domenica
19 novembre 2017

14:57

LIBRI CONSIGLIATI #335

Storia dell’emigrazione italiana. Vol. 1: Partenze
A cura di: P. Bevilacqua, A. De Clementi, E. Franzina
€ 20,00
2017,  pp. XVI-704
Donzelli (Collana: Virgola)

L’emigrazione italiana nel mondo ha rappresentato uno dei tratti più peculiari e caratteristici dell’intera storia italiana contemporanea. Se è vero che molti altri paesi hanno conosciuto e conoscono flussi migratori di grande portata, è difficile trovare altri esempi, come quello italiano, così intensi, così a lungo distribuiti nel tempo, così variegati per provenienza territoriale e sociale, così diversificati per luoghi d’arrivo. A ben vedere, è la storia intera del nostro paese in età contemporanea ad aver ereditato dal fenomeno migratorio i suoi più essenziali caratteri. Che cosa sarebbe stata l’economia italiana, con l’impetuosa crescita complessiva che l’ha portata a essere tra le più sviluppate nel mondo, senza quel grande fenomeno di accumulazione delle risorse rappresentato dalle rimesse degli emigranti? E quale grandioso interscambio di mestieri, esperienze professionali, tecnologie si è realizzato attraverso il tramite materiale dei flussi migratori? E quanto ha pesato, nel nostro universo simbolico, nella stessa costruzione e definizione della nostra lingua, della nostra immaginazione, della nostra cultura, in una parola della nostra identità collettiva, il feed-back della nostra emigrazione? Come ne sono stati ridefiniti gli stessi ruoli sessuali, il peso e la portata delle presenze femminili, nella sfera individuale, famigliare e comunitaria? Sulla base di simili interrogativi il Comitato nazionale di celebrazione «Italia nel mondo», istituito presso il Ministero per i Beni e le Attività culturali, e cui fanno capo i più prestigiosi studiosi italiani e stranieri del fenomeno, ha commissionato all’editore la realizzazione di questa opera collettiva. L’intento dichiarato è quello di sintetizzare, in un linguaggio rigoroso ma accessibile, e con uno spirito autenticamente divulgativo, l’intera vicenda dell’emigrazione italiana all’estero. L’opera si annuncia in due volumi: Partenze e Arrivi, cui seguirà un Dizionario dell’emigrazione italiana. Questo primo volume analizza in particolare le motivazioni, le strategie individuali, i contesti famigliari e comunitari da cui trasse origine, nel corso del tempo, la scelta migratoria; esso definisce i quadri statistici complessivi, individuando l’apporto delle singole realtà regionali al fenomeno nel suo complesso, e qualifica le differenti «ondate» che hanno caratterizzato il fenomeno, definendone i differenti flussi. Lo studio della realtà si lega profondamente a quello dei simboli e delle figure, evocando l’intero universo delle rappresentazioni in cui si è addensata l’immagine dell’emigrazione, dalla letteratura, alle canzoni, alle arti visive, alla gastronomia, al cinema. Viene così messa a disposizione del lettore, forse per la prima volta, un’opera di sintesi, una pittura d’insieme.

Storia dell’emigrazione italiana. Vol. 2: Arrivi
A cura di: P. Bevilacqua, A. De Clementi, E. Franzina
€ 20,00
2017, pp. XVI-848
Donzelli (Collana: Virgola)

Il grande fiume dei nostri emigranti, quella sorta di «Ulisse collettivo» che si spinse fino a toccare, con le sue peregrinazioni in età contemporanea, i più disparati angoli del mondo, giunge con questo secondo volume della Storia dell’emigrazione alle sponde del suo approdo. Anche la dimensione dell’arrivo, del resto, si propone come una parabola non sempre conchiusa; in moltissimi casi l’esito «definitivo» è solo, a sua volta, la tappa di un ciclo ancora più ampio, destinato ad approdare esattamente al punto da cui aveva preso le mosse, a quella Itaca italiana che rimane comunque nell’orizzonte delle nostalgie, se non delle aspirazioni di tutti i nostri emigranti. Ma a fronte dei molti che alla fine sono rientrati, moltissimi hanno davvero fissato per sempre altrove le loro radici, dando vita dapprima a collettività e poi a foltissime discendenze di sempre più remota origine italiana. Delle loro esperienze e di ciò che esse costituirono e ancora costituiscono nella storia del mondo contemporaneo e in quella del nostro paese si occupa il volume. Più di quaranta studiosi analizzano, area per area, le peculiarità e i caratteri del variegato e mutevole insediamento all’estero di italiani. I processi d’integrazione e quelli di brusca assimilazione che in ogni paese di arrivo si realizzarono ci consegnano un’immagine in gran parte nuova e originale. Le fasi immediatamente seguite all’arrivo, l’arco di vita delle prime generazioni e lo stratificarsi, fuori d’Italia, di quelle via via succedutesi nel tempo sono analizzate in ciascuno dei paesi in cui gli immigrati arrivarono e si stabilirono. Dal Brasile agli Usa, dall’Argentina all’Australia, dalla Russia all’Oriente, dall’Europa continentale alla stessa Africa delle «colonie» di diretto dominio politico, gli immigrati italiani misero a frutto le proprie competenze per costruirsi un destino migliore e diverso, con ogni probabilità, da quello che li avrebbe attesi in patria. Ma nel farlo si scontrarono con una serie prevedibile di difficoltà. Le esperienze dei migranti furono, nelle varie parti del mondo da essi raggiunte, simili solo in parte, a dispetto delle comuni provenienze (dal Mezzogiorno o dal Nord, da questa o da quella regione italiana, dal mondo rurale e da quello operaio ecc.), assumendo poi significati e aspetti particolari di compattezza o di relativa «tenuta etnica» soprattutto in alcune aree sufficientemente omogenee (il Brasile meridionale), ma talora anche in interi paesi (l’Argentina). Superata la fase delle «piccole Italie», sia urbane che rurali, poi quella delle naturalizzazioni più o meno forzose, dell’ascesa sociale, e dei progressivi «ambientamenti» assicurati in contesti sempre meno ostili e «stranieri» da stuoli di ethnic brokers (comprensivi di boss, padroni, notabili ecc., talora anche in odore di criminalità mafiosa), gli immigrati e i loro figli intrapresero un lungo cammino che li pose a contatto dapprima con le legislazioni e con le normative delle rispettive patrie di adozione; poi con l’opinione pubblica, non sempre benevola, dei paesi di arrivo; e infine con una vasta gamma di situazioni destinate a incidere non poco sulla loro configurazione di «italiani fuori d’Italia», o meglio di cittadini – americani, australiani, eccetera – «di origine italiana». Si incontrano così, lungo i percorsi dei nostri emigranti, la Chiesa cattolica e missionaria, le ramificazioni diplomatiche dell’Italia liberale, fascista e repubblicana (Consolati, scuole «nazionali», Fasci italiani all’estero ecc.), i nuclei dell’associazionismo politico e sindacale affermatosi di volta in volta nella penisola, comprese le propaggini radicali e «sovversive» di un movimento operaio che ha conosciuto, nei confini del paese Italia, non poche e non semplici articolazioni. Un processo nel quale si sono via via perdute le tracce dell’identità linguistica di partenza, ma in cui si sono progressivamente esaltate anche (nella pratica sportiva, nella religiosità, nell’alimentazione, nella canzone e così via) le espressioni più durevoli e a tutt’oggi più vistose e condivise dell’«italianità». A una simile «italianità» – concetto difficile e sfuggente, e però corposo nella sua forza di evocazione – fecero e spesso tuttora fanno riferimento le definizioni correnti e meglio divulgate, nella letteratura e nella fiction cinematografica o televisiva, dei nostri immigrati e delle loro discendenze. E i nomi particolari e i luoghi specifici dell’epopea che qui si racconta, le singole odissee che stanno dietro all’Ulisse collettivo di cui stiamo ragionando, acquistano valore all’interno del grande quadro nel cui brulichio sono messe in scena. È la storia d’Italia, di tutta l’Italia in età contemporanea, che trova riscontro in queste pagine. E insieme con essa – il lettore non farà fatica ad accorgersene – una parte non secondaria ed effimera di altri cruciali pezzi di mondo.

Tenerezza. La rivoluzione del potere gentile
Isabella Guanzini
€ 14,00
2017, 165 p., brossura
Ponte alle Grazie (Collana: Saggi)

«Non c’è altra via di umanizzazione per il tempo presente e futuro: la forza rivoluzionaria della tenerezza e dell’affetto corrisponde alla via sovrana per una nuova ecologia umana, sensibile alle mani, alle facce, alle voci e ai corpi nella loro irriducibile singolarità e verità.»

A partire dalle parole e dal pontificato di Francesco, nasce questo libro di una filosofa e teologa, che si avventura con coraggio in quello che potrebbe rivelarsi un campo minato: parlare di un sentimento che tutti identifichiamo subito con colori pastello, pelouche, infantilismi, baci perugina e stucchevoli pubblicità per San Valentino. La tenerezza va ripulita dalla spessa crosta di zucchero e va mostrata in tutta la sua essenzialità e potenza: è la percezione elementare della fragilità della vita, di ogni vita; è la disposizione umana fondamentale dei legami che tengono insieme il mondo; è vicinanza; riconoscimento del volto dell’altro, della sua fisicità, del suo essere al mondo.

In Asia
Tiziano Terzani
€ 5,00
2017,  434 p., brossura
TEA (Collana: Super TEA)

Tiziano Terzani e l’Asia, una storia lunga una vita. Ma è Terzani a raccontare l’Asia o è l’Asia a raccontare Terzani? Difficile dirlo, tanto forte è il legame che quest’uomo decise di stringere con il più misterioso e contraddittorio dei continenti. Leggendo questo libro, che nell’avvincente varietà delle sue pagine si offre come autobiografia e reportage, cronaca di costume e racconto d’avventura, ci si trova a rivivere gli eventi che hanno segnato la storia asiatica degli ultimi trent’anni, a ripensare ai grandi ideali che l’hanno formata e ai protagonisti delle sue svolte, a dare uno sguardo al suo futuro. E al tempo stesso Terzani invita a prestare ascolto all’altra voce, quella dell’Oriente vero, vissuto nella sua quotidianità, in mezzo alle donne e agli uomini, alle difficoltà, ai contrasti, ai riti, alle curiosità, ai mille volti del continente che più degli altri sembra destinato a influenzare il nuovo secolo che è cominciato.

 

Guerra. Ediz. integrale
Ludwig Renn
A cura di: P. Monelli
€ 18,00
2017,  312 p., brossura
L’orma (Collana: Kreuzville Aleph)

Esiste una lingua per parlare della guerra? Uno stile per descriverla senza mai, neanche involontariamente, glorificarla? A una simile domanda etica il reduce Ludwig Renn rispose nel 1928 scrivendo questo romanzo autobiografico in cui riuscì a narrare con coinvolgente realismo tutta la cruda e impoetica verità del conflitto bellico, visto ad altezza di soldato semplice. Partito per la Grande guerra imbevuto di nazionalismo e, come tanti giovani entusiasti, convinto che la vittoria arriderà ai tedeschi in un lampo, l’appuntato Renn rimane presto traumatizzato dalla brutalità delle battaglie e dall’abbrutimento nelle trincee e, dieci anni dopo, racconta il proprio vissuto in un resoconto di sconvolgente concretezza. Capolavoro di oggettività, diretto e velocissimo, “Guerra” fu salutato come il grande libro pacifista del suo tempo insieme a “Niente di nuovo sul fronte occidentale” di Remarque e divenne subito un best seller internazionale. L’orma, dopo oltre settant’anni di oblio editoriale, lo ripropone nella mirabile versione dello scrittore e reduce Paolo Monelli, che trasformò la pratica della traduzione in opera di testimonianza.

Gustav sonata
Rose Tremain
€ 18,00
2017
66th and 2nd (Collana: Bookclub)

È un’amicizia nata tra i banchi di scuola quella tra Gustav e Anton, in una piccola cittadina svizzera che ha accolto molti ebrei in fuga durante la Seconda guerra mondiale. Orfano di padre e unico compagno di una madre incattivita da cupi risentimenti, Gustav è un bambino di indole docile che trova in Anton e nella sua famiglia un nucleo affettivo capace di addolcire la quotidianità di un’infanzia senza innocenza. Geniale musicista, Anton sin da fanciullo mostra un’inclinazione autolesionista che lo consuma dall’interno. Per lui l’amico è un sostegno incrollabile, eppure non gli chiede mai nulla in cambio. Gli sviluppi imprevisti della loro relazione condizioneranno le vite di entrambi e quelle delle persone che gli sono vicine. Gustav Sonata è un canto all’imperfezione e alla rilevanza degli opposti nella condizione umana, la storia di un amore inespresso e di relazioni condannate. «Un’opera di una bellezza estrema e dolorosa», come l’ha definita Salman Rushdie.

Il libro del mare
Morten A. Stroksnes
Traduzione di:  F. Felici
2017, 330 p., brossura
Iperborea (Collana: Narrativa)

Nelle profondità del mare intorno alle isole Lofoten vive il grande squalo della Groenlandia, un predatore ancestrale nonché il vertebrato più longevo del pianeta, tanto che oggi potremmo imbatterci in un esemplare nato prima che Copernico scoprisse che era la terra a girare intorno al sole.

“Il libro del mare” è la storia vera di due amici, Morten Strøksnes e un eccentrico artista-pescatore, che con un piccolo gommone e quattrocento metri di lenza partono alla caccia di questo temuto abitante dei fiordi. Un’avventura sulla scia di Melville e Jules Verne che diventa un caleidoscopico compendio di scienze, storia e poesia dell’universo marino: dalle antiche leggende dei marinai alla vita naturale degli abissi, dalla biologia alla geologia e alle grandi esplorazioni oceaniche, dal Leviatano e i mostri acquatici ritratti da Olao Magno nel ’500 alle specie incredibilmente reali di meduse a trecento stomaci, draghi di mare e calamari «lampeggianti». Un viaggio attraverso il Paleocene e gli odierni allarmi ecologici, che spazia dal Libro di Giona al “Maelström” di Edgar Allan Poe, raccontandoci un mondo che ci rimane in gran parte oscuro e che con i suoi misteri custodisce l’origine della vita. Ma “Il libro del mare” è anche una riflessione sulla storia naturale dell’uomo, che è arrivato a mappare l’intero globo e a navigare tra le stelle, eppure sembra conservare un’ossessione per il mito del mostro, forse per un atavico istinto predatorio, o per la paura dell’ignoto che ancora oggi il mare ci risveglia.

Racconti fantastici
Igino Ugo Tarchetti
€ 12,00
2017, 99 p., brossura
Lindau (Collana: Biblioteca di classici)

In anni recenti la Scapigliatura è stata finalmente fatta oggetto di una prudente rivalutazione critica, e con essa Tarchetti, che ne è stato uno dei rappresentanti più significativi. Come rileva Giovanni Tesio nella sua nota, l’opera dello scrittore piemontese è caratterizzata «in poesia come in prosa, da un individualismo esasperato e nello stesso tempo dall’assimilazione di esperienze culturali plurime, non sempre decantate e fuse, ma sempre tuttavia attraversate da una spinta necessitante, da un’autentica vocazione espressiva». I “Racconti fantastici” (1869) che qui riproponiamo, si collocano all’interno di un genere codificato all’estero da narratori noti come Hoffmann, Poe e Nerval, e Tarchetti ne dà la sua versione, «con originalità di accenti e allucinante tensione. Sensazioni, percezioni, intuizioni, mondi segreti e misteriosi, stati grotteschi e morbosi, angosce e incubi, in cui si agitano – letterariamente disposti – i moti di quell'”inconscio” che sta ormai per esplorare scientificamente Freud». 41 centro di essi personalità fatali ed «esseri destinati a esercitare un’influenza sinistra sugli uomini e sulle cose che li circondano»; delitti su cui non sembra possibile fare luce; avvenimenti pieni di mistero e di terrore, di meraviglia e allucinazione; vicende sigillate all’interno di un’atmosfera così inesplicabile da escludere ogni certezza sulla loro vera natura: fatti o visioni?

Confesso che ho stonato
Gianni Mura
€ 13,00
2017, 103 p., brossura
Skira (Collana: Note d’autore)

Dalla Piaf mangiauomini all’elogio della fisarmonica, dai legami tra calcio e musica all’omaggio a Sergio Endrigo, dai primi Festival di Sanremo imparati a memoria agli ultimi, serenamente trascurati: viaggio arbitrario per chi è totalmente, irrimediabilmente stonato e lo dichiara subito (l’autore), ma continua a sentire il fascino della canzone e a volte osa addirittura parlare di poesia. Con il rischio di essere criticato sia dai poeti sia dai cantautori, gente abbastanza permalosa. La difesa è già pronta: troppo amore.

Le poesie più belle
Valentino Zeichen
€ 15,00
2017, 231 p., brossura
Fazi (Collana: Le strade)

In occasione del primo anniversario della morte, Fazi Editore propone una scelta delle migliori poesie di Valentino Zeichen, personaggio sui generis oltre che protagonista della scena letteraria nostrana… 

«Presso tutti gli uomini», dice Omero nell’Odissea, «i poeti godono della massima venerazione e di rispetto, perché la Musa ha insegnato loro il canto e ha cara la stirpe dei poeti». Per quarant’anni Valentino Zeichen ha passeggiato per le vie romane consapevole che i poeti non erano più venerati come al tempo dei greci, ma che, se fosse stato vivo, Omero lo avrebbe celebrato come un grande. Moravia non a caso l’aveva riconosciuto come «un Marziale contemporaneo» e altri nel tempo hanno definito questa figura di poeta sui generis «un libertino minimale settecentesco» (Ferroni), «un Gozzano dopo la Scuola di Francoforte» (Pagliarani), un neoclassico beffardo, un dandy, un flâneur, un neo liberty, un hidalgo. Oltre che grande poeta, Zeichen è stato un personaggio la cui vita e le cui opere sono già diventate leggenda insieme ai suoi sandali francescani e alla baracca dietro piazza del Popolo in cui, da austro-ungarico trasferitosi a Roma, ha vissuto nello «sdegnoso rifiuto di un qualsivoglia lavoro e con violenti attacchi alla civiltà dei consumi», come ha avuto modo di scrivere Valerio Magrelli. Non è vero quello che spesso hanno sostenuto i critici, e cioè che la “ragione” fosse unicamente al centro dei suoi componimenti. Al contrario, Valentino Zeichen ha messo subito a nudo il “cuore” in una delle sue prime poesie: «Presumibilmente, / sembro un poeta di alta rappresentanza / sebbene la mia insufficienza cardiaca ha per virtù medica il libro Cuore». E non è neanche vero che Zeichen fosse un antilirico. A riprova di ciò, basta leggere alcune sue poesie sulla madre, Evelina, e sulla fanciullezza passata a Fiume, per rendersi conto che nel suo caso l’etichetta di antilirico non ha alcun senso. Il problema di Valentino Zeichen è stato quello di essere un gigante in mezzo ai nani. Nel primo anniversario della morte, che il libro intende celebrare, si ricordi che questa notevole figura di poeta, che nei suoi versi importò anche temi difficili e raramente trattati come quelli riguardanti la geopolitica, la chimica e la scienza, sue grandi passioni, è sempre stata ignorata dai maggiori premi letterari. Fuor di polemica, con questo omaggio che intende raccogliere le sue poesie più belle, si vuole ricordare il poeta, l’amico e soprattutto un uomo che, con la sua coerenza intellettuale e il suo rigore, ha lasciato un segno indelebile nel mondo culturale italiano.

*descrizioni a cura delle rispettive case editrici.

Lascia un commento

Inserisci per primo un commento

Avvisami
avatar
wpDiscuz