sabato
26 maggio 2018

03:03

Testimoniare il Vangelo con la vita

A cura di don Ivano Maddalena

(Marco 16,15-20) 15E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. 16Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. 17Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, 18prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». 19Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. 20Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

Contesto

Pietro Perugino, "Ascensione di Gesù" (1505)

Pietro Perugino, “Ascensione di Gesù” (1505)

Siamo alla fine del Vangelo di Marco che termina in modo brusco.

La scoperta del sepolcro vuoto di Gesù da parte delle donne che le porta a fuggire impaurite.

Eppure, le donne, avevano incontrato un angelo che le informava della risurrezione di Gesù (16,1-8.

L’evangelista Marco dedica gli ultimi versetti del suo Vangelo (16,9-20) per narrare un resoconto degli eventi che hanno fatto seguito alla risurrezione di Gesù.

Ecco allora la narrazione di due apparizioni del Risorto, l’una a Maria Maddalena e l’altra a due discepoli innominati (vv. 9-13).

Segue poi l’apparizione agli Undici ai quali viene conferito dal Risorto il mandato missionario (vv. 14-18).

Come conclusione viene riportato un breve cenno all’Ascensione di Gesù e al compimento da parte dei discepoli della missione ricevuta (vv. 19-20).

La liturgia tralascia i vv. 9-14 e propone alla lettura solo le due ultime parti del brano.

Gesù appare a Maria di Magdala

Lorenzo Ghiberti e Bernardo di Francesco, "Ascensione", (1443), Santa Maria del Fiore, Firenze

Lorenzo Ghiberti e Bernardo di Francesco, “Ascensione”, (1443), Santa Maria del Fiore, Firenze

Quanto è difficile credere all’annuncio della risurrezione. Gesù appare a Maria Maddalena, ma gli altri discepoli non le credono. Maria Maddalena va ad annunciare quanto ha sperimentato ma trova incredulità e chiusura. Per venire al mondo Dio volle il libero sì di Maria di Nazareth (Lc 1,38). Per essere riconosciuto come Vivente in mezzo a noi, volle dipendere dall’annuncio di Maria di Magdala che era stata liberata da sette demoni. Quanto pregiudizio e chiusura da parte dei discepoli.

Gesù appare a due discepoli

Gesù appare a due discepoli anonimi che se ne vanno in campagna. Non si consoce il loro nome e già la nostra mente vola al racconto dell’apparizione di Gesù ai discepoli di Emmaus che, al ritorno, condivisero la loro esperienza della risurrezione con “gli undici e i loro compagni” (Lc 24, 33-34). In questo caso, diversamente da quanto afferma l’evangelista Luca, gli altri discepoli non hanno creduto alla testimonianza dei due.

Ancora chiusura e incredulità.

Gesù rimprovera la incredulità degli undici.

Giotto, "Ascensione di Gesù", (1303-1305 circa), Cappella degli Scrovegni, Padova

Giotto, “Ascensione di Gesù”, (1303-1305 circa), Cappella degli Scrovegni, Padova

Infine Gesù appare agli undici discepoli riuniti a mensa e li rimprovera perché non hanno creduto alle persone che lo avevano visto risorto.

Per la terza volta, Marco si riferisce alla resistenza dei discepoli nel credere alla testimonianza di quelli e quelle che avevano sperimentato la risurrezione di Gesù.

Qui ci stanno due insegnamenti per ognuno di noi.

Il primo è che la fede in Gesù risorto passa per la fede nelle persone che ne danno testimonianza.

Il secondo, che nessuno deve perdersi d’animo, quando il dubbio o la perplessità nascono nel cuore.

Perfino gli undici hanno avuto dubbi! E non pochi.

I segni che accompagnano l’annuncio del Vangelo

Andrea Mantegna, "Trittico degli Uffizi" (1460), Galleria degli Uffizi, Firenze

Andrea Mantegna, “Trittico degli Uffizi” (1460), Galleria degli Uffizi, Firenze

Gesù conferisce la missione di annunciare il Vangelo a tutte le creature, nessuna esclusa.

A una condizione chiara e decisiva per essere salvi: credere e essere battezzato.

A chi crede e vive il Battesimo, Gesù promette questi segni: (1) cacceranno i demoni, (2) parleranno lingue nuove, (3) prenderanno in mano i serpenti, (4) se berranno qualche veleno non farà loro male, (5) imporranno le mani ai malati e questi guariranno.

Tutto questo va riletto alla luce dell’oggi e del che cosa voglia dire.

* cacciare i demoni: è combattere il potere del male che strangola la vita. La vita di molte persone è diventata migliore da quando sono entrate in comunità ed hanno cominciato a vivere la buona novella della presenza di Dio. Partecipando alla vita della comunità, cacciano il male dalla loro vita.
* parlare lingue nuove: è cominciare a comunicare con gli altri in modo nuovo. A volte incontriamo una persona che mai abbiamo visto prima, ma è come se già ci conoscessimo da molto tempo questo perché parliamo la stessa lingua, la lingua dell’amore.

* prendere in mano serpenti e vincere il veleno: ci sono tante cose che avvelenano lo stare insieme. Molte parole inutili rovinano la relazione fra le persone. Benedire e non maledire, questa è la via.

* curare i malati: dovunque appare una coscienza più chiara della presenza di Dio, appare anche una attenzione speciale e una cura verso le persone escluse e marginalizzate, soprattutto verso i malati. Quello che maggiormente favorisce la salute è quando la persona si sente accolta e amata.

Attraverso la comunità Gesù continua la sua missione

Quel Gesù che là in Palestina accoglieva i poveri, rivelando loro l’amore del Padre, ora è lo stesso Gesù che continua presente in mezzo a noi, nelle nostre comunità.

Attraverso di noi, egli continua la sua missione per rivelare il Vangelo.

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