domenica
27 maggio 2018

16:08

LIBRI CONSIGLIATI #375

Uomini del delta (3 Dvd+Libro)
Regia: Elisabetta Sgarbi
Paese: Italia
Anno: 2017
Supporto: DVD
Numero dischi: 3
€ 26,50
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Un viaggio sul Po di Elisabetta Sgarbi

Contiene tre documentari: “Per soli uomini”, “Il pesce siluro è innocente” e “Il pesce rosso dov’è?”

«Il fiume è l’anima. Il fiume è la vita. Il fiume è il viaggio. Il fiume è la natura. Il fiume è il deserto e l’oasi insieme. Il fiume è il labirinto. Il fiume è il ventre materno. Il fiume è una lunga strada che porta al luogo della vita. Il fiume è la vita» – Vittorio Sgarbi

Un mondo di uomini d’acqua che vivono nel Delta del Po, tra fiume e mare. Eredi di una tradizione antica, faticosa, spesso povera, ma gloriosa. Hanno l’orgoglio dell’appartenenza a un mondo instabile, periglioso, soggetto ai fortunali del meteo e della sorte, ma che non cambierebbero con nessun altro luogo al mondo. La trilogia, con le musiche di Battiato, racconta la vita dei pescatori delle valli: figure che si stagliano sullo schermo come giganti, alfieri di una vita solitaria, quasi mitologica. I protagonisti, Gabriele Levada, Claudio Candiani e Giorgio Moretti detto “Bertinotti” interpretano se stessi e sembrano attori consumati, nella semplicità dei loro dialoghi, nei gesti, nei resoconti sulla salute del sistema mondo.

Il cofanetto contiene anche il libro, a cura di Elisabetta Sgarbi e Eugenio Lio, che raccoglie le testimonianze degli scrittori, delle donne e degli uomini del fiume.

Il cofanetto UOMINI DEL DELTA raccoglie i tre film di Elisabetta Sgarbi dedicati al Delta del Po: Per soli uomini (2014, 83′), Il pesce siluro è innocente (2014, 60′), Il pesce rosso dov’è? (2015, 60′) presentati alla Mostra Internazionale delCinema di Venezia, al Festival Internazionale del Film di Roma, al festival del Cinema italiano a Annecy in Francia, al Festival del Cinema Der Neue Heimatfilm a Freistadt in Austria. Il cofanetto contiene anche il libro, a cura di Elisabetta Sgarbi e Eugenio Lio, che raccoglie le testimonianze degli scrittori, delle donne e degli uomini del fiume.

Il libro UOMINI DEL DELTA, all’interno del cofanetto, è a cura di Elisabetta Sgarbi e Eugenio Lio. I testi del libro, con le introduzioni di  Dario Franceschini, Stefano Bonaccini, Elisabetta Sgarbi sono di Gian Antonio Cibotto, Paolo Di Stefano, Fausta Garavini, Fabio Genovesi, Boris Pahor, Giuseppe Sgarbi, Vittorio Sgarbi, Gao Xingjian.

Un mondo di uomini d’acqua che vivono nel Delta del Po, tra fiume e mare. Eredi di una tradizione antica, faticosa, spesso povera, ma gloriosa. Hanno l’orgoglio dell’appartenenza a un mondo instabile, periglioso, soggetto ai fortunali del meteo e della sorte, ma che non cambierebbero con nessun altro luogo al mondo.

La trilogia, con le musiche di Battiato,  racconta la vita dei pescatori delle valli: figure  che si stagliano sullo schermo come giganti, alfieri di una vita solitaria, quasi mitologica.  I protagonisti, Gabriele Levada, Claudio Candiani e Giorgio Moretti detto “Bertinotti” interpretano se stessi e sembrano attori consumati, nella semplicità dei loro dialoghi, nei gesti, nei resoconti sulla salute del sistema mondo.

I luoghi del film sono di straordinaria bellezza: il Po di Maistra, nell’estremo Delta del Po, in località Ca’Pisani. La valle è un mondo a sé, un ecosistema tenuto in vita dal movimento interno dell’acqua e dalla vigilanza ossessiva di questi valligiani, dal loro moto continuo, vaghi ma attenti camminatori del Fiume. Migliaia di pesci lottano quotidianamente tra la vita e la morte: l’acqua troppo fredda o troppo calda, l’anossia, gli attacchi dei cormorani e dei gabbiani. E quotidianamente, ora per ora, questi abitatori della Valle si addentrano nei relitti casoni superstiti, percorrono i bordi delle vasche e dei canali, controllano la temperatura e i livelli di ossigeno, si sporgono per capire se i pesci hanno mangiato oppure no, se alcuni di loro sono in sofferenza o se si rilassano. Sono uomini, i valligiani, ma sono anche mamme, padri, fratelli maggiori dei pesci che accudiscono giorno e notte una miriade di innominati e innominabili esseri viventi. Il cinema di Elisabetta Sgarbi si sta sempre di più identificando con queste cose perdute, con i luoghi del silenzio e della memoria, dove a scandire il passare delle ore è il colore delle acque, il brusio degli stormi, e dove il tempo stesso sembra fermarsi.

Quando i tedeschi non sapevano nuotare. La Resistenza nel Polesine (1 Dvd+Libro)
Paese: Italia
Anno: 2013
Supporto: DVD
€ 25,00
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Nonostante l’ultimo episodio di Paisà di Roberto Rossellini, e i racconti di Giorgio Bassani, la Resistenza nel Basso Ferrarese e nel Polesine è stata meno considerata. Forse perché si è creduto che la Resistenza non fosse possibile in pianura, men che meno nelle zone del Delta. Invece, la pianura, i canali, l’impossibilità di nascondersi hanno generato un tipo specifico di Resistenza, che ha avuto i suoi martiri e i suoi eroi; che ha generato ferite e memorie. Raccogliendo episodi e testimonianze di chi vi ha fatto parte, si è cercato di ricostruire le tracce di una Resistenza, magari più irregolare, ma qualitativamente e quantitativamente inequivocabile. La liberazione del Comune di Bondeno da parte delle sole donne; il vigliacco assassinio di Ludovico Ticchioni, ragazzo ferrarese di 17 anni; Walter Feggi che consegna agli alleati la minuta dei fondali del Delta; Bonatti e le Zampine di Stienta; le testimonianze di chi ha visto i tedeschi annegare a migliaia nelle acque del Po; i racconti di Bernardo Bertolucci e Ermanno Olmi. Questi sono solo alcuni dei fatti riconvocati alla memoria del cinema.

1968. Un anno spartiacque
Marcello Flores, Giovanni Gozzini
€ 22,00
2018, 279 p., brossura
Il Mulino (Collana: Biblioteca storica)

È stata la stagione dei giovani: in tutto il mondo i figli del baby boom postbellico, affluiti in massa all’università, rivendicano diritti, affermano istanze di libertà nella sfera personale come in quella sociale, inaugurano nuovi costumi e consumi. Ma il 1968 vede anche l’invasione della Cecoslovacchia, con l’avvio di una fase di irrigidimento sovietico, che sta alla base della crisi del mondo comunista; e poi l’inizio della globalizzazione finanziaria, la rinascita islamica, il primo sgretolarsi dell’identità della classe operaia, l’instabilità crescente in Africa, il diffondersi del terrorismo in molti paesi, mentre emergono nuove forme di impegno, con il costituirsi delle Ong, e nuovi movimenti politici e sociali come il femminismo e l’ambientalismo. 

«Il Sessantotto è un evento di storia globale: il primo della storia umana ad accadere simultaneamente ai quattro punti cardinali del mondo, di qua e di là della cortina di ferro, nel sud del sottosviluppo e nel nord dell’opulenza… Si scopre allora di appartenere a uno spazio nuovo dove c’è la pace ma anche la minaccia atomica, il boom economico ma anche la percezione delle ineguaglianze su scala mondiale, la prima mondovisione televisiva ma anche il senso di finitezza e precarietà che suscita la Terra vista dallo spazio. È come una breccia che si apre»

Le parole del maggio. Le scritte sui muri nel Sessantotto parigino
Traduzione di: E. Bussetti, R. Revello
€ 10,00
2018, 139 p., ill., brossura
Mimesis (Collana: Ripensare il ’68)

L’esplosione di scritte che fiorirono sui muri di Parigi a partire dal ’68 nacque come significativa reazione ai limiti della comunicazione sociale standardizzata degli anni Sessanta. In opposizione a un sistema comunicativo caratterizzato da canali strettamente controllati, i muri commentarono in presa diretta il clima e gli eventi di quel periodo storico. Una produzione apocrifa in grado di coniugare politica e arte, esistenzialismo e rivolta, in cui l’immaginazione salì al potere e si propose al mondo con i suoi paradossi (“Vietato vietare”; “Siate realisti, chiedete l’impossibile”), coi suoi dadaismi (“CRS = SS”), con i suoi accenti erotico-maoisti (“Abbraccia il tuo amore – senza abbandonare il tuo fucile”) e con i mille fantasmi ed entusiasmi di una primavera che i mesi e gli anni successivi avrebbero presto raffreddato. Anche la violenza, evocata in tanti proclami militaristi, in quel maggio fu molto più recitata che praticata. Una galleria di slogan, spesso irriverenti e giocosi, che riuscì a esprimere con grande efficacia la ricchezza culturale e il cambiamento sociale introdotto dal leggendario “anno degli studenti”. Prefazione di Pierre Dalla Vigna.

L’esperimento. Inchiesta sul Movimento 5 stelle
Jacopo Iacoboni
€ 16,00
2018, 233 p., brossura
Laterza (Collana: I Robinson. Letture)

A questo esperimento Casaleggio lavorava fin dalla fine degli anni Novanta, quando – amministratore di Webegg – cominciò a testare nei forum intranet dell’azienda i meccanismi di formazione e produzione del consenso attraverso le reti. Ma quello era solo l’inizio. L’esperimento si sviluppa attorno a un nocciolo: propaganda, propaganda, propaganda. Sociale, pianificata, centralizzata, virale. Testi e scaletta dei Vday (gli eventi che rappresentano di fatto l’antecedente storico del Movimento) sono già coordinati da due dipendenti della Casaleggio. Grillo è l’innesco per far evolvere l’esperimento a un livello superiore: è il frontman, l’uomo del consenso elettorale che può coagulare e incarnare un sentimento di rivolta contro il sistema, ormai fortissimo nella società. In questa prima stagione il Movimento predica alcune cose con integralismo militare: il rifiuto assoluto di comparire nella tv italiana, la promessa di dimezzare lo stipendio ai suoi futuri politici e di vivere secondo uno stile di vita francescano, la posizione contro l’euro e lo scetticismo verso l’Unione europea. Al contrario, promette la democrazia attraverso Internet ed esalta la meritocrazia, denunciando la piaga dei tanti ragazzi italiani costretti a cercare fortuna all’estero. Per ognuno di questi cavalli di battaglia emergerà lo scollamento tra come il Movimento si è proposto inizialmente a elettori e attivisti e quel che realmente ha fatto sino a oggi.

Tre manifesti per la libertà
Ahmet Altan
Traduzione di: S. Castoldi
€ 5,00
2018, 190 p., brossura
E/O (Collana: Assolo)

Tre testi scritti con passione e lucidità, che ricordano le opere migliori del pensiero illuminista e democratico, degli atti di accusa vibranti, delle ricostruzioni avvincenti di come Erdogan sta soffocando la democrazia in Turchia, degli omaggi commoventi alla libertà, all’onestà e alla legalità.

Questo volumetto si apre con una lettera al presidente turco in cui 51 premi Nobel chiedono la scarcerazione di Ahmet Altan e il ristabilimento dello stato di diritto in Turchia. Seguono tre straordinari documenti scritti dall’autore recentemente condannato all’ergastolo. Si tratta di tre memorie difensive in cui Altan, in uno stile chiaro, efficace e letterario, difende le idee di giustizia, di onestà, di legalità e mette in ridicolo non solo le accuse contro di lui ma anche il sistema corrotto e violento che sta trascinando il suo paese verso la dittatura. Capovolgendo la situazione che lo vede nel banco degli imputati, Altan scrive: “Giudicherò coloro che, a sangue freddo, hanno ucciso il sistema della giustizia consentendo l’arresto di migliaia di cittadini innocenti. Non ho il potere di punire la gente né d’incarcerarla e, in ogni caso, non vorrei mai avere questo potere. Ma ho il potere di svelare l’omicidio, di identificare l’assassino, di mostrare le armi sanguinarie usate per questo infido delitto e di raccontare i crimini che sono stati commessi”.

Un bosco di pecore e acciaio
Natsu Miyashita
Traduzione di: L. Testaverde
€ 19,50
2018, 209 p., rilegato
Mondadori (Collana: Scrittori italiani e stranieri)

Un bosco di pecore e acciaio racconta l’educazione sentimentale del giovane Tamura, e anche un’educazione alla musica, al mistero segreto della natura, alla capacità di accordare i suoni per cercare di ricostruire l’anima del mondo.

“Davanti a me un grande pianoforte nero. O almeno, avrebbe dovuto essere un grande pianoforte nero. Il coperchio era aperto, e un uomo stava in piedi al suo fianco. Quando toccò alcuni tasti, dal bosco con il coperchio arrivò di nuovo il profumo del fremere degli alberi. La sera avanzò un po’. Avevo diciassette anni.”

Una palestra vuota, un grande pianoforte aperto e le dita di un uomo che toccano i tasti facendone uscire una melodia dolce, una melodia che è un fremito di rami e uno stormire di fronde, un odore di bosco sul far della sera. Tamura ha diciassette anni e in piedi, solo, nella palestra deserta, ascolta rapito quei suoni. È una folgorazione. L’uomo non è un pianista, ma un accordatore. Sta chino sul pianoforte con i suoi attrezzi e si piega sulle viscere di legno dello strumento per trarne una musica che a Tamura parla di un mondo lontano, dei boschi della sua infanzia di cui ha una lancinante nostalgia. È l’inizio di una passione, e di un’ossessione. Tamura frequenta la scuola per accordatori e inizia a lavorare sodo: studia materie difficilissime e dedica ogni momento libero alla ricerca di quel suono magico che aveva udito un giorno nella palestra della scuola. Un suono in grado di evocare un mondo intero, il bosco con i suoi odori, la luce filtrata dal verde, il vento tra le foglie, l’acqua sotto le radici, il canto di una ghiandaia e il languore nel cuore del protagonista. Un suono familiare che però gli sfuggirà a lungo, non riuscendo egli ad accordare legno e corde nel modo esatto. Perché per saper accordare la musica è necessario avere un talento e quel talento è qualcosa di similissimo all’amore. Un bosco di pecore e acciaio racconta l’educazione sentimentale del giovane Tamura, e anche un’educazione alla musica, al mistero segreto della natura, alla capacità di accordare i suoni per cercare di ricostruire l’anima del mondo. Attraverso i tentativi del protagonista di afferrare e rievocare quel suono segreto e arcaico celato dietro la musica, Miyashita Natsu riporta alla vita la forza e la fragilità della giovinezza, l’incanto che sempre si accompagna ai sogni del talento, e ci mostra con grazia struggente la nostra dimenticata capacità di accordare i cuori.

Diventare se stessi
Irvin D. Yalom
Traduzione di: S. Prina
€ 18,00
2018, 3391 p., Brossura
Neri Pozza

Nel pantheon degli scrittori di Irvin Yalom, un posto di primo piano spetta a Charles Dickens, alle cui opere gli capita spesso di ritornare.

Rileggendo di recente Storia di due città dello scrittore inglese, l’autore delle Lacrime di Nietzsche si è imbattuto in una frase che costituisce un perfetto esergo di questo libro: «Poiché, quanto più m’avvicino alla fine, viaggio come in circolo e m’avvicino sempre più al principio. Mi pare che la via si spiani e si faccia più agevole. Il mio cuore è adesso commosso da molte memorie che a lungo erano rimaste sopite…». Sorte dalla commozione dei ricordi che, inesorabili, riaffiorano quando lo scorrere del tempo spinge a riconsiderare la propria storia e il proprio passato, le pagine che seguono spianano per il lettore la via più agevole per accostarsi alla vita e all’opera di Irvin Yalom. Dall’arrivo a Ellis Island dei suoi genitori, ebrei emigrati dalla Russia in America senza un soldo, senza un’istruzione, senza sapere una parola d’inglese, all’infanzia trascorsa a scansare gli ubriachi che dormivano nell’atrio di casa, tra scarafaggi e ratti; dalla prima adolescenza vissuta in solitudine, sempre fuori posto, unico bambino bianco in un quartiere abitato da neri, unico ebreo in un mondo di cristiani («ebreuccio» lo chiamava il barbiere dalla faccia paonazza), all’incontro a soli quindici anni con Marilyn, destinata a diventare moglie, mentore e poi inseparabile compagna di vita che troverà «spassoso» il suo essere esperto nella terapia di gruppo; dalla memorabile conversazione avuta a vent’anni con suo padre, segnata dalla domanda: «Dopo la Shoah, com’è possibile che chiunque creda in Dio?», alla decisione di diventare medico, passando dagli anni travagliati dell’università fino al praticantato in psichiatria e alla scoperta della propria autentica vocazione, Yalom non tralascia alcun aspetto del lungo cammino che lo ha condotto a diventare uno dei più affermati psichiatri e autori del nostro tempo, mostrando, ad un tempo, come il compito ineludibile di diventare se stessi sia ciò che caratterizza la nostra esistenza.

Buddha vivente, Cristo vivente
Thich Nhat Hanh
Traduzione di: G. Maugeri
€ 16,00
2018, 173 p., rilegato
Garzanti Libri (Collana: Saggi)

«Sull’altare del mio eremo ci sono le immagini del Buddha e di Gesù… li considero entrambi miei progenitori spirituali.»

Buddha e Gesù, due figure cruciali nella storia dell’umanità, hanno lasciato in eredità insegnamenti capaci di indicare il cammino a miliardi di persone per i secoli a venire. Ma quanto c’è in comune tra la preghiera cristiana e la meditazione orientale? Esistono ideali e precetti condivisi tra le due fedi? In un libro già diventato un classico della spiritualità, Thich Nhat Hanh esplora i sentieri della compassione e della santità dove i due grandi credi si incontrano, risvegliando così la nostra comprensione di entrambi. In questo modo, con sguardo benevolo e passo accorto, uno dei principali protagonisti del dialogo interreligioso si confronta con due secolari tradizioni del pensiero indicando la possibilità sempre attuale di una vita in armonia.

Japonisme. Ikigai, bagno nella foresta, wabi-sabi e molto altro
Erin Niimi Longhurst
Traduzione di: D. Restani
Illustrazioni di: R. Takemasa
€ 15,00
2018, 298 p., ill., rilegato
HarperCollins Italia

Japonisme racchiude l’antica arte giapponese del trovare l’appagamento e offre consigli e suggerimenti pratici per vivere una vita più felice, sana e consapevole.

Qual è il vostro ikigai (lo scopo)? Come potete coltivare la consapevolezza nel caos e nell’imprevedibilità della vita di tutti i giorni? Dallo shinrin-yoku (il bagno nella foresta) alla calligrafia, dall’ikebana (l’arte di disporre i fiori) alla cerimonia del tè e al rapporto con il cibo, i giapponesi hanno saputo raggiungere un senso di completezza attraverso tradizioni, filosofie e pratiche artistiche. Migliorate il vostro modo di vivere e arricchite lo spirito guardando la vita attraverso la lente del wabi-sabi (la natura impermanente di ogni cosa), il kintsugi (riparare le ceramiche con l’oro) o il kaizen (le tecniche per formare l’abitudine). Grazie a questo libro scoprirete come portare un po’ di “japonisme” nella vostra quotidianità.

*descrizioni a cura delle rispettive case editrici.

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