venerdì
14 dicembre 2018

04:53

Rovigo: Amministrazione Bergamin, probabilmente la peggiore di sempre

di Flavio Ambroglini

La saggezza antica asseriva che: “al peggio non c’è mai limite”; ma per una città “imbalsamata” da un’amministrazione che pare ben avviata ad essere ricordata solo per il nulla, o quasi, realizzato, son dolori ed i rodigini – vox Populi – pensano ora annichiliti, delusi ed arrabbiati ai tantissimi sacrifici che dovranno sopportare, per lungo tempo, al fine di rimettere a posto le cose.         

Un altro proverbio, con altrettanta saggezza, asserisce che “errare è umano ma perseverare è diabolico” ed a questo punto, in base ai risultati tendenti a zero, prodotti da chi governa Rovigo, e con un saldo sottozero per via dei danni arrecati (lampadario della sala consiliare docet), fatta salva la buonafede, sino a prova contraria, non rimane che da chiedersi, ormai senza tema di smentita, se i paventati “numeri” e le tante promesse fatte in campagna elettorale, altro non fossero che “aria fritta”.        

La  “polis”, quella società cui appartiene anche la gente di Rovigo, si aspetta dalle persone che alle scadenze elettorali si fanno avanti, scalpitano, urlano, declarano capacità; da tutti costoro la gente comune attende risposte concrete: quei fatti concludenti che a Rovigo non si sono concretizzati.         

Un esempio: e stato restaurato l’ex asilo di viale Alfieri; da circa due anni pronto e sin qui rimasto senza una destinazione d’uso, vittima dell’ammaloramento che colpisce qualsiasi immobile rimanga chiuso e non riscaldato.         

Parliamo dei rifiuti?: dopo l’avvio della raccolta differenziata nelle frazioni, doveva seguire prima della scorsa estate l’estensione del metodo a tutto il centro storico ma sin qui rimangono solo puzzolenti isole ecologiche, contornate da rifiuti d’ogni genere a testimoniare l’ennesimo default di un progetto.         

E’ stata annunciata con clamore a demolizione dell’ex stazione delle corriere e si può essere d’accordo vista la fatiscenza del sito, ma oculati progetti di riqualificazione e riutilizzo già predisposti, non se ne vedono e della questione si sente soltanto parlare.         

E l’ex Ospedale Maddalena?: ennesimo nulla di fatto per quello che era stato annunciato come “il progetto più importante” che l’Amministrazione avrebbe tenuto a battesimo.          

Concludo la carrellata, anche se si potrebbe continuare “ad libitum”, con la miriade di marciapiedi disseminati per la Città di Rovigo che dovrebbero consentire un sistema di mobilità pedonale in sicurezza: ebbene, su quei marciapiedi rotti, inadeguati quanto a dimensioni, disseminati di cassonetti che obbligano a scendere sulla strada per passare, invasi da piante ed erba, su questo sfacelo solo qualche gatto ha la certezza di cavarsela senza pericolo…figuriamoci coloro i quali per muoversi devono farlo su di una sedia a rotelle!         

Riuscire ad inanellare una catena così lunga di pasticci, di gaffes, e di insuccessi, riporta alla mente la macchietta dell’Assessore alle “varie ed eventuali”, tal Palmiro Cangini salito alla ribalta con Zelig: peccato che costui, facesse soltanto ridere chi lo ascoltasse ma a ben pensarci e con il famoso “senno di poi”, ben incarnava lo spirito degli imbonitori con il suo “vedremo di vedere di fare” e caparbiamente l’amministrazione comunale di Rovigo ha battuto Cangini almeno per 1000 a zero!        

Il tempo della speranza e della pazienza è finito e, da Rodigino, mi sento offeso per la continua presa in giro, in spregio alla dignità dei Cittadini, operata da chi governa la Città e mi permetto, dopo una vita di onorato lavoro, i tanti anni dedicati al volontariato, allo studio della società, alla politica; mi permetto di dire che a fronte del nulla prodotto, dei danni arrecati a Rovigo, compresa l’immagine della nostra Città, rimarrebbe solo una via d’uscita a guerra ormai persa: la resa pur senza l’onore delle armi!.   

Essere defenestrati o finire per inedia, sarebbe peggio molto peggio!

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