venerdì
19 ottobre 2018

00:28

A Rovigo, rifiuti…deambulanti

Riceviamo e pubblichiamo:

di Flavio Ambroglini*

Che le “isole ecologiche” di Rovigo e frazioni, fossero già da tempo immemore allo sfascio, con presenza di cassonetti maleodoranti e rotti è storia risaputa; mentre è relativamente recente il varo della raccolta differenziata con momentanea esclusione del centro storico e della frazione Borsea.         

A fronte di tutto ciò, nelle frazioni già interessate dalla differenziata permangono molti cassonetti e la gente continua ad usarli pur avendo già in casa quelli ad uso personale mentre sono comparsi ovunque i contenitori per il vetro.     

Se da un lato sono pienamente convinto della necessità ed urgenza di spingere la differenziata secondo modelli elvetici, nutro a questo punto alcuni dubbi sull’avvio e sui metodi di quella pensata per casa nostra: il primo è legato alla ormai lunga convivenza dei due sistemi di raccolta, ben oltre un normale “rodaggio”; il secondo deriva dalla dimensione dei cassonetti privati ove stivare la differenziata in attesa delle date di raccolta con buona pace di tutti i Rodigini che nei mesi estivi si troveranno in giardino (per chi ce l’ha) od in casa un maleodorante immondezzaio vero e proprio.         

In altre città, come Treviso, i contenitori consegnati ai cittadini sono di modeste dimensioni e la frequenza della raccolta è altra, in modo che non vi sia ristagno di rifiuti nelle case e che i fruitori del servizio possano facilmente igienizzare i bidoncini: pensare ad una persona anziana, magari sola,  che debba spostare i “comodi” contenitori di Rovigo e che pensi a come igienizzarli, credo sia indubbio individuarvi grosse difficoltà.          

Un’ultima chiosa: da quando è partita la differenziata nel comune di Rovigo, pare che i cumuli d’immondizia che fino a qualche tempo fa stazionavano ai confini comunali, “regalo” dei virtuosi vicini già dediti alla differenziata che ben pensavano di parcheggiarli dentro e fuori i primi cassonetti contermini, abbiano cominciato una lenta ma evidente deambulazione verso il centro città ove resistono le consuete isole ecologiche.         

Basta fare un giro nei quartieri per vedere dietro ed intorno ai cassonetti, vere e proprie “minidiscariche” che si sommano a quelle già frutto dell’inciviltà di quanti, facendo orecchie da mercante, non si recano all’ecocentro per il conferimento.         

Il Comune di Rovigo, ha promesso vigilanza e sanzioni per incivili e riottosi e così dovrebbe essere: forse sono troppo presi dai relativamente recenti e rissosi accadimenti in Consiglio Comunale o forse causa le Festività, il tutto commisto al freddo; cause queste che possono concorrere al mancato avvio dei controlli: di fatto lo spettro dei rifiuti deambulanti si agita tra i cassonetti rodigini.        

Le prossime elezioni sono alle porte e, come di consueto, l’attenzione degli Amministratori e dei politici locali si sposterà altrove tralasciando i problemi concreti, quale quello della raccolta dei rifiuti, che invece necessitano di risposte concrete e di seria programmazione per risolverli.        

Un microcosmo sociale, com’è Rovigo, meriterebbe questo e forse il nostro territorio sarebbe definitivamente affrancato dagli appellativi retaggio di un passato fatto di sottosviluppo e di sofferenze, aprendosi ad una rinascita socioeconomica trainante non solo per il Capoluogo ma per l’intero Polesine. 


* Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana – Console Prov.le Fed.ne Maestri del Lavoro

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