giovedì
25 aprile 2019

16:03

Ferrovia Brescia-Verona: Con soli due binari il traffico non può crescere

L’alta velocità sarà uno spreco di risorse pubbliche e un danno al territorio. Onlit: Ecco perché serve il quadruplicamento. Ad aprile ancora il bonus sulla tratta Lombardo-Veneto

di Dario Balotta*

La ferrovia Brescia-Verona con soli due binari non potrà far crescere il numero dei suoi passeggeri e dei treni merci. Il progetto dell’Alta Velocità a sud del Garda distante dal tracciato storico costerà molto e servirà solo per il traffico business e molto poco per i pendolari visto che la linea avrà standard tecnici di utilizzo solo per i treni alta velocità cioè le frecce Rosse. Tra Brescia,Verona e Padova due binari non bastano più. Non bastano perché con il numero di treni offerto non è possibile soddisfare la domanda di trasporto potenziale che vorrebbe usare il treno e quella reale (pendolare) è molto insoddisfatta per ritardi e per la bassa frequenza di treni, uno ogni ora con un “buco” di due ore nella mattinata tra le 10 e le 12. Domanda che, data la presenza di numerose città di medie e piccole dimensioni sull’asse Milano-Venezia non trova risposta se non attraverso l’utilizzo, sempre in aumento, dell’autovettura. Stessa cosa vale per il trasporto delle merci che viene soddisfatto quasi esclusivamente su strada dai Tir. E così l’Autostrada Serenissima (110 mila veicoli/giorno) sta progettando la quarta corsia sulla A4 da Brescia a Padova. La tratta Brescia-Verona (circolano 174 treni al giorno) non è satura, mentre la Verona-Padova (268 treni) è già satura. Dati gli attuali sistemi di circolazione e il tipo di treni sarebbe un rischio aumentarne oggi il numero pena un ulteriore abbassamento della qualità delle prestazioni ed un aumento dei ritardi. Ci sono pochi treni ma se se ne inseriscono di più crolla ulteriormente la puntualità. E’ già oggi difficile gestire treni con caratteristiche diverse i regionali, i treni merci, le frecce rosse e gli Intercity su due soli binari. Basta esaminare alcuni dati della tratta Verona-Brescia-Milano sesta linea sulle 41 lombarde per numero di passeggeri giornalieri (31.593). Sono però solo 27 i Regionali Veloci, nemmeno uno all’ora per direzione, che circolano facendo di questa tratta la più affollata della Lombardia con 1.170 passeggeri a treno. Difficile trovare posto a sedere e improbabile arrivare a destinazione in orario. Tant’è vero che anche ad aprile scatta il bonus per “compensare” l’odissea dei pendolari. Nel mese di Gennaio 2019 infatti  i treni di 11  direttrici del Servizio ferroviario regionale non hanno rispettato lo standard di affidabilità previsto dal Contratto di Servizio tra cui quelli della Verona-Brescia-Milano. I pendolari di queste direttrici potranno pertanto acquistare l’abbonamento mensile di Aprile 2019 con lo sconto del 30%. Treni in più sulla linea non ce ne stanno (al momento neanche ci sono) pena una maggiore “perturbazione” sulla rete e l’impossibilità di sviluppare un servizio regolare da parte delle Frecce Rosse che hanno la precedenza su ogni altro tipo di treno.


*Presidente ONLIT Osservatorio Nazionale Liberalizzazioni Trasporti e Infrastrutture

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