiace per chi ancora lo pensa.

Il fatto che i pastori vegliassero di notte ha fatto pensare ad una nascita notturna (messa di mezzanotte).

 Ma certamente Gesù non poteva essere nato il 25 dicembre visto che il gregge passava la notte all’aria aperta  da marzo a novembre, poi faceva troppo freddo.

Gesù è nato il 25 dicembre non perché sia nato proprio quel giorno, ma perché il 25 di dicembre i Romani celebravano la festa del Natalis solis invicti (la festa del sole nascente e vittorioso).

Gesù luce delle genti

Sandro Botticelli, "Natività mistica", 1501, National Gallery, Londra

Sandro Botticelli, “Natività mistica”, 1501, National Gallery, Londra

E chi più di Gesù è il sole nascente e radioso nella notte del mondo?

Gesù si è fatto presente nella storia, oggi lo si incontra nel cuore, nell’intimo e nel silenzio, nel volto di ogni uomo nostro fratello e sorella.

Oggi è nato per noi il Salvatore, per me, per te, per noi, per tutti egli è venuto, viene e verrà.

Spalanchiamo il cuore a Cristo Signore!

Il Natale è un invito a lasciarci sorprendere, lasciando da parte il romanticismo, la corsa ai regali, la formalità e il buonismo.

Il Natale, per essere vero, chiede di toccare le corde dei sentimenti più profondi e autentici.

Accogliere la Luce

Siamo alla presenza di un Dio che si offre a noi nel bambino Gesù, a Betlemme, casa di Dio, casa dei poveri pastori emarginati, di poveri e timorati di Dio, almeno una grotta l’hanno trovata li Maria e Giuseppe.

Due cuori accoglienti nel mistero di ciò che stravolge la loro esistenza.

Un pensiero di gelosia, un utero in prestito, perché Dio entri nel mondo non imponendosi ma offrendosi, attraverso la vita di cui è l’autore.

Entra nel mondo per salvarci.

Buon Natale a tutti, buono è sinonimo di vero, profondo, non banale, formale, superficiale.

Buon Natale.


Immagine di copertina: Gerrit van Honthorst, “Adorazione dei pastori” – Wallraf-Richartz Museum di Colonia. 150 × 191 cm

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