venerdì
20 aprile 2018

14:35

Testimoni del Risorto

A cura di don Ivano Maddalena

(Luca 24,35 – 48) 35 Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane. 36 Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 37 Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. 38 Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? 39 Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». 40 Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. 41 Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». 42 Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; 43 egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. 44 Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». 45 Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture 46 e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, 47 e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. 48 Di questo voi siete testimoni.

Contesto

Cena a Emmaus di Matthias Stom, (1633-1639)

Cena a Emmaus di Matthias Stom, (1633-1639)

Il testo di questa domenica si inserisce subito dopo l’esperienza dei discepoli di Emmaus i quali narrano ciò che è accaduto e come hanno riconosciuto Gesù vivo agli altri discepoli.

Il brano di oggi ci presenta una apparizione ufficiale agli Undici discepoli a cui seguirà l’ascensione in cielo di Gesù (24,50-53)

I discepoli di Emmaus appena ritornati a Gerusalemme, vengono a sapere non solo che Gesù è veramente risorto, ma anche che è apparso a Simone (Pietro) (24,33-34). Solo dopo di ciò essi possono raccontare la loro esperienza, sottolineando che anche loro lo hanno incontrato e lo hanno riconosciuto allo spezzare del pane (v. 35).

L’evangelista Luca sottolinea questo dettaglio perché da esso i lettori devono ricavare che anche a loro è possibile incontrare Gesù risorto.

Il brano odierno può essere così suddiviso:

  1. apparizione di Gesù (vv. 36-43)
  2. mandato missionario (vv. 44-48). 

L’apparizione di Gesù il dono della pace

Carl Bloch, The Road to Emmaus

Carl Bloch, The Road to Emmaus

Gesù si si presenta in piedi e si ferma in mezzo ai discepoli mentre loro stanno ancora ascoltando i due di Emmaus.

Gesù li saluta con l’espressione tipica del mondo ebraico (šalôm, eirênê, pace).

Nei discepoli c’è timore e paura, misto a un senso di meraviglia. Credono di stare alla presenza di un fantasma.

Gesù non è un fantasma e qui Egli li rimprovera per la loro incredulità e, per dissipare i loro dubbi, presenta loro le sue mani e i suoi piedi, invitandoli a guardare e a toccare.

L’incredulità è vinta

I discepoli faticano a comprendere e restano increduli, perché da una parte si sentono riempire da una grande gioia, mentre dall’altra sono pieni di stupore. Ciò che sperimentano è troppo grande per essere vero.

Gesù allora si fa portare un po’ di pesce arrostito e lo mangia di fronte a loro. Si tratta di una prova della realtà fisica della sua presenza. Un ulteriore segno di fronte al quale l’incredulità è vinta.

Gesù per Luca è veramente Risorto, è vivo.

Luca vuole dare le più ampie garanzie circa l’oggettività dell’apparizione di Gesù. Luca scrive a una comunità cristiana che voleva comprendere cosa significasse risorgere corporalmente. Le modalità della risurrezione saranno descritte anche da Giovanni circa l’apparizione di Gesù a Tommaso, l’apostolo che per credere voleva toccare il corpo del Signore.

Per i credenti in Cristo la risurrezione sarà come essere rivestiti di un corpo “spiritualizzato”. 

Il pieno compimento delle Scritture

Gesù afferma che le Scritture hanno trovato pieno adempimento e che è giunto il tempo di essere aperti alla comprensione di esse.

Per questo è necessario legare cuore e mente e lasciare che la Parola parli alla nostra vita.

Tutto ciò che è accaduto per Gesù doveva capitare perché tutto era stato annunciato. Così Gesù è presentato come la Parola ultima e decisiva, pieno compimento della Promessa antica.

I discepoli di Emmaus, Basilica di Sant'Apollinare Nuovo, Ravenna

I discepoli di Emmaus, Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, Ravenna

Le Scritture riguardano la persona di Gesù dunque e alla luce della risurrezione vanno lette.

Gesù viene così interpretato come colui per mezzo del quale e nel quale ha inizio il regno di Dio annunziato dai profeti. Chi aderisce a lui mediante la fede entra già in possesso di questa realtà escatologica, alla quale sarà definitivamente aggregato mediante la sua risurrezione corporea alla fine dei tempi.

Testimoni del Risorto

La risurrezione di Gesù non viene dunque vista come la prova schiacciante in forza della quale si dimostra in modo incontrovertibile la divinità di Gesù. Al contrario, la risurrezione, rappresenta l’inizio di una trasformazione di tutto il mondo, nel quale Dio fa il suo ingresso portando quei valori di giustizia e di amore che rappresentano l’essenza del suo Regno.

Il cristiano credente ne è pienamente testimone in forza del dono dello Spirito forza per mezzo del quale con le parole e le opere annunciamo la presenza già qui e ora del Regno di Dio.


Dipinto di copertina: Caravaggio, Cena di Emmaus (1601-2), National Gallery, Londra 

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