mercoledì
22 novembre 2017

02:46

LIBRI CONSIGLIATI #348

Fantastico Garda. Piccolo popolo, creature straordinarie e animali meravigliosi attorno al lago
Simona Cremonini
€ 18,00
2017,  210 p., ill., brossura
presentARTsì (Collana: Narrativa)

Ventisei e oltre sono le creature fantastiche che compongono il nuovo saggio-bestiario illustrato del lago di Garda di Simona Cremonini, “Fantastico Garda”: il libro, un vero e proprio percorso magico attorno al Garda, tra testi e disegni, ricostruisce il mondo sovrannaturale e meraviglioso del Piccolo Popolo, delle creature, degli animali fantastici e dei personaggi straordinari che fanno parte delle tradizioni locali e che sono collegati ai vari luoghi del lago.

Fra le coste del Garda, i suoi antri, le colline, i numerosi immissari e l’emissario Mincio, i paesini e le città del lago, “Fantastico Garda” si muove tra figure che ammantano l’immaginario collettivo italiano ed europeo, come nani ed elfi, giganti e draghi, mostri e unicorni, creature al femminile come ninfe e sirene oppure anguane e matronae, nonché fra quelle figure tipiche ed esclusive del lago di Garda, come il bresciano Tomfador, le trentine Les Eguales e il veronese Grisot, che nel corso del tempo non hanno però disdegnato di frequentare anche le altre sponde del lago.

Il mondo fantastico di questi esseri, spesso invisibile all’occhio umano o colto solo per caso da uomini e donne, si snoda tra le tre riviere gardesane, quelle di Trento, Brescia e Verona, e tocca l’intera regione del lago fino a Mantova, lungo il percorso del Mincio, attraverso racconti che appartengono all’oralità del lago e alle fonti storiche e letterarie del passato.

Di professione editor di libri e copywriter, Simona Cremonini è autrice di una lunga ricerca su saghe e tradizioni del Garda, nonché della Saga delle Streghe Quinti, storie di narrativa ambientate attorno al lago e ispirate alle leggende locali.

Al libro, edito dalla bottega di prodotti culturali e casa editrice PresentARTsì, hanno collaborato gli illustratori di Studio Ebi di Paolo Linetti di Brescia.

Per info: www.leggendedelgarda.com

Storia di alberi e della loro terra
Matteo Melchiorre
€ 16,00
2017, 224 p., brossura
Marsilio (Collana: I nodi)

Nel 2004 Matteo Melchiorre pubblicò un piccolo libro: Requiem per un albero. Oggi ha ripreso in mano quel piccolo libro, l’ha più che raddoppiato di mole, ha affiancato all’antico olmo altri alberi – pioppi, ippocastani, tigli – e altre, tante, storie.

Nel 2004 Matteo Melchiorre pubblicò un piccolo libro: Requiem per un albero. Era la storia – una storia meneghelliana, fatta di dati, sì, ma anche di voci, parole, incantesimi, coincidenze, echi – dell’antico olmo che sorgeva maestoso sul limitare del paese di Tomo, presso Feltre, e che venne sradicato da un violento temporale. Melchiorre aveva appena ventitré anni, all’epoca, ed era un giovane storico in formazione. Quel piccolo libro fu notato, passò di mano in mano, fu letto da amanti della letteratura e da storici di professione. E corse voce: Melchiorre è uno speciale. Speciale per come unisce il rigore della ricerca e il talento nello «spostare» metaforicamente il racconto storico. Oggi, dopo i riconoscimenti ricevuti dal magnifico La via di Schenèr, Melchiorre ha ripreso in mano quel piccolo libro, l’ha più che raddoppiato di mole, ha affiancato all’antico olmo altri alberi – pioppi, ippocastani, tigli – e altre, tante, storie; si è affidato al proprio talento di rabdomante della memoria, e di quel giovanile gioiello ha fatto un elegante, maturo monile: un libro vorticosamente affascinante.

Parole nella polvere
Máirtín Ó Cadhain
Traduzione di: L. Anzolin, L. Macedonio, V. Perna
2017, 383 p., brossura
Lindau (Collana: Senza frontiere)

Da un piccolo cimitero del Connemara, di fronte all’Atlantico, si levano voci che dicono la loro su tutto e tutti: fatti personali, tragedie recenti (siamo all’epoca del nazismo e della seconda guerra mondiale), leggende popolari, guerra civile, rugby. Dialogano fra loro morti che non sono morti, e che anzi intervengono come se fossero ancora nel pieno delle loro vicende quotidiane. Sopra tutti risuona la voce di Caitríona, sanguigna vedova in perenne dissidio con nuora e consuocera, col prete, con la sorella, col mondo intero insomma. Parole nella polvere è un brulicante viluppo di storie radicate in un mondo intimamente orale, un’incessante conversazione che ripercorre le contraddittorie vicende di una comunità, tra accuse e controaccuse che parlano di proprietà della terra, di matrimoni più o meno d’amore, di debiti ed eredità. Ó Cadhain costruisce in questo modo un quadro grottesco dell’Irlanda di quegli anni, segnata dalla miseria della vita rurale e dalle tensioni politiche e sociali, oltre che dalla paura e dalla meschinità umane.

La gloria
Giuseppe Berto
€ 16,00
2017, 199 p., brossura
Neri Pozza (Collana: Bloom)

La storia di un tradimento compiuto per amore, in intima complicità con la vittima, duemila anni fa. Un romanzo che riflette le contraddizioni, la violenza, il disperato bisogno di trascendenza dei nostri giorni e della nostra generazione.

«Un’opera di grande rilevanza stilistica e tematica […] un libro arduo e nettissimo, frutto di una continua rilettura delle “Scritture dell’Eterno”» – Silvio Perrella

«Nella vicenda di Giuda che racconta al mondo il gesto di tradire Cristo e nello stesso tempo domanda compassione, pietà, rispetto, comprensione, Berto […] ripercorre l’esperienza di faticosa solitudine a cui sono chiamati tutti gli uomini sin dall’alba dei tempi, anche i non credenti, posti di fronte al mistero del divino e del soprannaturale» – Giuseppe Lupo, L’Avvenire

«Berto è stato il più grande scrittore della seconda parte del Novecento italiano» – Cesare De Michelis

E se Giuda Iscariota non fosse il peggior traditore che sia mai esistito, ma il più santo tra i santi? Attraverso le pagine de «La gloria» conosciamo un Giuda giovane, forte e coraggioso, che interroga e cerca con impazienza «qualche barlume di rivelazione, segni sottili» che gli indichino la presenza del Messia. Come Giuda, anche Gesù sbaglia, si arrabbia, è umano, e gli apostoli non sono uomini soggiogati dalla fede ma affascinati dall’uomo, dal suo ascendente, dalla speranza che egli sia chi dice di essere, in mezzo a una moltitudine di altri presunti redentori. Giuda è l’uomo che vive per la morte, la propria e quella di Gesù, che lo accoglie con il compito pubblico di tesoriere, ma con quello segreto di tradirlo, quando dovrà compiersi il suo destino. Ciò che afferma è che la morte è l’essenza stessa del Cristianesimo e che «all’origine dei prodigi c’è sempre il male». Giuda compie con il tradimento un ultimo dovere d’amore, pagando con la dannazione un atto per cui era stato predestinato dalle Scritture. Ecco il Giuda di Giuseppe Berto: un martire condannato all’eterna infamia con la sola colpa di essere stato scelto in funzione di un tradimento da compiersi affinché la Gloria di Dio potesse realizzarsi.

Manuale d’esilio
Velibor Colic
€ 16,00
2017, 280 p., brossura
Bompiani (Collana: Letteraria straniera)

Arrogante, ambizioso, autoironico, il narratore di questo manuale-romanzo imperniato sulla storia dell’autore lascia la patria e la guerra, dopo essere stato un autore e giornalista di fama, per cercare fortuna in Francia e rifondare la sua vita da intellettuale. Ci riuscirà – Colic è oggi pubblicato in Francia da Gallimard – nonostante le peripezie da profugo lo conducano a vivere di espedienti durante il suo viaggio e a ricominciare daccapo in una residenza per immigrati, molti dei quali clandestini. Quando deve seguire un corso di alfabetizzazione francese, come tutti i nuovi arrivati, lo fa protestando: “Sono laureato, sono uno scrittore, sono un giornalista”. Tra incontri singolari nel sottobosco dei migranti, in mezzo a ubriaconi, piccoli delinquenti e approfittatori, vivendo improbabili storie d’amore, il narratore resta fedele al suo progetto, sempre sorretto dall’avidità per la letteratura, pur rendendosi conto di essere sempre e comunque uno straniero.

Le parole della cura. Medicina e filosofia
Umberto Curi
€ 16,00
2017, 144 p., brossura
Cortina Raffaello (Collana: Saggi)

Una riflessione sul concetto di salute dall’antica Grecia a i nostri giorni

«Come possiamo fidarci della medicina? E, ancor prima, che cos’è la medicina? Il libro di Umberto Curi, Le parole della cura parte da questa domanda e la risposta non può che rimandare a molte altre domande» – Chiara Lalli, Corriere della Sera

Al centro della riflessione sono le parole della cura, vale a dire alcuni termini chiave – medicina, terapia, farmaco, chirurgia – capaci di delineare nel loro insieme l’ambito, la natura, gli strumenti e le finalità di quella che convenzionalmente viene definita scienza medica. Nell’esplorazione di questo territorio, si risale più volte alle origini storico-concettuali della medicina, affondando anche nel repertorio mitologico, letterario e filosofico del mondo classico. Con la convinzione che, a differenza di ciò che si potrebbe superficialmente pensare, la storia della medicina non può essere paragonata a un album contenente l’illustrazione delle invenzioni più celebri. Al contrario, un primo passo per superare una concezione banalmente positivistica della medicina può essere compiuto da un lato valorizzandone il percorso storico, i successi e le sconfitte, e dall’altro misurandosi senza censure con le grandi questioni soggiacenti alle “parole” che ne definiscono il campo.

Il dono della rabbia e altre lezioni di mio nonno Mahatma Gandhi
Arun Manilal Gandhi
Traduzione di: E. Cantoni
€ 14,90
2017, 208 p., brossura
Giunti Editore

Arun Gandhi aveva appena dodici anni quando i genitori lo portarono a Sevagram, il famoso ashram in cui Gandhi viveva. L’uomo che aveva combattuto per l’indipendenza dell’India, il leader morale del paese, per lui era semplicemente “il nonno”. L’Arun che giunse all’ashram era un ragazzino pieno di risentimento e incapace di esprimere le proprie emozioni. Durante gli anni in cui visse sotto l’ala del Mahatma, imparò a dominare la propria rabbia e a considerarla un dono in grado di motivarlo e di portare positività nell’universo che lo circondava. A questo fondamentale passo nella scoperta di sé e del mondo ne seguirono altri. Ogni capitolo di questo libro contiene una delle lezioni senza tempo che il giovane Arun ha ricevuto dal nonno, insegnamenti dal valore universale e dall’utilità immediata per cercare la via alla felicità e per trovare una chiave di cambiamento in sé e nel mondo complesso e ferito in cui viviamo. Ma Arun ci offre anche un ritratto intimo e toccante di una figura leggendaria. Un’immagine inedita dell’uomo dietro il grande leader.

L’arte nella tempesta. L’avventura di poeti, scrittori e pittori nella rivoluzione russa
Tzvetan Todorov
Traduzione di: E. Lana
€ 22,00
2017, 251 p., ill., rilegato
Garzanti Libri (Collana: Saggi)

Nel centenario dello scoppio della rivoluzione d’Ottobre il libro testamento di un maestro di libertà

«Todorov, il filosofo che scava negli abissi dell’umanità» – Corriere della Sera

«Uno scrittore che unisce la grazia e la modestia a una vastissima cultura, che ama trasmettere al pubblico e non soltanto coltivare tra accademici» – la Repubblica

«Un profondo umanista contemporaneo e un indomito intellettuale pubblico» – La Stampa

«Pensatore inclassificabile, lettore instancabile, libero da ideologie e convinto oppositore di tutti i totalitarismi» – Il Sole 24 Ore

La Russia dei primi anni del Novecento rappresenta una delle poche, meravigliose congiunture della storia in cui un numero stupefacente di grandi artisti si trova a convivere e a farsi intensa, febbrile comunità. Nelle parole di uno dei protagonisti di quegli anni, il poeta Vladislav Chodasevič, «tutte le strade erano aperte, con un solo obbligo: andare quanto più possibile veloce e lontano». Sono gli anni di Bulgakov e di Majakovskij, di Pasternak e Mandel’štam, di Šostakovič, Ėjzenštejn e di tanti altri, donne e uomini che la sorte gettò nella tempesta della Rivoluzione e del nascente regime sovietico. Cent’anni dopo, Tzvetan Todorov ha deciso di rievocare l’avventura di una generazione che dopo aver spesso accompagnato con entusiasmo i primi slanci antizaristi e libertari, si trovò di fronte a un potere progressivamente sempre più cieco e ottuso, ed elaborò strategie ora di opposizione, ora di compromesso, ora di drammatica resa: il suicidio, l’esilio, più spesso il silenzio. Todorov racconta questa miriade di traiettorie avventurose, laceranti, a volte semplicemente grottesche con la sua enorme cultura e la sua prosa avvincente, soffermandosi a lungo sulla figura complessa e per questo esemplare del grande pittore Kasimir Malevič. Ma nelle sue pagine risuonano anche gli echi della vicenda personale che portò nel 1963 l’autore a fuggire la cappa di piombo della natia Bulgaria e a rifugiarsi in Occidente. Anche per questo L’arte nella tempesta, pubblicato in Francia a un mese dalla scomparsa, resterà come il degno testamento di un grande maestro di studi e di libertà, una delle ultime grandi figure esemplari della cultura europea.

La montagna dentro
Hervé Barmasse
€ 12,00
 2017, VII-224 p., ill., brossura
Laterza (Collana: Economica Laterza)

Hervé Barmasse è protagonista di scalate e avventure estreme. A sedici anni abbandona lo sci agonistico dopo un terribile incidente e deve reinventarsi. Il Cervino lo vede crescere e diventare uomo. Dopo ogni viaggio, dopo ogni salita su cime inviolate in terre lontane, ritorna alla sua montagna, scalandola in ogni stagione dell’anno e inventando nuove vie. Hervé racconta se stesso, la sua storia, la passione, la fatica, l’emozione delle scalate. L’alpinista viene dopo l’uomo, che pure affronta imprese straordinarie. Queste pagine non sono la scontata esaltazione di un campione dell’estremo, piuttosto il racconto di cosa c’è dietro l’avventura dell’alpinismo, dove il coraggio delle decisioni è sempre intrecciato alla fragilità e alla paura. In parete, come nella vita.

Volare. Lo spazio e altre sfide
Luca Parmitano
€ 16,90
2017, 253 p., ill., brossura
RAI-ERI

È stato il primo italiano a “camminare” nello spazio con la missione “Volare”. E, una volta sceso a terra, è tornato subito protagonista di nuove affascinanti spedizioni delle agenzie spaziali americana ed europea dai nomi evocativi, “Caves”, “Neemo”, “Pangaea” e “Cavex1”, non più tra le stelle ma nelle profondità del sottosuolo e del mare. La prima avventura ha portato il pilota dell’aeronautica militare Luca Parmitano nelle grotte della Sardegna: due settimane d’isolamento totale per sperimentare come il fisico umano si adatti a vivere in condizioni estreme: “fare esplorazione spaziale significherà, un giorno, arrivare su un nuovo pianeta” scrive. “E non potremo limitarci a conoscere la superficie, ma bisognerà spingersi nel sottosuolo perché potrebbe essere un ambiente più adatto alla vita”. In un’altra missione, ha vestito i panni di un moderno capitano Nemo, in una stazione di ricerca al largo delle coste della Florida, a bordo di una simil-astronave a 20 metri di profondità, dove si prova una gravità che ricorda quella di Marte o della Luna, per testare strumenti e tecniche. Nella nuova edizione del suo libro sulla missione “Volare”, l’autore allarga il respiro del suo racconto alle nuove esperienze vissute e agli esiti delle ricerche condotte. Un libro di esplorazione e riflessione, alla scoperta delle frontiere della scienza che ci porterà nello spazio, ma anche di uno sguardo nuovo sul nostro mondo: le relazioni umane e il rapporto con il pianeta Terra, la sfida a se stessi e ai propri limiti, il significato del sogno e della realizzazione personale. Introduzione di Alberto Angela. Prefazione di Fabio Fazio.

*descrizioni a cura delle rispettive case editrici. 

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