lunedì
18 giugno 2018

20:47

Il tempo della conversione

A cura di don Ivano Maddalena

(Marco 1,12 – 15) 12 E subito lo Spirito lo sospinse nel deserto 13 e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. 14 Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, 15 e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo»

Contesto

Ary Scheffer, The Temptation of Christ (1854), Walker Art Gallery, Liverpool

Ary Scheffer, “The Temptation of Christ” (1854), Walker Art Gallery, Liverpool

Siamo nella sezione introduttiva del vangelo di Marco (1,1-13), che dopo aver narrato l’apparizione di Giovanni il Battista e il battesimo di Gesù, accenna brevemente a un tempo da lui trascorso nel deserto (1,12-13). La seconda sezione del Vangelo di Marco (1,14-3,35) racconta il ministero di Gesù in Galilea, mostrando come nelle sue parole e soprattutto nei suoi gesti il regno di Dio fosse ormai inaugurato.

La sezione è introdotta da un brano in cui si presenta in sintesi la predicazione di Gesù (1,14-15). Il testo liturgico riporta, collegandoli, il racconto della tentazione (1,12-13) e il brano che fa da introduzione al ministero di Gesù in Galilea (1,14-15).

Deserto e Quaresima

Deserto, finalmente! Inizia il tempo di quaresima e di preparazione alla Pasqua: quaranta giorni per seguire il Maestro nel deserto per imparare ad essere discepoli, per tornare ad essere uomini.

Deserto, finalmente, scusa annuale per ritagliarci qualche minuto di preghiera, per trovare uno spazio di silenzio nel caos del cuore e dello spirito, per permettere alla nostra anima di raggiungere il nostro corpo, sempre di fretta, sempre avanti.

Sgombriamo subito il campo dal una falsa idea di Quaresima come di un tempo penitenziale doloroso ma inevitabile, come il tempo in cui imporci delle rinunce, come il tempo in cui metterci in volto la maschera del penitente.

La Quaresima è, al contrario, il tempo della verità, della verifica della propria vita, della preparazione al grande evento.

Un tempo di ascesi, appunto, parola che, in greci, significa semplicemente “allenamento”.

Seguire Gesù

Miniatura che illustra la seconda tentazione di Gesù

Miniatura che illustra la seconda tentazione di Gesù

Gesù inizia la sua vita pubblica nel deserto. Non vi è in noi la paura di affermare che anche Gesù vuole capire cosa fare da grande.

L’evangelista Marco non lo dice, ma lo dicono gli altri due Vangeli sinottici, Gesù, nel deserto, sceglie di pianificare la sua predicazione, sceglie quale Messia essere. Un Messia diverso da quello che si aspetta la gente

Non griderà, né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce.

Certo nel Tempio lo farà, ma per zelo.

Anche noi siamo chiamati, ogni giorno, a seguire Gesù nel deserto, per scegliere ancora che persone essere.

Non “cosa” essere, ma “come” essere.

Non è così importante cosa sei diventato, ma come vuoi vivere.

Quaranta giorni nel deserto ci sono dati per scegliere, malgrado tutto, se continuare ad amare come Gesù ha amato.

La tentazione vinta

Nel deserto Gesù è provato e vince la tentazione.

Dice no a ogni forma di autorealizzazione, no alla commistione tra potere civile e religioso, no alla tentazione del facile miracolo.

No chiari e precisi. Nessun compromesso, per amore della verità.

Félix Joseph Barrias, The Temptation of Christ by the Devil, 1860, Philbrook Museum of Art, Tulsa, Oklahoma (USA)

Félix Joseph Barrias, “The Temptation of Christ by the Devil” (1860), Philbrook Museum of Art, Tulsa, Oklahoma (USA)

Ciò non comporta un atteggiamento che declina l’essere “contro” ma semmai la consapevolezza da parte di Gesù di quale opzione fondamentale vivere.

Gesù parlerà di Dio con il sorriso e con grande umanità, convincerà il cuore delle persone con la sua vita e la sua predicazione. Non obbligherà nessuno e non indurrà nessuno in tentazione. Anzi egli ha promesso di non abbandonare nessuno proprio nel momento della prova.

Questa è la sua scelta, stare dalla parte del bene.

Pagherà a caro prezzo nell’orto degli ulivi una simile scelta. Sarà lui stesso consegnato e abbandonato da tutti coloro che lo avevano seguito fin li ma non avevano compreso ancora chi Egli fosse veramente.

La scelta di Gesù si rivelerà la scelta giusta. Il giusto non perirà, non sarà lasciato in potere delle tenebre, della morte.

Come vivere questo tempo

Primo percepire la fame: fame di Parola, di senso, di autenticità.

Secondo alimentarsi di preghiera. Una preghiera fatta soprattutto di ascolto, più che di richiesta.

Terzo: la carità. L’elemosina che non significa dare del superfluo, ma spalancare il cuore ai bisogni degli altri, una fede che diventa concretezza.

Allargare il proprio cuore agli altri diventa un gesto che dentro di noi produce un cambiamento, diventando davvero cristiani più autentici.


Moretto da Brescia, Gesù Cristo nel deserto con gli animali selvatici, 1540 circa, Metropolitan Museum of Art di New York (USA)

Lascia un commento

Inserisci per primo un commento

avatar
  Subscribe  
Avvisami