domenica
23 luglio 2017

06:58

LIBRI CONSIGLIATI #336

La caldaia delle streghe
Mirijello Saverio
 € 15,00
2017
AttilioFraccaroEditore

Pasubio, 1916. I due eserciti contrapposti non riescono a scalzarsi a vicenda. Sulle cime del Massiccio, la guerra si è incagliata e le truppe italiane accusano varie perdite conseguenti anche ad azioni di cecchinaggio. Un tiratore in particolare, tremendamente preciso nel colpire a freddo, sta seminando autentico terrore.  Al sergente Luigi Bicchi viene affidata una missione speciale con ampia discrezionalità. Egli sente il peso insopportabile di un passato da cui vuole liberarsi e sa che dall’esito delle sue azioni dipenderà molto del suo futuro e del destino dei suoi compagni.  “La caldaia delle streghe” di Saverio Mirijello (AttilioFraccaro Editore, Bassano del Grappa) è un romanzo d’azione che ha per sfondo la Grande Guerra. “Un tiratore passa molto tempo in compagnia di sé stesso. Deve stare seduto, accucciato o sdraiato, molto a lungo, ha tempo per pensare a tante cose, se vuole. I suoi occhi devono alternativamente fungere da spie animali di un essere concentrato e sospettoso. Deve impadronirsi dell’attesa per evitare che essa diventi distruttiva. Una disattenzione, seppur breve, può risultare irrimediabile.” In una lunga caccia all’uomo che finirà col riguardare anche lui, il tiratore scelto del Regio Esercito trascorrerà molto tempo in compagnia dei pensieri, soprattutto quando la vita sembrerà sfuggirgli. Chiamato a dare il meglio delle sue capacità per riuscire nel compito ricevuto, prima del nemico Bicchi dovrà fare i conti con un altro antagonista.  “Fu lassù che mi convinsi definitivamente di come la montagna non si sia mai assoggettata agli uomini, ma ne abbia sempre evidenziato i  limiti e premiato le capacità.” Aggirandosi tra le quinte minerali del Pasubio, il cecchino italiano conoscerà un ambiente estremo in cui prima dei fatti bellici contano la sopravvivenza e l’equilibrio tra la natura e ogni individuo.  “Le forze della natura si abbattevano sulla montagna con inaudita potenza, annunciandosi col suono di rulli giganteschi. Mentre i profili del Pasubio assumevano una sinistra tonalità e il vento impetuoso prendeva a scorrere sollevando o abbattendo qualsiasi ostacolo, ci sentivamo sempre più indifesi. Non c’era nulla che sovrastasse la pietra, soltanto la nostra illusione di riuscire a dominare gli eventi.” Nei tragici mesi della Grande Guerra, anche sul Massiccio la vita di tutti i combattenti è appesa a un filo molto sottile. “La montagna non divide gli uomini, ma li unisce nella sofferenza e li migliora nell’introspezione di sé e della vita. E’ con la montagna che ci si confronta veramente. Vivendo quel paesaggio, compresi che ci sono tante cose da imparare su noi stessi, non soltanto contemplando dall’alto suggestivi panorami, ma osservando anche gli spigoli delle rocce più aguzze. La montagna forma un modo di guardare, di ascoltare, di sentirsi; restituisce esattamente la misura di ciò che si è. Lassù incontrai ciò che più aveva senso per la mia esistenza. Lassù, prima ancora dei miei compagni, prima ancora di coloro contro i quali ero stato chiamato a combattere, conobbi me stesso.” L’esperienza in quota del protagonista maturerà attraverso tutti gli  eventi che si succederanno e che metteranno a dura prova la sua resistenza fisica e psicologica.  Sarà così la guerra, e tutto ciò che essa smuove, ad attraversare Luigi Bicchi, che misurerà sé stesso incontrando l’umanità di tanti uomini con la vita tragicamente in sospeso, come la sua. “La prossimità dell’azione spaventava per lo snervamento prodotto dall’attesa che, essendo noi tutti esasperati, avremmo voluto riempire con qualunque tipo di espediente. Nonostante questo, nei profondi e lugubri silenzi dei trinceramenti, i problemi essenziali della vita si imponevano come un’esigenza immediata. Quel dover lottare ogni istante contro la morte, quel dover sopravvivere per mesi e mesi sull’orlo di un insondabile mistero, se da una parte acuiva l’istinto di conservazione che giungeva talvolta alla disumanità, dall’altra avvicinava ogni uomo alla comprensione dei veri valori della vita. Si trattava di una forte affinità con gli altri combattenti che nasceva da un dolore comune: sia il supremo egoismo, sia l’estrema generosità erano condizionati da uno spietato realismo che ci trasformava di volta in volta in traditori o in eroi.”

Frammenti di grande guerra
Sergio Tazzer
€ 15,00
2017, 191 p., ill., brossura
Kellermann Editore (Collana: Iteranda)

Tanto si è detto e scritto sulla Grande Guerra. Questi appunti desiderano fermarsi su alcune pieghe della storia, forse meno note. Dalla propaganda, nella quale si sperimentarono teorie e tecniche nuove, alla letteratura, che vide schierati su fronti diversi e con diverse sfumature illustri personalità: alcune manifestarono un fanatismo irritante, ma ci fu, di contro, chi testimoniò sempre il proprio scetticismo, se non anche la propria avversione al conflitto. La scienza e la tecnica non mancarono all’appuntamento per renderlo ancora più letale e distruttivo. E poi la religione in trincea, portata sui fronti italiani da sacerdoti cattolici, pastori protestanti, rabbini ebrei, tutti in grigioverde. Le popolazioni, soprattutto quelle delle terre invase dopo Caporetto, conobbero la durezza di una contesa armata che prima le aveva sì coinvolte, ma non in maniera così penosa. Un fronte caldo di tensioni fu il litorale austriaco, che oggi bagna Gorizia, Trieste e l’Istria, con gli italiani divisi fra irredentismo, internazionalismo e lealismo. Ancora poco noto è il tema dei prigionieri di guerra austro-ungarici: particolare la vicenda che vide protagonisti i soldati croati e sloveni, “jugoslavi”. Dedichiamo gli ultimi appunti a due personaggi: il primo pressoché sconosciuto, prete moravo in Arabia, quasi l’anti-Lawrence; l’altro arcinoto ewige Kaiser, l’eterno imperatore, che con un colpo di tosse lasciò questo mondo che non era più il suo, molto ordinato e fors’anche noioso.

Leggende e racconti popolari del Veneto
Dino Coltro
€ 9,90
 2017, 304 p., rilegato
Newton Compton (Collana: Tradizioni italiane)

Il Veneto è con la Sicilia e la Toscana la regione più ricca di narrazioni orali. Così, nei diversi aspetti della tradizione contadina e popolare, riusciamo a cogliere il senso di una chiara unità culturale, antica e multiforme nei suoi tratti più caratteristici di forza, parsimonia e orgoglio. Dino Coltro ha ricercato nei libri e nella tradizione orale ancora viva leggende e fiabe originali che hanno il sapore della terra, del lavoro e il riverbero di una storia che fu grande. Davanti agli occhi del lettore moderno rivivono cosi aspetti dimenticati e trascurati del folclore regionale, attraverso le gesta di personaggi umani e divini, grazie alla rievocazione fiabesca di un passato mitico e di luoghi consegnati alle leggende.

Un piccolo mondo a parte. In viaggio tra Venezia, Alpago e Cansiglio
Elisabetta Tiveron, Roberta Cadorin
€ 15,00
2016, 95 p., ill., brossura
Kellermann Editore (Collana: La strada del cibo)

Alpago e Cansiglio costituiscono un piccolo mondo incantato ed incantevole, sospeso tra la laguna di Venezia e l e Dolomiti. Un mondo in cui elementi magici, misteriosi, fiabeschi si mescolano e ci attraversano continuamente la strada. Il cibo ci viene in aiuto per portare alla luce un tessuto umano, storico e sociale intriso di elementi naturali, con tutto l’incanto, il fascino e la magia che si portano appresso. A volte naturale e soprannaturale distano soltanto pochi passi. È una chiave di lettura che, più di altre, fa emergere connessioni, percorsi emotivi, che toccano non solo i luoghi fisici, ma anche quelli dell’anima.

Voci lontane dal mio Polesine
Silvano Turcato
€ 13,00
2016, 124 p., brossura
Editrice Veneta (Collana: Narrativa 2000)

È questo il secondo libro, di Silvano Turcato figlio dell’ubertosa e unica terra del Po, quasi una seconda piccola-grande antica Mesopotamia, per la sua configurazione morfologico-geografica, ritorna dopo decenni e decenni a ri-parlarsi e a ri-parlare delle sue origini, dei suoi affetti e della lontananza obbligata dalla sua “patria”, intesa etimologicamente come “terra dei padri, o meglio: terra natale”. Ora, a distanza di mezzo secolo e più, l’autore quasi si fa interprete di tanta gente che dal Po e dalle sue terre aveva avuto tutto ma che aveva pure sofferto per le sue piene e la sua “storica” alluvione del 1951, ripropone il “suo” Polesine, riporta in giusta luce questa terra. Terra incuneata tra un Veneto troppo spesso ancora dimenticato e la provincia emiliana di Ferrara, quasi immersa tra sponde, insenature, pianure infinite e Eden di una natura selvaggia, scandita dal ritmo delle nebbie autunnali, dagli inverni dalle lame di ghiaccio ma pure dal frinire incessante delle cicale. Erano, queste ultime, vere estati interminabili di un sole cocente e segnate dalla presenza quotidiana di schiene curve di tanti, piccoli e grandi, uomini e donne impegnati tutti a guadagnarsi il pezzo di pane quotidiano. Potrebbe sembrare retorica, ricerca di un mondo intimistico perduto, quella di Silvano Turcato, ora “maturato” in età e cresciuto nei verdi profili collinari di Marostica e dintorni (la zona – rifugio definitiva, originaria della madre e scelta dalla sua famiglia dopo l’alluvione del Polesine del 1951 e dopo altri forzati trasferimenti intermedi), invece, non lo è. Perché l’autore stesso allarga i suoi ricordi, adesso sviluppati, mentre, da bambino, li aveva soltanto fotografati nella mente e nel cuore: li rende, in queste pagine, da interiore saga familiare a dramma di tanti, allora, e rende la sua storia pagina di Storia. Sì perché emerge, come dal grande fiume in piena, anche il valore della condivisione, della solidarietà, di una religiosità intrisa di umanità, di tanta umanità, da questi sette racconti che compongono il libro.

Adria e il Delta dalla distruzione alla ricostruzione. Settembre 1943-dicembre 1945
Livio Zerbinati
€ 14,00
2017, 256 p., ill., brossura
Cierre Edizioni (Collana: Nord est. Nuova serie)

Adria e il Delta del Po: una storia, quella compresa nei due anni cruciali per l’Italia dal fascismo alla ricostruzione, indagata in questo libro attraverso analisi che tengono conto di nuove fonti di ricerca. La Resistenza, dopo l’8 settembre ’43, si innesta in un tessuto sociale e politico che il fascismo aveva affrontato con la durezza tipica dello squadrismo agrario. Un proletariato vinto ma non sottomesso rialza la testa alla guida di Eolo Boccato. La ricostruzione – materiale e morale – dopo il 25 aprile, si intreccia con il problema dell’epurazione. Rinascita economica e questione politica diventano quindi due aspetti di un solo problema: come rispondere alla richiesta di giustizia, nei tribunali e nella società, in un contesto che non conosce – tranne sporadici casi – forme sommarie di vendetta, ma che soffre la fame in conseguenza delle distruzioni causate dalla guerra. I saggi che compongono il volume affrontano questioni ancora aperte (come la partecipazione alla Resistenza delle donne), e offrono contributi interpretativi e documentali nuovi, proponendosi come un ulteriore apporto di conoscenza sul periodo più difficile e cruento della nostra storia recente.

Il libro contro la morte
Elias Canetti
Traduzione di: R. Colorni, G. Forti, F. Jesi
A cura di: A. Vigliani
€ 18,00
2017, 400 p., brossura
Adelphi (Collana: Biblioteca Adelphi)

Il libro più importante della sua vita, Canetti lo portò sempre dentro di sé ma non lo compose mai. 

Per cinquant’anni procrastinò il momento di ordinare in un testo articolato i numerosissimi appunti che, nel dialogo costante con i contemporanei, con i grandi del passato e con i propri lutti familiari, andava prendendo giorno dopo giorno su uno dei temi cardine della sua opera: la battaglia contro la morte, contro la violenza del potere che afferma se stesso annientando gli altri, contro Dio che ha inventato la morte, contro l’uomo che uccide e ama la guerra. Una battaglia che era un costante tentativo di salvare i morti – almeno per qualche tempo ancora – sotto le ali del ricordo: «noi viviamo davvero dei morti. Non oso pensare che cosa saremmo senza di loro». Sospeso tra il desiderio di veder concluso Il libro contro la morte – «È ancora il mio libro per antonomasia. Riuscirò finalmente a scriverlo tutto d’un fiato?» – e la certezza che solo i posteri avrebbero potuto intraprendere il compito ordinatore a lui precluso, Canetti continuò a scrivere fino all’ultimo senza imprigionare nella griglia prepotente di un sistema i suoi pensieri: frasi brevi e icastiche, fabulae minimae, satire, invettive e fulminanti paradossi. Quel compito ordinatore è assolto ora da questo libro, complemento fondamentale e irrinunciabile di Massa e potere: ricostruito con sapienza filologica su materiali in gran parte inediti, esso ci restituisce un mosaico prezioso, collocandosi in posizione eminente fra le maggiori opere di Canetti.

La biografa
David Constantine
Traduzione di: N. Manuppelli
€ 17,00
2017, 256 p., brossura
Nutrimenti (Collana: Greenwich)

Un viaggio a ritroso nella vita della persona amata. Un romanzo emozionante sui segreti e le verità che riemergono dal passato. Un grande scrittore inglese tradotto per la prima volta in Italia, l’acclamato autore del racconto da cui è stato tratto il film 45 anni, premiato al Festival di Berlino.

La morte di Eric Swinton ha lasciato un vuoto incolmabile, un dolore sordo nell’animo e nel corpo di Katrin Szuba, la sua seconda moglie, che ha vissuto oltre vent’anni, gli ultimi, al suo fianco. Katrin è un’autrice specializzata in biografie di personaggi oscuri del romanticismo europeo: brevi vite di figure eccentriche, mai sfiorate dal talento o dalla fortuna. Adesso, però, l’unica vita che le interessa è quella del marito, l’unico modo, forse, per colmare la perdita, per impedire che la presenza dell’uomo che ha amato si dissolva in una disperata solitudine. Facendosi strada tra vecchie lettere conservate in un baule, oggetti del passato, ricordi di un amico di gioventù, Katrin si spinge indietro nel tempo per ricostruire quella parte della vita di Eric che lei non ha vissuto, che non ha condiviso con lui, di cui conosce soltanto il poco che lui le ha detto. A partire da un evento che sembra aver avuto un’influenza decisiva su ciò che sarebbe venuto dopo: un viaggio in autostop e bicicletta, e la storia d’amore con una ragazza francese, Monique. Con questo romanzo, che rappresenta il suo esordio assoluto in Italia, David Constantine si è consacrato come uno dei più importanti scrittori inglesi contemporanei, raggiungendo il successo anche negli Stati Uniti. Una storia intima e allo stesso tempo universale, forte di una prosa limpida e meticolosa, che ha incantato il pubblico e conquistato la critica.

Il libro degli amici
Elio Pecora
€ 15,00
2017, 142 p., brossura
Neri Pozza (Collana: Biblioteca)

Da Alberto Moravia a Elsa Morante. da Sandro Penna a Italo Calvino, da Francesca Sanvitale a Elsa de Giorgi, tutti i maggiori esponenti della Roma letteraria del secondo Novecento convergono in queste pagine a mostrare la bellezza di anni irripetibili in cui vita e letteratura erano tutt’uno

Il folto gruppo di prosatori e di poeti che abitano le pagine di questo libro – da Elsa Morante ad Amelia Rosselli, da Aldo Palazzeschi ad Alberto Moravia, da Paola Masino a Paolo Volponi, da Dario Bellezza a Rodolfo Wilcock, e tanti altri fra musicisti, pittori, attori, registi, galleristi – sono gli amici di cui l’autore, fra amabile e ironico, fra malinconico e divertito, racconta le giornate e gli incontri. Fanno parte di una società che include e accoglie i “chiamati” e gli “eletti”, la cui singolarità consiste soprattutto nella certezza di un’appartenenza difficile, ma instancabilmente cercata. Fra loro hanno la meglio la confidenza e gli umori, la reciproca attenzione e la non infrequente spietatezza. E non s’aggirano sulle terrazze romane inventate dal cinema e suggerite dalle cronache, ma nel recinto della familiarità e degli affetti. Siamo negli anni che vanno dalla metà degli anni Sessanta alla fine degli anni Ottanta, quando Roma va esaurendo gli entusiasmi succeduti alla Ricostruzione e resistiti alla Prima Repubblica. Sono gli anni in cui la città pullula di cinema d’essai e di teatri d’avanguardia, di librerie affollate e dove, nelle strade e nelle piazze del Centro, ancora è dato godere di vasti silenzi e di straordinarie apparizioni: De Chirico sulla porta del Caffè Greco, i Torlonia a cavallo che scendono da Villa Borghese, Fellini che traversa piazza di Spagna, Ingrid Bergmann che scivola via sui lunghi piedi. Non è assente in queste pagine il dolore: la morte di Pasolini, più tardi il suicidio della Rosselli, e un’altra Roma annientata dal rumore. Non è la nostalgia a muovere la narrazione, né l’elogio di un tempo ormai remoto; piuttosto il bisogno di consegnare una piccola testimonianza di un periodo d’oro.

Il mattino di domani
Renzo Paris
€ 16,50
2017, 144 p.
Elliot (Collana: Poesia)

Recensione su il giornale.it Renzo Paris, come fare i conti (letterari) con l’esistenza (clicca qui per leggere l’articolo). 

Viaggio all’Eden. Da Milano a Kathmandu
Emanuele Giordana
€ 16,00
2017, 114 p., ill., brossura
Laterza (Collana: I Robinson. Letture)

Un viaggiatore di lungo corso, per passione e per lavoro, ritorna sulla rotta degli anni Settanta per Kathmandu: il Grande Viaggio in India fatto da ragazzo e ripercorso poi come giornalista a otto lustri di distanza. Un sogno che portò migliaia di giovani a Kabul, Benares, Goa, fino ai templi della valle di Kathmandu. Emanuele Giordana si destreggia tra gli appunti presi allora su un quadernetto riemerso dalla polvere, un grande esercizio di memoria e il confronto con le trasformazioni di quei paesi che, terminata l’epoca della Guerra Fredda, sono stati attraversati da conflitti. E dall’orda dei turisti: dal viaggio all’Eden dei frikkettoni ai viaggi organizzati del tutto compreso e agli alberghi di lusso. Su tutto, il ricordo tratteggiato con leggerezza e ironia tra droghe, sesso libero e scoperta di nuovi paesaggi e un’ombra malinconica e riflessiva sul senso del ‘viaggio’. Un libro per chi aveva vent’anni allora, chi quel viaggio non l’ha mai fatto e chi ancora vorrebbe farlo.

*descrizioni a cura delle rispettive case editrici.

Lascia un commento

Inserisci per primo un commento

Avvisami
avatar
wpDiscuz