venerdì
22 giugno 2018

19:58

LIBRI CONSIGLIATI #380

Non siamo rifugiati. Viaggio in un mondo di esodi
Agus Morales
Traduzione di: S. Cavarero
Illustrazioni di: A. Surinyach
€ 19,50
2018, 312 p., ill., brossura
Einaudi (Collana: Einaudi. Passaggi)

Agus Morales segue le orme degli esiliati della terra, dà voce a coloro che sono stati obbligati a fuggire.

Viviamo nel momento della storia che presenta il maggior numero di persone sradicate dal proprio Paese. Non è una crisi dell’Europa. È una crisi del mondo. Un mondo di esodi.

Viaggia alle origini del conflitto in Siria, Afghanistan, Pakistan, Repubblica Centrafricana e Sudan del Sud. Cammina con i centroamericani che attraversano il Messico e con i congolesi che fuggono dai gruppi armati. Si addentra sulle strade più pericolose, segue i salvataggi nel Mediterraneo, conosce le umiliazioni che soffrono i rifugiati in Europa. E sbarca presso l’ultima frontiera, la piú dura e la più difficile da attraversare: l’Occidente. Si è ormai arrivati alla costruzione dell’immagine del rifugiato come il nemico contemporaneo. L’immagine del rifugiato è il volto piú immediato di questo cambiamento storico: il terreno simbolico su cui si discute il nostro futuro in comune. Oggi ci sono decine di milioni di persone che non sono rifugiati perché non diamo loro asilo. Chissà se tutti – anche noi – tra una decina d’anni, non saremo rifugiati.

La speranza oltre le sbarre. Viaggio in un carcere di massima sicurezza
Maurizio Gronchi, Angela Trentini
€ 16,00
2018, 180 p., brossura
San Paolo Edizioni (Collana: Problemi sociali d’oggi)

Il libro nasce da un’inchiesta nel super carcere di Sulmona (AQ), noto come il “carcere dei suicidi”, dove scontano l’ergastolo ostativo i più feroci criminali del nostro Paese. Qui Angela Trentini ha incontrato e dato voce ad alcuni detenuti, condannati per le stragi che hanno cambiato la storia dell’Italia. Fra di loro, il killer di Rosario Livatino, Domenico Pace, il quale, in una lettera indirizzata a papa Francesco e pubblicata per la prima volta, chiede di poter testimoniare nel processo di beatificazione del “giudice ragazzino”. Lo desidera pure l’altro sicario, Gaetano Puzzangaro, detenuto nel carcere di Opera. Sconvolgente anche quanto dice di sé Domenico Ganci, figlio del boss Raffaele, fedelissimo di Totò Riina e corresponsabile degli omicidi dei giudici Falcone e Borsellino. Prendono la parola da ultimo i familiari delle vittime, Nando dalla Chiesa, Manfredi Borsellino e Maria Falcone, in un confronto che coinvolge e interroga. Significativi, infine, alcuni interventi di papa Francesco sull’universo carcerario, commentati da Maurizio Gronchi, da cui emerge come il sistema giudiziario deve poter garantire una speranza oltre le sbarre per questi criminali condannati a vita e spesso considerati dei “vuoti a perdere”.

Primo, cittadino. Perché l’Italia deve (ri)partire dai sindaci
Matteo Ricci
€ 17,00
2018, 221 p., rilegato
Baldini + Castoldi (Collana: I saggi)

Un saggio da uno dei sindaci più amati d’Italia, per spiegare perché la figura del primo cittadino avrà un’importanza sempre maggiore.

Da sempre nell’immaginario collettivo, di grandi e bambini, il sindaco è il politico a cui si fa riferimento per tutto, quello chiamato a risolvere ogni problema della comunità in cui viviamo. Ormai sono passati 25 anni da quando, nel giugno 1993, fu istituita l’elezione diretta del sindaco, che da allora è il vero raccordo fra l’elettorato e il governo centrale, colui che cerca di mediare tra le forze opposte per il bene della sua città. Il proprio sindaco lo si ama o lo si odia, ma in ogni caso su di lui si può misurare concretamente la distanza fra le promesse e le cose fatte. E di certo quella del sindaco incarna la vera gavetta della politica, quella del mettersi al servizio degli altri. In questo saggio, sorta di diario personale, uno dei sindaci più amati d’Italia (secondo il monitoraggio di Index Research che ogni anno stila la classifica dei 38 sindaci più apprezzati) spiega perché la figura del primo cittadino avrà un’importanza sempre maggiore, restituendo alla gente la fiducia nella politica in un momento in cui invece sembra sempre più forte il desiderio di disimpegno, se non addirittura di vero e proprio rifiuto. Attraverso la sua esperienza sul campo e il confronto con altri undici «colleghi» di diversa estrazione politica e geografica Matteo Ricci scrive un resoconto caldo e partecipato della sua Pesaro e dell’Italia degli ultimi cinque anni. E spiega perché quella del sindaco è l’istituzione democratica fondamentale per far tornare la passione politica ai cittadini, partendo dai più giovani.

Ribellatevi!
Gyatso Tenzin (Dalai Lama), Sofia Stril-Rever
Traduzione di: G. Maugeri
€ 10,00
2018, 96 p., rilegato
Garzanti Libri (Collana: Saggi)

«Giovani amici, voi siete la mia speranza per l’umanità.» L’appello ai giovani per salvare il pianeta

Questo libro è una straordinaria dichiarazione di speranza rivolta ai più giovani, alla generazione digitale e interconnessa che si avvicina all’età adulta in un momento particolare del nostro pianeta: i diritti che per i loro genitori sembravano acquisiti sono oggi minacciati da cambiamenti climatici, da nazionalismi sempre più diffusi e da una crisi economica e sociale che ha pochi precedenti nella storia. Eppure tutti questi disastri non sono semplici fatalità, ma nascono da colpe ben precise dell’uomo. E l’uomo può quindi porvi rimedio. Per farlo, secondo il Dalai Lama, è necessaria una vera rivoluzione degli animi che sia capace di passare da un sistema di pensiero isolato e individualista a una coscienza collettiva e planetaria, perché è nell’altruismo la vera, pragmatica soluzione alle grandi difficoltà del nostro tempo. L’invito è cambiare la mentalità per poter cambiare il mondo, superare la cultura dominata dall’idea della competizione e della divisione e puntare invece su giustizia e condivisione. Con la consapevolezza che ciascuno è parte fondamentale dell’ecosistema Terra, e nessuno deve sentirsi escluso.

Sette studi per Gozzano
A cura di: M. Borio, S. Carrai, A. Comparini
€ 15,00
2018, 120 p., brossura
Pacini Editore (Collana: Strumenti di Filologia e Critica)

“Comincio la presentazione di questo volume prendendo a prestito un brano di Caproni che mi pare assai significativo. ‘Certo, oggi la poesia non riesce più ad avere una posizione o funzione di privilegio come quando, in anni andati, e io li ricordo, almeno fino a Gozzano entrava in quasi tutte le case bene, al pari dell’acqua potabile, o del gas, o dell’energia elettrica. Dico quando ancora non vi era iato fra cultura del poeta, e diciamo pure borghese, e cultura del pubblico, e diciamo pure borghese.’. Il passaggio serve a mettere subito in evidenza che la poesia di Gozzano è stata l’ultima ad avere, come diceva Caproni, una piena sintonia con un pubblico di lettori considerevolmente vasto, lo stesso, almeno da un punto di vista sociologico, che si entusiasmava per Pascoli e per D’Annunzio. Da questa semplice considerazione discende la peculiare collocazione di Gozzano come anello di congiunzione fra una cultura poetica che ha le proprie salde radici nell’Ottocento e una più moderna, come a chiudere una stagione e al tempo stesso aprirne una nuova. Anche in ragione di questa posizione di particolare importanza nella storia della poesia italiana e della sua fruizione il Dipartimento di Filologia e Critica delle Letterature Antiche e Moderne dell’Università di Siena ha voluto contribuire a marcare la ricorrenza del centenario della morte di Gozzano organizzando una giornata di studi che si è tenuta il 23 giugno 2016. Se ne raccolgono qui i frutti…” (dalla prefazione di Stefano Carrai).

Il tempo degli stregoni. 1919-1929. Le vite straordinarie di quattro filosofi e l’ultima rivoluzione del pensiero
Wolfram Eilenberger
Traduzione di: F. Cuniberto
€ 25,00
2018, 432 p.
Feltrinelli

Il racconto epico del decennio che ha cambiato il pensiero occidentale e la storia europea, attraverso le vite straordinarie di quattro titani: Ludwig Wittgenstein, Walter Benjamin, Martin Heidegger e Ernst Cassirer.

Siamo nel 1919. La Prima guerra mondiale è finita da poco. Ludwig Wittgenstein ha completato il «Tractatus logico-philosophicus», Walter Benjamin discute la sua tesi di laurea a Berlino, Martin Heidegger diventa l’assistente di Husserl a Friburgo e Ernst Cassirer ottiene una cattedra all’Università di Amburgo. Comincia un decennio di eccezionale creatività intellettuale, che cambierà per sempre il corso delle idee in Europa e senza il quale alcuni pensieri non sarebbero mai stati pensati. Wolfram Eilenberger mette in scena l’esplosione del pensiero nella Germania negli anni venti, sullo sfondo di una società divisa tra l’esuberanza e la voglia di vivere del Dopoguerra e l’abisso della crisi economica, tra la lussuria delle notti berlinesi e i complotti reazionari della Repubblica di Weimar, mentre il nazionalsocialismo si trasforma velocemente in una minaccia. I quattro protagonisti di questi anni decisivi sono seducenti e geniali, sono giganti di ogni tempo. E le loro vite straordinarie si intrecciano nella necessità di rispondere alla domanda che ha orientato i secoli della storia del pensiero, più urgente che mai nell’ombra di una guerra devastante appena conclusa e di un’altra catastrofe che si annuncia all’orizzonte: che cos’è l’uomo? Eilenberger mostra che la vita quotidiana e i dilemmi della metafisica fanno parte della stessa storia. E racconta la più grande rivoluzione del pensiero occidentale attraverso i suoi quattro protagonisti assoluti, ciascuno con il proprio sguardo penetrante e il proprio modo di concepire la vita, il linguaggio, l’esperienza quotidiana, il tempo e il mito.

Visto si stampi. Nove vicende editoriali
Gabriele Sabatini
€ 12,50
2018, 83 p., brossura
Italo Svevo (Roma) (Collana: Piccola biblioteca di letteratura inutile)

Chi ama davvero i libri può avere momenti di grande piacere nel sentire le storie di come alcuni di questi sono nati, sono stati editati, stampati o pubblicati. Soprattutto se ciò accadeva negli anni dell’immediato dopoguerra, all’apice di quello che potremmo definire il rinascimento dell’editoria italiana. Queste storie, in genere sotto forma di voci di corridoio, leggende o pettegolezzi, portano alla luce avventure e misteri che non traspaiono nelle pagine dei loro protagonisti, cioè dei libri una volta che vengono dati alle stampe. Sono qui raccontate le vicende dei libri di Malaparte, Flaiano, Chiara, Pratolini, Brancati, Berto, Rigoni Stern e Cassola e della nascita della Longanesi; tutte storie esemplari di un modo diverso di fare editoria, che ci permettono di leggere i libri forti di una quantità di informazioni che normalmente trascuriamo.

Straparole
Cesare Zavattini
€ 12,00
2018, 416 p., brossura
Bompiani (Collana: Tascabili narrativa)

Diviso in quattro parti, due diaristiche («Diario di cinema e di vita» e «Riandando») e due narrative («Viaggetto sul Po» e «Lettere da Cuba a una donna che lo ha tradito»), «Straparole» fu pubblicato per la prima volta in versione integrale da Bompiani nel 1967. Come in un’autobiografia romanzata, Zavattini insegue accanitamente i ricordi, gli incontri, gli amici e i nemici celebri o ignoti, i rimorsi, le idee, i progetti, in un libro che ha la travolgente misura della sua vita. Con uno stile corrosivo e un eccezionale sperimentalismo linguistico fa il giro del mondo raccontando Roma durante e dopo la guerra; passa da Hollywood al Messico, arriva in Olanda sulle tracce di Van Gogh per ritornare sempre all’intimità familiare di Luzzara. Un libro per la conoscenza autentica di uno scrittore che non finisce di farsi scoprire e di trent’anni di vita italiana.

L’incredibile storia dell’uomo che dall’India arrivò in Svezia in bicicletta per amore
Per J Andersson
Traduzione di: G. Pillon A. Scali
€ 17,00
2018, 300 p., brossura
Sonzogno

Tutto ha inizio in una fredda serata di dicembre del 1975, quando Lotta e Pikay si incontrano per caso in una piazza di Nuova Delhi. Tra la giovane turista svedese e l’artista di strada cresciuto in un villaggio sul limitare della giungla dell’India orientale è amore a prima vista. Lotta però torna a casa, in Svezia, in un altro pianeta che si trova chissà dove, e perché non scompaia dalla sua vita per sempre Pikay deve inventarsi un modo per raggiungerla. Ma come? È un senza casta, non possiede nulla: le probabilità che ci riesca sono minuscole. Se non fosse per una vecchia bicicletta. Pikay è abituato alle situazioni più estreme, ha conosciuto la fame e le umiliazioni degli intoccabili, ma è molto bravo a disegnare, perfino Indira Gandhi gli ha chiesto di ritrarla. Il blocco e le matite sono il suo biglietto per un lungo viaggio verso occidente: in sella alla sua bicicletta di seconda mano, il discendente degli indigeni oppressi dell’India parte da Delhi, attraversa le cime innevate dell’Afghanistan, approda nella terra dello scià e da lì prosegue verso l’Europa, pedalando ogni giorno fino allo stremo per cinque lunghi mesi e superando povertà, pregiudizi e innumerevoli avversità – oltre a dodicimila chilometri di strada – per stare insieme alla donna che ama. Forse, pensa Pikay, tutto è davvero già scritto nelle stelle, visto che alla sua nascita un astrologo aveva predetto che avrebbe sposato una ragazza di un’altra tribù, addirittura di un’altra nazione. Come nelle favole a lieto fine, Lotta e Pikay si sono ritrovati, e mai più lasciati. Oggi hanno tre figli e vivono insieme in una grande casa alle porte di Boras, nel Sud della Svezia. Questa è la loro storia.

Cavalli selvaggi. Campioni romantici e ribelli nell’Italia di piombo
Matteo Fontana
€ 18,00
2018, 330 p., ill. , brossura
Eclettica (Collana: Spalti gremiti)

Il piombo, le fiamme, il sangue. Le bombe. L’odio politico, gli scontri ideologici e le torbide strategie internazionali. La crisi petrolifera, i colpi di pistola, i mitra, le speculazioni finanziarie. L’Italia che per più di un decennio ha vissuto in uno stato di guerra civile non dichiarata. Ma, anche, un Paese che stava cambiando se stesso, in un fermento culturale figlio prima del ’68 e poi del ’77. In un contesto che ha attraversato un’intera generazione e in cui i morti e le tragedie erano una dolorosa quotidianità rimaneva un filo comune, il calcio, ancora distante dall’essere un business e che, invece, era un forte strumento di coesione popolare. Le distanze e i conflitti si attenuavano nelle domeniche allo stadio, lo spazio neutro in cui si agitavano campioni che correvano fuori dagli schemi. Matti romantici come Gianfranco Zigoni, Paolo Sollier, Ezio Vendrame, la Lazio di Giorgio Chinaglia, grande e ferita da drammi infiniti. Fuoriclasse irregolari, da Bob Vieri a Gianluca De Ponti, eroi locali quali Massimo Palanca e Alviero Chiorri. In un’Italia pazza, feroce e sentimentale, i loro gol erano gli avventurosi racconti di pirati che lenivano le paure del domani.

*descrizioni a cura delle rispettive case editrici.

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