venerdì
22 marzo 2019

11:15

Eccellenze rodigine: Giovane scienziato premiato a livello internazionale

Riceviamo da Giorgia Businaro e pubblichiamo:

Enrico Milan è nato a Rovigo 33 anni fa, ed è ricercatore presso l’Istituto Scientifico San Raffaele di Milano (postdoc nel laboratorio del Professore Simone Cenci “malattie dell’invecchiamento”)

Con un proprio progetto di ricerca ha ricevuto il “Brian D. Novis Junior Award 2019″, un finanziamento dalla International Myeloma Foundation che ha ritirato a San Diego l’1 dicembre u.s. in occasione dell’importante congresso internazionale della Società Americana di Ematologia (ASH 2018)

Enrico è il più giovane e l’unico ricercatore italiano fra i 6 selezionati dei quali un belga, due australiani e due che operano negli Stati Uniti. 

Si occupa da anni dello studio della biologia delle malattie legate alle cellule che producono gli anticorpi, le plasmacellule, quali il mieloma multiplo e l’amiloidosi sistemica da catena leggera (AL). In particolare, il progetto finanziato cercherà di trovare nuove strategie molecolari per ridurre la produzione della catena anticorpale tossica responsabile dell’amiloidosi AL.

Non è la prima volta che le ricerche del giovane scienziato rodigino presso istituto San Raffaele vengono finanziate. Infatti era già stato premiato nel 2017 dalla Multiple Myeloma Research Foundation (MMRF) per uno studio sul mieloma multiplo.

“Se decidi di fare il dottorato in Italia, il San Raffaele è uno dei posti miglior,- afferma il giovane scienziato rodigino – anche paragonato ai livelli internazionali. Io penso che andare all’estero sia comunque molto formativo, anch’io infatti ho scelto di fare un’esperienza al di fuori dell’Italia, nel laboratorio del Dr. Jorge Moscat a La Jolla, vicino a San Diego, al Sanford Burnham Institute. Questa scelta mi ha permesso anche di apprezzare aspetti positivi del San Raffaele che molto spesso sottovalutiamo abbagliati dal “mito dell’estero”. Come dicevo prima, è un ambiente molto attivo e personalmente sono stato fortunato perché qui mi è sempre stata data ampia libertà di proporre e poi condurre i miei esperimenti”.

“Il lavoro di un ricercatore viene ricompensato con le pubblicazioni – prosegue il Dott. Milan – e posso dirmi soddisfatto di essere riuscito a pubblicare sia il lavoro della specialistica che quello del dottorato. Inoltre con un altro dottorando del laboratorio, Niccolò Pengo, ho pubblicato un lavoro sulla nota rivista Nature Immunology per il quale sono orgoglioso di aver dato il mio contributo mettendo a punto un innovativo esperimento di proteomica”.

“Mi piace fare ricerca, – conclude – e nel futuro spero di poter avere il mio laboratorio e proseguire se riuscirò anche in ambito accademico. So benissimo che è una scelta difficile per le incertezze sulle prospettive di carriera”. 

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