domenica
26 maggio 2019

04:15

Disguidi postali a Rovigo

“A Rovigo sarebbero più precisi i piccioni viaggiatori!”

di Flavio Ambroglini

Risulta agli atti della Commissione onomastica del Comune di Rovigo, riunitasi per deliberare, il 25 maggio 2006, tra i vari punti all’ordine del giorno, quello proposto dal sottoscritto al fine di varare il toponimo “Largo Europa” di Rovigo, in Piazza “Beato Giovanni Palatucci”, al fine di tagliare quanto a nome ogni riferimento con “Viale Europa” che termina il suo seppur breve ed oggi martoriato percorso proprio in Piazza Palatucci, il tutto al termine di un articolato percorso con la Deputazione di Storia Patria di Venezia e la conseguente autorizzazione della Prefettura.

La Commissione quindi deliberò all’unanimità ed in conseguenza di ciò, la Giunta, prendendo atto, mise in moto tutte le procedure necessarie al cambio del nome della piazza.

Di acqua sotto i ponti ne è passata tanta dal 2006: siamo quasi al tredicesimo anniversario dell’evento ed in piazza Palatucci di cerimonie in onore dell’Eroe cui è intitolata, ne sono state fatte tantissime; il Comitato Palatucci che è costituito in seno l’Associazione Nazionale delle Polizia di Stato, ha fatto erigere un monumento ed una scuola ha redatto un progetto per la riqualificazione del sito. I Rodigini ormai conoscono il sito come Piazza Palatucci; peccato che gli unici che, a quanto pare continuano a far finta di niente, siano gli addetti alla consegna della posta e pensare che di reclami all’apposito ufficio in Area Tosi, ne sono stati fatti a volontà in quanto la posta del sottoscritto finisce al civico 7 di piazza Palatucci e viceversa e tanti documenti riservati quali estratti conto, bollette, ecc., non sono mai giunti a destinazione.

Per non farci mancare nulla, una busta indirizzata alla ditta Aciemme di Rovigo, sita in V.le Combattenti Alleati d’Europa 7, proprio stamattina è arrivata in viale Europa: ma non bastava leggere? Il portalettere che ha infilato la busta nella cassetta per la posta in una via diversa, con un nome esposto diverso dal reale destinatario, dove aveva la testa?

Forse le Poste, nelle persone dei responsabili del recapito, non hanno compreso la delicatezza del servizio che dovrebbero garantire con precisione e puntualità, essendo – tra l’altro – un servizio ben pagato…i francobolli quanto a costo, crescono più velocemente dei funghi e parallelamente i disguidi sono reiterati da “soli” 13 anni!

Personalmente farò una denuncia alle competenti Autorità ravvisando nel disservizio, oltre alla colpa grave, anche la presa in giro!

Un consiglio vox populi: sarebbe meglio tornare ai piccioni viaggiatori; i simpatici volatili sono certamente più precisi ed il costo del becchime è inferiore al francobollo!

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