sabato
21 ottobre 2017

05:06

LIBRI CONSIGLIATI #347

Vino al vino
Mario Soldati
€ 23,00
2017, 826 p., Brossura
Bompiani

Figura eccezionale nella storia culturale del novecento, Soldati racconta i suoi tre viaggi compiuti attraverso l’Italia alla ricerca dei vini genuini, alcuni famosi, altri noti, altri ancora no. Ma non si tratta di una semplice guida enologica: è un libro che parla di paesaggi, di uomini, di case, ville e castelli incontrati e amorevolmente scrutati in un itinerario alla ricerca di una civiltà autentica, legata alla terra e al clima, che ha nel vino uno dei suoi prodotti più sinceri, frutto dell’equilibrio tra natura e cultura. Dal Trentino-Alto Adige alla Sicilia e alla Sardegna, l’autore si addentra nella provincia italiana alla ricerca del “vino prelibato, che schiva ogni pubblicità”, che “vuole essere scoperto e conosciuto in solitudine, o nella religiosa compagnia di pochi amici”. Pur non essendo un enologo professionista, come tiene più volte a ricordare, Soldati considera ciascun vino dotato di una sua unicità, si impegna a comprenderlo e ne apparecchia un ritratto per i lettori, quasi si trattasse di una persona.

L’attore
Mario Soldati
€ 11,00
2017, 240 p., brossura
Bompiani

Romanzo Premio Campiello 1970, amatissimo dal pubblico e ampiamente lodato dalla critica, ”L’attore” è senza dubbio l’opera di maggior successo di Soldati

Al centro della vicenda, realistica e allo stesso tempo singolare e imprevedibile, è Enzo Melchiorri, vecchio caratterista senza lavoro alle prese con i debiti causati dal vizio del gioco della moglie Licia. Implicato in una serie di ricatti, si rivolge a un vecchio amico regista sperando grazie a lui di trovare un impiego. La trama, ricca di personaggi inquietanti, tra cui la domestica Giovanna e un faccendiere determinato ad allontanare i due vecchi amici, getta luce su un interno famigliare avvolto in una rete ambigua di inganni e seduzioni, sacrifici e tormenti. Tra una villetta liberty di Bordighera, i casinò della Costa Azzurra e la Roma delle classi abbienti e della burocrazia Rai, la narrazione miscela con sapienza azione e suspense, regalandoci una vivace descrizione dell’Italia del boom, di una borghesia in declino e in mutazione.

Nessuno può volare
Simonetta Agnello Hornby,George Hornby
€ 16,50
2017, 220 p., brossura
Feltrinelli (Collana: I narratori)

Un racconto che si dipana dall’inconsueta famiglia siciliana fino ai più recenti viaggi con il figlio George e i nipoti, alla scoperta dei tesori del nostro patrimonio artistico e delle barriere architettoniche che ne limitano l’accesso.

Quando si nasce in una famiglia inconsueta come quella di Simonetta Agnello Hornby, sin da piccoli si cresce con la consapevolezza che si è “tutti normali, ma diversi, ognuno con le sue caratteristiche, talvolta un po’ strane“. Attraverso una serie di ritratti sapidi e affettuosi, facciamo così la conoscenza della cugina Ninì, sordomuta (“Ninì non parla bene”, si spiega agli estranei), dell’amata bambinaia ungherese Giuliana, un po’ zoppa, del padre con una gamba malata, e della “pizzuta” prozia Rosina, cleptomane – quando l’argenteria scompare dalla tavola, i parenti le si avvicinano di soppiatto per sfilarle le posate dalle tasche, piano piano, senza che se ne accorga, perché “la zia non deve sentirsi imbarazzata”. E poi naturalmente conosciamo George, sia attraverso le parole di sua madre, sia grazie alla sua voce, che si alterna come un controcanto ironico (cento per cento british), ma deciso nel raccontare i tanti ostacoli di chi si muove in carrozzina. E proprio come Simonetta con le storie di un tempo passato ci regala uno sguardo insolito e genuino sul mondo, così anche George, a cui quindici anni fa è stata diagnosticata la sclerosi multipla, ci consegna un punto di vista diverso da cui osservare le città che abitiamo, le persone che ci circondano e noi stessi.

Esercizi di memoria
Andrea Camilleri
€ 18,00
2017,  242 p., rilegato
Rizzoli (Collana: Rizzoli narrativa)

23 storie pensate in 23 giorni, che raccontano come nitide istantanee la vita unica di Camilleri

«Ogni tanto mettevo la mano in tasca e carezzavo la pietruzza colorata, il segno tangibile che una volta mi era stata concessa la grazie di intravede la Bellezza» – Andrea Camilleri

Ogni mattina alle sette, lavato, sbarbato, vestito di tutto punto mi siedo al tavolo del mio studio e scrivo. sono un uomo molto disciplinato, un perfetto impiegato della scrittura. Forse con qualche vizio, perché mentre scrivo fumo, molto, e bevo birra. E scrivo, io scrivo sempre.

Questo è Camilleri. Poi a novant’anni arriva il buio. E così come non era terrorizzato dalla pagina bianca, combatte anche l’oscurità della cecità e inizia a dettare. La sua produzione letteraria trova nell’oralità una nuova via per raccontare le sue storie. Ma se forte era la sua disciplina prima, lo è ancora di più oggi che può contare esclusivamente sulla sua memoria. E quindi occorre tenerla in esercizio: osservare nei dettagli i ricordi, rappresentarsi nella mente le scene. Quelli qui pubblicati, come dice lui, sono i compiti per l’estate: 23 storie pensate in 23 giorni, che raccontano come nitide istantanee la sua vita unica e, sullo sfondo, quella de nostro Paese. La memoria qui non è mai appesantita né dalla malinconia né dal rimpianto. Per questo Camilleri ha chiesto a chi parla attraverso i colori, le forme e i volumi di rendere il suo esercizio più godibile, più leggero, più spettacolare. 

L’ideale della mia scrittura è di farla diventare un gioco di leggerezza, un intrecciarsi aereo di suoni e parole. Vorrei che somigliasse agli esercizi di un’acrobata che vola da un trapezio all’altro facendo magari un triplo salto mortale, sempre con il sorriso sulle labbra, senza mostrare la fatica, l’impegno quotidiano, la presenza del rischio che hanno reso possibili quelle evoluzioni. Se la trapezista mostrasse la fatica per raggiungere quella grazie, lo spettatore certamente non godrebbe dello spettacolo.

Stella mattutina
Ada Negri
€ 12,50
2017, 109 p., brossura
Lindau (Collana: Senza frontiere)

«Io vedo – nel tempo – una bambina». Così si apre Stella mattutina, presentandoci subito la protagonista e già offrendoci qualche indizio della tersa poesia delle sue pagine. Di questa bimba, da una distanza temporale che accomuna lei e la voce narrante, si cerca di recuperare la fisionomia e tutto il mondo. A essere rievocati sono l’infanzia, l’adolescenza e la giovinezza di Ada Negri e soprattutto il suo mondo intimo di pensieri e stati d’animo: dall’epoca in cui viveva con la madre e la nonna nei locali di una portineria e scopriva le storie di Dumas, agli anni delle scuole superiori e della passione viscerale per la poesia; dalla ribellione per le differenze di classe all’urgenza di una maggiore giustizia sociale; fino all’agognato diploma di maestra, simbolo di un difficile e doloroso riscatto. Pubblicata per la prima volta nel 1921 e salutata da illustri critici come l’opera migliore di Ada Negri, Stella mattutina ebbe grande successo fra i lettori dell’epoca, varcando le frontiere con numerose traduzioni, ma può costituire una felice sorpresa anche per il lettore contemporaneo: l’esattezza dello sguardo con cui la scrittrice valuta e descrive quanto le accade e la circonda, la sensibilità e il coraggio con cui racconta una vita ricca di umiliazioni e di prove, la straordinaria freschezza dello stile, fanno infatti di questo libro una lettura appassionante e suggestiva.

Neppure il silenzio è più tuo
Asli Erdogan
Traduzione di: G. Ansaldo
€ 15,00
2017, 144 p., rilegato
Garzanti Libri (Collana: La biblioteca della spiga)

Le parole di una donna ribelle che ha sfidato il potere. Un grande esempio di resistenza femminile

«Asli Erdogan è una delle più grandi intellettuali turche.» – Marta Ottaviani, La Stampa

«Una prova di grande eleganza stilistica impreziosita da veri e propri lampi di poeticità.» – Le Figaro

«La forza degli eventi raccontati dona un carattere ancora più universale ad una prosa immaginifica e potente.» – Le Monde

«La speranza nel potere della scrittura non l’ha mai abbandonata.» – la Repubblica-Robinson

C’è una donna sola per le strade deserte di Istanbul. Sta cercando di tornare a casa, ma non riesce più a orientarsi. Le vie un tempo conosciute le sembrano deformate e irriconoscibili. Al suo fianco un cane randagio che, fiutando il suo smarrimento, la guida fino a un incrocio. Adesso tocca a lei scegliere la strada da imboccare, nessuno può indicargliela: può assecondare il silenzio che domina ovunque o può abbatterlo con la forza delle parole. Quella donna è Aslı Erdoğan e all’alba del 16 luglio 2016, all’indomani del cruento tentativo di colpo di stato e nonostante l’imminente repressione dei diritti civili in Turchia, decide di non cedere all’indifferenza, ma di far sentire la propria voce. Decide di essere la prima donna a non avere paura di spezzare quel silenzio assordante, simbolo di un dolore troppo grande da ignorare. Perché non può e non vuole far finta di niente di fronte alla violenza cieca di un governo fin troppo abile nel mettere a tacere i testimoni scomodi. E sa bene che c’è solo un modo per farlo: guardare negli occhi una realtà indicibile alla ricerca di quelle parole che possano generare un grido di indignazione. Un grido di denuncia contro la falsità del potere che priva i cittadini dei loro diritti. Un grido di resilienza contro l’assurdità della condizione umana. Per non essere complice dei colpi che hanno spezzato la vita di donne e bambini innocenti. Per non decidere della sorte di centinaia di uomini che con fatica e dignità cercano di rialzare la testa sotto cumuli di macerie. Per colmare quel vuoto lasciato da uno stato tiranno e restituire a ogni singolo cittadino, senza distinzione, ciò che gli spetta di diritto: libertà, uguaglianza, verità. Nell’agosto 2016, proprio a seguito della sua attività di scrittrice, Aslı Erdoğan è stata arrestata e ha trascorso 136 giorni nella prigione di Bakırköy. Il suo unico delitto: aver osato rivendicare dalle colonne di un giornale pro-curdo la libertà di opinione e di denuncia degli orrori del governo. Neppure il silenzio è più tuo raccoglie alcune delle sue pagine più belle nelle quali la scrittrice e giornalista diventa emblema della resistenza femminile e grida gli ideali che animano la propria lotta intellettuale e assoluta. Nella speranza che quest’opera possa davvero sgretolare il silenzio, almeno là dove le sue parole hanno ancora diritto di cittadinanza.

I diari di Raqqa. Vita quotidiana sotto l’Isis
Samer
€ 15,00
Traduzione di: S. Grassia
A cura di: G. Cadalanu
Illustrazioni di: S. Coello
2017, 101 p., ill., brossura
Mimesis

Da quando è stata occupata dall’Isis, la città di Raqqa, in Siria orientale, è diventata una delle città più isolate e terrorizzate sulla terra. La vendita di televisori è stata proibita, indossare pantaloni della lunghezza sbagliata è reato e utilizzare un telefono cellulare è considerato un crimine imperdonabile. I giornalisti non sono ammessi e la punizione per chi parla con i media occidentali è la decapitazione. Nonostante questo, attraverso mesi di conversazioni nervose e spesso interrotte, la BBC è riuscita a entrare in contatto con un piccolo gruppo di attivisti, Al-Sharqiya 24. Alla fine, uno dei membri ha coraggiosamente accettato di scrivere un diario delle sue esperienze. Dopo aver visto massacrare amici e parenti, ridurre in pezzi la vita della sua comunità e rovinare l’economia locale da questi estremisti nutriti solo di odio, Samer ha reagito nell’unico modo possibile: raccontando al mondo quello che accade nella sua amata città. Ecco la storia di Samer.

La vera storia del “Che”
Jean Cormier, Hilda Guevara, Alberto Granado
€ 15,00
Traduzione di:  F. Bogliolo, C. Chiappa, L. Deleidi
2017, 489 p., brossura
BUR Biblioteca Univ. Rizzoli (Collana: La storia, le storie)

“La purezza del Che e la sua morte tragica lasciano spalancate le porte del sogno” scrive Jean Cormier, che ha trascorso sette anni a indagare su questo personaggio leggendario, incontrando i suoi compagni di lotta, i membri della sua famiglia, i politici e gli intellettuali che lo affiancarono. Il risultato è questa appassionante biografia a cui hanno collaborato Hilda Guevara, figlia del Che, e Alberto Granado, amico d’infanzia che lo accompagnò nel suo viaggio giovanile in motocicletta attraverso il Sud America. Ma la ricerca non si ferma qui: a questa edizione aggiornata si uniscono nuove voci, come quella di Juan-Martin, fratello minore di Ernesto, di suo figlio Camilo, e quelle di altri personaggi che, con il loro contributo, rinnovano i particolari più emozionanti per comprenderne meglio la complessità. Attraverso il racconto della sua formazione e della sua lotta, Cormier anima quella icona di capo rivoluzionario carismatico che ha motivato un’intera generazione di giovani tra gli anni Sessanta e Settanta. Dalla nascita ai viaggi dell’adolescenza, a quelli giovanili nei Paesi sudamericani in cui si formò la sua coscienza politica, all’attività di medico, a quella di guerrigliero. Dalla sua dedizione totale alla causa dell’America Latina oppressa dal capitalismo americano fino al coinvolgimento personale nelle ingiustizie perpetrate verso gli oppressi di tutto il mondo.

Il Che mio fratello
Juan Martin Guevara, Armelle Vincent
Traduzione di: M. Miniati, A. Patricolo
€ 18,00
2017, 288 p., ill., rilegato
Giunti Editore (Collana: Narrativa non fiction)

A cinquant’anni dalla morte del “Che”, Juan Martín Guevara ha trovato il coraggio di togliere dal piedistallo il fratello maggiore per restituirci il volto umano del mito dilagato nel mondo dopo il suo tragico assassinio in Bolivia il 9 ottobre 1967. Per riconciliarsi con un fratello adorato ma ingombrante, Juan Martín riannoda il filo dei ricordi e ci presenta il “Che” più intimo, assolutamente inedito, colui che Ernesto Guevara de la Serna è stato prima di diventare una leggenda: il bambino-adolescente che divora libri e gioca a rugby, il ragazzo tenero e cocciuto, lo studente di medicina che si laurea a tempo di record, il giovane timido e audace con la vocazione al comando, il viaggiatore curioso e instancabile ma sofferente d’asma, il figlio prediletto che scrive malinconiche lettere a casa mentre scopre povertà e ingiustizie dell’America latina. Tra divertenti aneddoti di vita quotidiana e inediti scorci di un ambiente familiare colto e anticonvenzionale nell’Argentina tra gli anni Trenta e Sessanta, Juan Martín Guevara compie un’intensa, e a tratti dolorosa, incursione nella propria storia privata, lontana e recente. Dove eccentrici personaggi si mescolano con gli eventi del Novecento e l’assenza del fratello maggiore si riverbera sui precari equilibri di una famiglia che potrà finalmente riabbracciare il combattente sulla sierra di Cuba all’indomani della vittoria della rivoluzione cubana. Un libro sulla forza irresistibile della nostalgia e sui valori umani, prima ancora che politici, del “Che”.

Gente di fabbrica. Metalmeccaniche e metalmeccanici nel nuovo millennio
Federico Bellono, Filomena Greco
€ 12,00
2017, 144 p., brossura
EGA-Edizioni Gruppo Abele (Collana: I ricci)

”Filomena è entrata in una fabbrica a venticinque anni. Nel 2000. ‘Non una fabbrica qualsiasi – racconta – mi hanno chiamata all’Olivetti di Leini’. Oggi lavora in un call center del Gruppo Telecom. ‘Sono stata felice di lavorare per la Olivetti, per me significava una occupazione con stipendio congruo, buone condizioni di lavoro e rapporti corretti’. Oggi non è un bel lavoro quello che facciamo, dice, ‘ma dobbiamo sperare che duri’. Un modello di trasformazione, lavoratori in transito. Un modello ‘fragile’. Speriamo che duri, si augura Filomena”. Filomena, Daniela, Andrea, Nina, Luciano, Sergio, L.C., Pier Paolo, Simona, Beppe, Ivan, Barbara, Mario, Michele, Jarquin sono le voci di questo libro. Metalmeccaniche e metalmeccanici del Torinese, dove la crisi ha picchiato duro, ma che è tuttora un punto di riferimento da cui chi si occupa di lavoro non può prescindere. Non un omaggio, quindi, a una storia in esaurimento, ma il racconto di una parte importante del presente e del futuro di questo Paese.

*descrizioni a cura delle rispettive case editrici.

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