venerdì
20 luglio 2018

21:50

Accoglienza che fa la differenza

 A cura di don Ivano Maddalena

(Marco 6,1-6) 1Partì di là e venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. 2Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? 3Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. 4Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». 5E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. 6E si meravigliava della loro incredulità. Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

Contesto

I capitoli da 6 a 8 del Vangelo di Marco formano un’unica sezione definita “sezione dei pani”. La sezione che si apre con la visita di Gesù a Nazaret (6,1-6) e si prolunga fino alla guarigione del cieco di Betsaida (8,22-26) è molto importante perché matura l’adesione o meno all’insegnamento di Gesù e quindi il fatto di credere o non credere.

La sezione può essere suddivisa in tre grandi parti:

1) Gesù rifiutato a Nazaret invia i suoi discepoli (6,1-34);

2) Prima moltiplicazione dei pani e aggiunte (6,35:7,37);

3) Seconda moltiplicazione dei pani e ulteriori aggiunte (8,1-26).

La prima di queste tre parti (6,1-34) ha come tema l’espandersi dell’annunzio del regno di Dio, mediante l’opera dei dodici discepoli, nella Galilea e, in prospettiva, al di fuori di Israele e in tutto il mondo.

Il Vengelo di oggi ci parla della visita di Gesù a Nazaret e descrive la chiusura mentale dei compaesani di Gesù con lo accolgono. Gesù risponderà a questa chiusura inviando i suoi discepoli in missione (6,7-13).

“Gesù predica nella Sinagoga” - Sinagoga di Nazareth (Israele)

“Gesù predica nella Sinagoga” – Sinagoga di Nazareth (Israele)

Gesù ritorna a Nazaret

Gesù torna a casa dopo avere dato inizio alla sua predicazione e aver compiuto segni prodigiosi che hanno suscitato interesse e adesione da parte di molte persone. Dopo una lunga assenza, anche Gesù ritorna e, come al solito, il sabato, va alla sinagoga per partecipare alla riunione della comunità. Gesù non era il coordinatore della comunità, ma pur non essendolo prende la parola e comincia ad insegnare. Segno questo che le persone potevano partecipare ed esprimere la propria opinione.

James Tissot, “Gesù srotola la scrittura nella sinagoga”, 1886-1894, Brooklyn Museum, New York

James Tissot, “Gesù srotola la scrittura nella sinagoga”, 1886-1894, Brooklyn Museum, New York

Reazione della gente di Nazaret davanti a Gesù.

A Cafarneo l’insegnamento di Gesù era stato accolto non così a Nazaret.

La non accettazione si accompagna allo scandalo perché colui che parla è ben conosciuto. Conosciuto da tutti insieme ai suoi parenti. Non si accetta che il mistero di Dio sia presente in Gesù, un essere umano comune come loro.

Gesù non viene accolto proprio da coloro che meglio lo conoscevano. I paesani di Gesù rifiutavano di credergli, perché non riuscivano a capire il mistero di Dio che avvolgeva la persona di Gesù. “Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è mai questa che gli è stata data? E questi prodigi compiuti dalle sue mani? Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Giuseppe, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?” Non riescono a credere in Gesù!

Reazione di Gesù dinanzi all’atteggiamento della gente di Nazaret

Gesù cita un proverbio per esprimere una consapevolezza che già in altre occasioni si era realizzata: “nessuno è profeta nella sua patria”

E dice: “Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua”. Gesù pone una condizione fondamentale per l’efficacia della sua missione. Per poterlo comprendere e accogliere è necessario avere fede e credere in Lui.

Gesù senza l’assenso dell’uomo non può fare nulla. Il preconcetto che alberga nel cuore e nella testa dei compaesani di Gesù impedisce la sua opera di salvezza. Gesù, pur volendo, non può fare nulla e si meraviglia di fronte alla loro mancanza di fede.

Per questo, dinanzi alla porta chiusa della sua comunità, “cominciò a percorrere i villaggi, insegnando”.

L’esperienza del rifiuto spinse Gesù a cambiare direzione. Lui si dirige verso altri villaggi e coinvolge i discepoli nella missione dando istruzioni su come devono continuare la missione.

Accoglienza che fa la differenza

Accogliere Gesù, la sua Parola e il suo insegnamento significa aderire a Lui con il cuore e la mente. Accogliere! Gesù non si è imposto, ma si è proposto con un chiaro “Se vuoi”. Spetta a noi scegliere liberamente da che parte stare.

Si accoglie Gesù nella consapevolezza di chi Egli è. Se lo si comprende c’è gioia e salvezza.


Dipinto di copertina: Gerbrand van den Eeckhout, “Cristo insegna nella Sinagoga di Nazareth”, National Gallery of Ireland

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