venerdì
22 giugno 2018

19:48

La vera famiglia di Gesù

A cura di don Ivano Maddalena

(Marco 3,20–35) 20Entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. 21Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé». 22Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni». 23Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? 24Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; 25se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi.  26Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. 27Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. 28In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; 29ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». 30Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro». 31Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. 32Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». 33Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». 34Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! 35Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

Contesto

Nei versetti che precedono il brano liturgico odierno Gesù aveva scelto i Dodici discepoli e da ultimo viene citato Giuda: “Giuda iscariota, quello che poi lo tradì”. Giuda ha seguito Gesù, lo ha ascoltato, eppure lo ha tradito.

Oggi ci viene detto che pure i familiari di Gesù non comprendono Gesù e il suo modo di dire e agire. Il brano proposto ci mostra una crescente non comprensione di chi è Gesù che viene definito: “posseduto da uno spirito impuro”. Gesù dirà chiaramente chi è suo familiare. Da qui in poi o con Lui o contro di Lui.

Gesù incontra l’uomo la dove egli abita

Gesù dalla sinagoga, luogo di culto degli ebrei e entra in una casa.

La casa, dove l’uomo vive, è il luogo della condivisione: stanno insieme i familiari, si condivide il pane, la vita, la fatica e si condividono gli affetti.

La casa rappresenta la Chiesa ed è fatta da chi sta dentro e ascolta e non dalla folla che sta fuori.

Eppure c’è molta folla, segno di successo della predicazione di Gesù, ma la folla accorre solo perché ha bisogno.

Gesù vuole essere seguito e vuole che chi lo segue si stacchi dalla folla; perciò sale su una barca e sul monte perché chi lo segue stia con lui e oggi,

per lo stesso motivo, entra in una casa.

Gesù preoccupa perché accusato di bestemmia

Cosa aveva detto Gesù di così preoccupante perché i suoi (“sua madre e i suoi fratelli”)  vadano a prenderlo? Meglio catturarlo. Lo vogliono sottrarre e sono molto preoccupati.

I familiari di Gesù sono preoccupati. Per gli Scribi è un bestemmiatore e per i suoi Gesù “ è fuori di sé”.

Gesù non aveva nessun problema con i peccatori, coi miscredenti, con le persone fuori dalla legge, ma aveva problemi con i massimi rappresentanti dell’istituzione religiosa e politica che lo accusavano di bestemmiare, un rimprovero allora meritevole di morte.

Gesù non fa nulla per evitare questa accusa, anzi fa di tutto per confermarla, anzi fa di tutto per confermarla; trasgredisce pubblicamente il comandamento del riposo del sabato, facendo miracoli che avrebbe potuto fare in qualunque altro giorno.

Gesù sa che non è vero ciò di cui lo accusano, ma per i suoi familiari Gesù è fuori di sé, matto. Dovrebbe usare meglio i suoi poteri.

Ecco che Gesù decide di dare vita u un nuovo popolo, a familiari che stiano con lui e comprendano fino in fondo chi Egli è e la sua missione.

Gli Scribi infangano Gesù 

Nella sua missione Gesù fa breccia e suscita un movimento popolare sempre più favorevole a Lui ed è quindi comprensibile che le autorità religiose siano preoccupate.

Contro Gesù, scende in campo il Sinedrio inviando una delegazione ufficiale composta dagli scribi, i suoi membri più autorevoli, non per accertare i fatti, ma per emettere una sentenza che screditi definitivamente Gesù.

Lo avevano già accusato di bestemmiare quando aveva perdonato i peccati al paralitico, ora l’accusano di essere indemoniato “posseduto da Beelzebùl”. Non potendo negare la realtà, cioè che la parola di Gesù opera quanto dice, usano la loro competenza della Scrittura per difendersi e lo denunciano di stregoneria e quindi passibile della pena di morte. Fanno valere le proprie opinioni religiose solo per confermare la loro posizione di potere. “Costui è posseduto da Beelzebùl”: è il colmo dei colmi, Lui che scaccia i demoni è giudicato posseduto dal demonio.

“Come può Satana scacciare Satana?”

Mentre gli scribi che diffamano Gesù non hanno osato affrontarlo apertamente, Gesù li convoca per dimostrare l’assurdità della loro accusa.

Come può il principe dei demoni fare del male a se stesso ? Se un regno si divide è finito.

Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega”: Gesù e il suo messaggio di liberazione permettono di legare Satana liberando le persone sotto il suo dominio.

Gesù non compreso

Tutti rischiano di non comprendere Gesù, di non seguirlo, non solo i nemici ma anche coloro che pensano di essere dei suoi, i suoi familiari, noi!

Cosa significa realmente stare con lui?

Non basta seguirlo, occorre assimilare il suo modo di pensare, diversamente

si rischia di non capirlo e di non essere dei suoi, come non lo capiscono e non lo seguono gli avversari.

Necessario convertirsi.

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