sabato
27 maggio 2017

23:23

LIBRI CONSIGLIATI #320

Beat hippie yippie
Fernanda Pivano
€ 14,00
2017, 384 p., brossura
Bompiani (Collana: I grandi tascabili)

Questa raccolta di articoli, saggi, interventi costituisce uno dei testi fondamentali dell’amorosa ricerca americana di Fernanda Pivano.

Sono di scena i movimenti di pensiero dell’Altra Cultura da quando presero forma negli anni cinquanta a quando vennero inghiottiti dall’attivismo politico. Immagini colte sul vivo, a poche ore dagli avvenimenti, con un deliberato rifiuto di meditazioni e di citazioni pedanti. Una saggio completo e chiaro che fa il punto della situazione su quello che fu il movimento giovanile negli Usa negli anni anteriori al mitico Sessantotto e al suo confluire in vero e proprio impegno politico. E’ la storia di quel grande laboratorio americano in cui si preparavano e andavano maturando le teorie che di lì a poco avrebbero infiammato l’Europa. Il Beat e l’Underground, il teatro che passa dalla Contestazione alla Strumentalizzazione, la vecchia e nuova Sinistra, il problema razziale, il pacifismo e la non-violenza.

Hemingway
Fernanda Pivano
€ 13,00
2017, 304 p., brossura
Bompiani (Collana: I grandi tascabili)

E’ una biografia appassionata, basata su documenti di prima mano e lettere inedite, questa che Fernanda Pivano ha dedicato a Hemingway, lo scrittore-mito del Novecento, cui fu legata da un profondo sodalizio professionale.

Dalle belle pagine, che non si succedono in ordine cronologico, ma sotto l’incalzare dei ricordi e delle emozioni, emerge in una luce nuova la figura di questo genio sfortunato che, con un sorriso triste fino alla disperazione, diceva di aver conquistato il Nobel solo perché nel libro ”Il vecchio e il mare” non c’erano parolacce. Dalle stesse pagine emerge un mondo dove il ritratto della realtà è intriso di tragedia e di amore per la vita. Come sanno quelli che, a sua somiglianza, cominciano, qualunque cosa accada, le giornate cantando.

Il libro del padre
Urs Widmer
Traduzione di: R. Gado
€ 15,50
2017, 224 p., brossura
Keller (Collana: Passi)

Al compimento dei dodici anni il giovane Karl riceve in dono un libro con le pagine bianche che – come vuole la tradizione – riempirà, giorno dopo giorno, per il resto della propria vita. Nessuno potrà leggerlo, nessuno saprà cosa c’è scritto se non dopo la sua morte. Quando questa si verifica però del libro si perdono le tracce. Sarà il figlio, in uno straordinario esercizio di narrazione, a porre rimedio alla perdita raccontando l’esistenza del padre, regalandoci il ritratto di un uomo carismatico e passionale, dominato da un grande amore per i libri e da una profonda sensibilità per la cultura in ogni sua forma. Il suo mondo interiore si ciba di Villon, Diderot, Stendhal e di molti altri autori che colleziona e traduce, ma Karl è affascinato anche dall’esuberante energia di giovani artisti – molto diversi nello stile, uniti dagli ideali antifascisti e dalla condanna delle inquietanti ombre che affliggono l’Europa degli anni Trenta. “Il libro di mio padre” è omaggio e memoria, è pacificazione di un figlio con le mancanze di un padre, è una storia d’amore, un incredibile percorso nel mondo dei libri e, tra le altre cose, un affresco delle illusioni e delusioni del XX secolo.

Niels Lyhne
Peter Jacobsen
Traduzione di: M. Svendsen Bianchi
€ 17,00
2017, 284 p., brossura
Iperborea (Collana: Luci)

“La poesia moderna”, scrive Claudio Magris, “è spesso nostalgia della vita.” Niels Lyhne è uno dei primi personaggi letterari che incarnano questa nostalgia e restano simbolo di una crisi che, a partire da fine Ottocento, continua a minare il nostro secolo. Non a caso Stefan Zweig lo definì il Werther della sua generazione e il romanzo lasciò un segno su Thomas Mann e Rilke, che ne trasse ispirazione per il suo Malte Brigge. È l’impossibilità di appagamento il mal sottile che corrode l’animo di Niels e di quanti gli vivono accanto: che si abbandonino, come la madre, “al vizio radioso dei sogni”, che anelino, come l’amico Erik, all’arte e alla bellezza, o come le donne di cui si innamora, alla libertà e alla nobiltà della passione, sono tutti destinati alla sconfitta, a vedere gli ideali della giovinezza risalire in cielo sulla scala dell’esperienza, l’ispirazione inaridirsi, la prosa della quotidianità spegnere i fuochi fatui della poesia. Ateo che la perdita della fede ha lasciato senza appigli e certezze, poeta che si ferma sulla soglia della creazione, Niels sente il tempo sfuggirgli senza che né l’arte né l’amore possano far presa sul suo uniforme fluire, né uno scopo riempire i giorni che si susseguono “come le trite immagini di una lanterna magica”. In continua attesa di tuffarsi nei flutti della vita, la vede scorrergli accanto mentre rimane seduto a riva, estraneo a sé stesso e alla propria esistenza, a sognare quella pienezza che è sempre sull’altra sponda del lago, irraggiungibile, velata dalla nebbia della lontananza.

Km 1 Piave e grande guerra
Camilla Peruch, Sonia Santin
€ 10,00
2017, 80 p., ill., brossura
Kellermann Editore (Collana: Kilometri di storie)

“…un fiume al femminile, una splendida via di comunicazione che collegava le montagne al mare, le Dolomiti a Venezia. Poi una Grande Guerra bloccò sulle sue rive gli eserciti avversari e le popolazioni. Dopo Caporetto, per un anno esatto, il fiume divenne il nuovo confine italiano da difendere fino alla morte. E fu così che la Piave, materna e generosa, divenne il Piave, duro e fiero come il soldato che combatteva lungo il suo corso. Sono passati cent’anni ed è proprio a quel punto della Storia, lungo le sponde del fiume, che vogliamo accompagnarvi: Km dopo Km, tra la fatica dei militari, il rumore delle battaglie, la sofferenza della gente…”.

Autoritratto nello studio
Giorgio Agamben
18,00
2017, 174 p. , ill., rilegato
Nottetempo (Collana: Luce mediterranea)

Il titolo “Autoritratto nello studio” un tema iconografico familiare alla storia della pittura – va qui inteso alla lettera: il libro è un autoritratto, ma soltanto nella misura in cui il lettore potrà alla fine decifrarne i tratti attraverso il paziente scrutinio delle immagini, delle fotografie, degli oggetti, dei quadri presenti negli studi in cui l’autore ha lavorato e tuttora lavora. La scommessa di Agamben è, cioè, quella di riuscire a parlare di sé soltanto e unicamente parlando di altri: i poeti, i filosofi, i pittori, i musicisti, gli amici, le passioni insomma gli incontri e gli scontri che hanno deciso della sua formazione e hanno nutrito e ancora nutrono in vario modo e misura la sua propria scrittura, da Heidegger a Elsa Morante, da Melville a Walter Benjamin, da Caproni a Giovanni Urbani. Per questo del libro sono parte integrale le immagini che, come in quei rebus in cui varie figure accostate l’una all’altra ne disegnano una diversa e più grande, si compongono alla fine col testo in uno dei più insoliti autoritratti che un autore abbia lasciato di sé: non un’autobiografia, ma una fedelissima e intemporale autoeterografia.

Felicità d’Italia. Paesaggio, arte, musica, cibo
Piero Bevilacqua
€ 20,00
2017, 205 p., brossura
Laterza (Collana: Storia e società)

Che cosa sono le felicità d’Italia? La musica, il cibo, la biodiversità agricola, il paesaggio, la tradizione artistica e culturale. Ovvero tutto ciò che rende il nostro Paese e i suoi costumi speciali agli occhi degli stranieri che vengono a visitarlo o di quelli che ne apprezzano e adottano lo stile di vita. Ma perché queste ‘felicità’ hanno avuto origine proprio qui? Come mai la Penisola possiede una eredità tanto ricca e varia di questi tesori? Carlo Cattaneo sosteneva che la cultura e la felicità dei popoli non dipendano tanto dai mutamenti della ‘superficie politica’ quanto dall’influsso di alcune ‘istituzioni’ che agiscono inosservate nel fondo delle società. Sono creazioni del popolo (norme consuetudinarie, strutture organizzative, tradizioni culturali) che sono state elaborate dal basso e che contano più delle scelte dei governi per il progresso dell’umanità. Il libro racconta la storia di quattro di queste ‘felicità’: l’alimentazione, dipendente dall’originalità storica e geografica dell’agricoltura italiana; le città, con il loro patrimonio di bellezza, che per secoli hanno costituito la forma più alta di organizzazione della vita sociale; la musica e la canzone napoletana, esempi della creazione di un immaginario poetico da parte di un popolo; la tradizione cooperativa, che ha dato un’impronta di egualitarismo sociale e di avanzato civismo.

Nel cielo nero dell’Italia. Poesie e prose
Aleksandr Blok
A cura di: M. Rea
€ 18,00
2016, 151 p., brossura
Passigli (Collana: Passigli poesia)

Aleksandr Blok viaggiò in Italia insieme alla moglie Ljuba nel 1909. Era un anno difficile per la Russia, ancora sconvolta dalla rivolta del 1905 repressa nel sangue, e dove lo scollamento con il regime dello zar diveniva sempre più vistoso e irreparabile. Echi di quella tempestosa situazione compaiono anche in queste pagine, che riuniscono per la prima volta tutti gli scritti di Blok dedicati all’Italia, in primo luogo le bellissime poesie (qui proposte con il testo originale a fronte), ma anche le prose di Lampi d’arte – un’opera mai conclusa, iniziata nell’autunno di quello stesso anno – delle Lettere e dei Taccuini. Blok e Ljuba visitano buona parte delle più belle città del centro e nord Italia: da Venezia a Firenze, da Ravenna a Perugia, da Milano ad Assisi, in un ‘grand tour’ concitato, che a tratti assume quasi l’aspetto di un vero ‘tour de force’: ma la sensibilità e gli occhi del poeta sono sempre attentissimi, scrupolosi nel decifrare i dettagli di ciò che vede, e in particolare nel seguire le tracce di un passato di bellezza tanto storico quanto ideale, nel quale trovare un agognato rifugio, ricongiungendosi a quel mondo dell’arte che per il poeta russo era il suo vero “mondo personale”. Ma l’Italia di Blok è anche un paese tragico, e proprio “per il fruscio sotterraneo della storia, assordante e irreversibile”; anche se – aggiunge il poeta – “la gran parte di queste cupe impressioni dipende da me: neppure il sole italiano potrà mai dissipare gli incubi russi”.

Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie
Francesca Cavallo, Elena Favilli
€ 19,00
2017, 224 p. , ill., rilegato
Mondadori

100 esempi di forza e coraggio al femminile, per tutte le donne, grandi e piccole, che puntano sempre in alto. 100 donne straordinarie che hanno cambiato il mondo, 100 favole per sognare in grande!

«C’era una volta una bambina che sognava il principe azzurro. No! C’era una volta una bambina che sognava di volare, un’altra che amava le macchine, una che voleva diventare campionessa mondiale di tennis, un’altra che scoprì la metamorfosi delle farfalle!» – Giorgia Furlan, Left

Alle bambine ribelli di tutto il mondo: sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: avete ragione voi. C’era una volta una bambina che amava le macchine e amava volare; c’era una volta una bambina che scoprì la metamorfosi delle farfalle… Da Serena Williams a Malala Yousafzai, da Rita Levi Montalcini a Frida Kalo, da Margherita Hack a Michelle Obama, sono 100 le donne raccontate in queste pagine e illustrate da 60 illustratrici provenienti da tutto il mondo.

Indian Creek. Un inverno da solo sulle montagne rocciose
Pete Fromm
Traduzione di: T. Moroni
€ 16,00
2017,  256 p., brossura
Keller (Collana: Passi)

Per uno studente di biologia della fauna selvatica, innamorato dei libri di Henry Thoreau e dei racconti di montagna, il programma dell’Idaho Fish & Game è un’occasione imperdibile: monitorare e proteggere la schiusa di due milioni e mezzo di uova di salmone nel selvaggio Selway-Bitterroot. Solo che il ventenne Pete Fromm non può immaginare cosa significhi veramente vivere un intero inverno – ben sette mesi – da solo sulle Montagne Rocciose, alla fine degli anni Settanta, in una tenda in tela a oltre sessanta chilometri dalla prima vera strada e a cento dal primo insediamento umano. Comincia così un’avventura incredibile, un romanzo di formazione divertente, di un realismo crudele e soprattutto vero, anzi verissimo, con temperature che arrivano a quaranta gradi sotto zero e la neve a coprire ogni cosa, con imprese nelle quali il giovane Pete deve dare fondo al proprio istinto di sopravvivenza, e situazioni che lo obbligano a rapportarsi con limiti e sogni, con se stesso e la solitudine. E onnipresente, la natura in tutta la sua potenza; dapprima usata, temuta, incompresa e poi, in quello che è uno straordinario finale, vera e propria compagna di vita.

*descrizioni a cura delle rispettive case editrici.

Lascia un commento

Inserisci per primo un commento

Avvisami
avatar
wpDiscuz