venerdì
14 dicembre 2018

18:08

Rovigo, ovvero la “minima moralia” nell’amministrazione della “res-publica”

di Flavio Ambroglini

Con lo spirito di chi cerca di comprendere il perché a Rovigo si sia toccato un livello così basso nella gestione della cosa pubblica, tale da far impallidire sociologi, come Theodor Adorno, che già  nella metà degli anni ’50 del secolo scorso ipotizzavano un profondo decadentismo politico-sociale, nella società che loro prevedevano sarebbe presto diventata “post-industriale”, debbo ipotizzare a mia volta che la mancata conoscenza delle dinamiche socio-economiche in capo a chi dovrebbe oculatamente gestire la cosa pubblica sia perlomeno una pesante concausa dello sfacelo in cui versa la nostra Rovigo.         

Lo studio, la conoscenza, l’osservazione, il dialogo, il confronto politico, sono il sale della democrazia e della sua applicazione corretta e pertinente al significato del termine in tutte le società civili alla cui base vi sia uno Stato democratico.         

In parallelo, va da sé che la mancanza parziale e totale di questo “sale”, cui facilmente si sommino l’arroganza e la cecità politico-amministrativa, favorisca la debacle dell’amministrazione di turno a Rovigo.         

Scorrendo il programma elettorale, che ormai sempre più assomiglia al trito e ritrito “libro dei sogni”, e confrontandolo con i miserrimi risultati sin qui ottenuti, ebbene allo sconforto si associa facilmente la rabbia in considerazione del fatto che gli Amministratori, a vario titolo, percepiscono un compenso e credo che se dovessimo pagarli a risultato costoro dovrebbero rifonderci cospicue somme di denaro pubblico speso a fronte di un quasi nulla di fatto.         

Se, infine, si dovessero sommare i danni causati per ritardi, approssimazione negli interventi, e le tante amenità che il bilancio comunale propone; qualcuno dovrebbe avere perolomeno il pudore di dire “ho sbagliato”.         

Ma lo spirito di esaltazione dell’ego, che si evidenzia nei tanti proclami andati a vuoto, ovviamente non consente l’ammissione di errori, d’incapacità e di pressapochismo.         

Concludo ricordando che non serviranno asfaltature, interventi a spot ed illuminazione pre-elettorali per far riflettere i Rodigini: in chimica quando una soluzione si satura, succede che essa cambi colore per effetto del “viraggio” e penso che, similmente, ciò succederà anche a Rovigo, nella speranza, credo condivisa da molti, la cosa possa avvenire molto presto!

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