martedì
21 agosto 2018

07:49

L’ex manicomio di Granzette privatizzato

Riceviamo da Biancoenero – Centro documentazione manicomio Provinciale di Rovigo e pubblichiamo:

Petizione per liberare il manicomio di Rovigo a 40 anni dalla legge 180.

Rovigo – Dal 24 maggio 2018, per un intero anno/due l’area manicomiale, quotata 10 milioni di euro (27 edifici su un’area di 220 mila metri quadri), viene data in gestione esclusiva ad una associazione commerciale di Vicenza, “I luoghi dell’abbandono”. Dopo sei anni vengono annullate d’imperio le “visite guidate” alla storia ed alla memoria organizzate a entrata libera dal Centro documentazione Manicomio Provinciale, l’unica consociazione che da anni organizza attività di ogni tipo (con pubblicazione di tre libri) per rivitalizzare l’area dal punto di vista storico e di testimonianze degli ammalati, citiamo solo quella del 2018: “A 40 anni dalla Legge 180, detta Basaglia, una attività al mese per “liberare” i “matti” ed il manicomio di Granzette (Rovigo)”.

Chi vuole visitare il manicomio dismesso, a villaggio circolare modello Tamburini del primo novecento – ma ancora più unico a livello europeo come “Panotticon” modello carcerario di fine Settecento (vedi wikipedia), dovrà farlo, in versione consumistica, solo a pagamento: costo 15 euro.

A 40 ANNI DALLA LEGGE BASAGLIA

Da modello culturale a modello selfie. A 40 anni dalla legge 180 che ha aperto i manicomi, quello di Rovigo chiude ed apre una tendenza a livello nazionale: viene  privatizzato e reso usufruibile solo a pagamento. Il manicomio dismesso dal 1997 (classificato ex Ospedale Psichiatrico dall’Ulss5 proprietaria e custode), con centinaia di documenti dei malati, reperti, oggetti, vestiti ed altre testimonianze storiche e quintali e quintali di materiale d’archivio, viene declassato da luogo di memoria e testimonianze da conservare e custodire per la comunità a “luogo abbandonato” da profanare e fotografare in modalità selfie.

NUOVO MODELLO CULTURALE

A Rovigo, che si propone come capitale europea della cultura, parte un modello consumista generalizzato di fruizione della cultura: anche le testimonianze e la memoria del manicomio vengono mercificate. Per fortuna che all’Archivio di Stato le cartelle cliniche sono ancora consultabili gratuitamente!

Il Centro documentazione manicomio Provinciale, apre una petizione per ripristinare le visite alla storia ed alla memoria del manicomio che, attivo dal 1930 al 1997, si è sedimentato nella collettività: è patrimonio della comunità e non va privatizzato. Manicomio “libero” agli studiosi, alle associazioni, agli interessati ed a quante altre curiosità ed attenzioni possa destare! 

BIANCOENERO – Centro Documentazione Manicomio Provinciale

Come attivisti di associazione per i Diritti Umani, ci siamo prodigati per la causa dei pazienti psichiatrici prima e dopo la Legge 180, e dalla chiusura del Manicomio nel 1997, promuoviamo attività e manifestazioni nel territorio, conferenze – manifestazioni teatrali – presentazione di pubblicazioni,  per far conoscere e “liberare” l’area manicomiale, la prima “Visita guidata” è dell’anno 2000. Biancoenero è editrice di diverse pubblicazioni sulla tematica: “Cronache dal manicomio di Granzette 1906-2012”, “Un Pittore nel manicomio di Rovigo”, “Carte da s-legare del Primo Manicomio”.

Per ulteriori informazioni ed adesioni: red.biancoenero@teletu.it


*Foto by Redazione Biancoenero

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