lunedì
20 agosto 2018

02:56

VenTo, un “progetto di territorio” per il Polesine

Riceviamo da Diego Crivellari e pubblichiamo:

In questi ultimi anni molti polesani hanno iniziato a prendere confidenza con il progetto VenTo, ovvero con il progetto della grande ciclovia destinata a collegare Torino a Venezia lungo l’asta del Po, per oltre seicento chilometri. Oggi, a pochi giorni dalla nuova edizione del VenTo Bici Tour, che tornerà a promuovere direttamente l’iniziativa anche in territorio polesano, con l’obiettivo di estendere e rafforzare le relazioni (non solo istituzionali) con la nostra provincia, appare opportuno provare a fare il punto della situazione e spiegare ai cittadini i passi in avanti fondamentali che si sono compiuti in questo periodo.

Il progetto, originariamente concepito dal professor Paolo Pileri e dal Politecnico di Milano, è entrato finalmente nella sua fase operativa, seguita alla sottoscrizione del protocollo tra Ministero delle Infrastrutture e Regioni coinvolte, con la pubblicazione nei mesi scorsi dei primi bandi di progettazione. Un’opera pubblica di tipo nuovo che attraverserà quattro Regioni, tredici province e centoventi comuni. La cornice istituzionale che ha permesso di far crescere concretamente la VenTo e di vederla finanziata con risorse significative, nelle ultime Leggi di Bilancio approvate dal Parlamento, è quella Rete nazionale delle ciclovie fortemente voluta dal ministro Graziano Delrio. Si tratta di un primo investimento di ben 370 milioni di euro previsti per l’intera rete.

Una scelta europea e “rivoluzionaria” per il nostro Paese, che per la prima volta decide di dotarsi di una rete complessiva della mobilità sostenibile e interconnessa. La VenTo diventa così, all’interno di questa programmazione, la prima ciclovia di interesse nazionale e ne viene riconosciuta pienamente la valenza di infrastruttura. Le potenzialità per il territorio polesano sono enormi – si pensi, tra le altre cose, ad un’altra importante direttrice come quella rappresentata dalla Ciclovia Adriatica, destinata a incrociare la VenTo e che arriverà a collegare la Puglia al nostro Delta – in termini di flussi turistici intercettabili, di valorizzazione del territorio e delle sue ricchezze paesaggistiche e ambientali, di crescita di una nuova economia sostenibile e di occasioni per i più giovani.

Il salto di qualità che il Polesine deve ora compiere è proprio quello di considerare la VenTo non solo come un percorso cicloturistico, ma anzitutto come un più articolato “progetto di territorio”, che nelle intenzioni dei promotori deve cercare di legare insieme mobilità sostenibile, turismo lento, enogastronomia e tradizioni locali, interazione con le realtà economiche più tipiche della nostra provincia, verso la costruzione di una offerta turistica alternativa capace di attirare visitatori da tutta Europa e di ricalibrare l’immagine turistica (ancora troppo debole e poco connotata) del nostro territorio, dalla Transpadana ferrarese fino al Delta. In particolare, una sfida tutta polesana si impone: riuscire ad integrare bici e vie d’acqua, perché da noi la mobilità sostenibile può finalmente trovare nuove occasioni di integrazione con la navigazione fluviale lungo il Po e il Canalbianco.

Le amministrazioni e le istituzioni locali, ai vari livelli, devono riuscire a coordinarsi efficacemente delineando una strategia d’insieme e chiamando a raccolta operatori turistici vecchi e nuovi, categorie e associazioni, mondo economico e società civile. Sara l’occasione per tenere ancorata alla scala locale la prospettiva di uno sviluppo turistico che veda al centro l’innovazione e che per la prima volta interessi (e riunifichi) davvero l’intera provincia. 

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