venerdì
21 settembre 2018

08:34

I nuovi (vecchi) mostri

Vista la situazione drammatica – dipinta da populisti ed estremisti durante la campagna elettorale – in cui versa l’Italia, non si capisce perché i vincitori delle elezioni continuino nei loro festeggiamenti, ben sapendo che nessuno ha i numeri per governare e che nelle loro promesse elettorali giuravano che mai e poi mai si sarebbero alleati con forze politiche fuori dalla propria coalizione o partito per quanto riguarda i 5 stelle. Giorgia Meloni, in particolare, ha fatto del cosiddetto “patto anti-inciucio” un marchio di fabbrica, patto idealmente sottoscritto da Salvini e a malincuore anche da Berlusconi. Ad onor del vero la leader di Fratelli d’Italia, anche durante recenti dichiarazioni post-voto, ha ribadito l’indisponibilità ad accordi trasversali, ma non abbiamo ancora sentito da lei un richiamo esplicito per il ritorno alle urne. Di sicuro a “dare le carte” non sarà Berlusconi, vecchio generale ormai senza esercito. Chi ormai comanda nello schieramento di destra è Salvini e chissà se il desiderio smodato di sedersi sulla poltrona di Presidente del Consiglio lo porterà a rispolverare i suoi trascorsi tra i comunisti padani per raccattare qualche voto a sinistra. Altrettanto difficile appare l’ipotesi di un accordo tra Lega e M5S pur essendo molti i punti di contatto tra i due partiti, dall’antieuropeismo, al no alla vaccinazione obbligatoria fino ad una malcelata simpatia per i movimenti eclettici dell’estrema destra. Dunque se il Presidente della Repubblica Mattarella darà per primo al centrodestra un mandato esplorativo – salvo migrazioni di parlamentari (da attenzionare) – si concluderà con un nulla di fatto e Salvini dovrà rimettere le bottiglie in frigo.

Qualche leggera chance in più sembra averla Luigi Di Maio. I 5 stelle essendo il nulla possono essere tutto, ovvero non avendo alcuna idea di governo possono sposare qualsiasi posizione politica e stringere alleanze con chiunque. E’ lo stesso Grillo a testimoniarlo: “Noi siamo un po’ democristiani, un po’ di destra, un po’ di sinistra, un po’ di centro…possiamo adattarci a qualsiasi cosa”. Il problema dei pentastellati è quello di aver offeso e deriso mezzo mondo, “bullizzando” in particolare il PD, anche con fake news. Ora, anche se Renzi ha deciso di farsi da parte (l’unico in Italia a dimettersi), sarebbe quantomeno indelicato e spregiudicato salire al potere grazie ai voti degli ex nemici giurati. Ma come insegna Grillo, la politica non è una cosa seria, dunque può succedere di tutto.

Naturalmente non mancano quelli che spingono per una alleanza con i pentastellati, a partire da Emiliano del PD e diversi esponenti di Leu, sì proprio quelli che volevano ricostruire la sinistra ed hanno fatto un micro partito che è riuscito a danneggiare il Partito Democratico senza però raccoglierne i voti in fuga. Ora i nipotini del leader Maximo, spinti dal rancore, o forse confondendo le 5 stelle grilline con quelle della bandiera rossa cinese cercano protezione e prebende dagli amici del leader nazionalista e xenofobo britannico Nigel Farage.

Sicuramente tornerà fuori dal cilindro la parola “responsabilità”. Intanto Confindustria e il gotha finanziario fanno sapere di non temere l’arrivo dei nuovi barbari. Cari italiani che avete votato per populisti ed estremisti siete davvero sicuri di avere sconfitto i poteri forti?

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