martedì
22 gennaio 2019

00:07

Vita vera, realtà virtuale e realtà poetica nell’ultimo libro di Maria Grazia Calandrone

Maria Grazia Calandrone è nata a Milano il 15 ottobre 1964 e vive a Roma.

Il suo esordio in poesia è stato tardivo: nel 1998 pubblica il libro-premio Pietra di paragone, (Tracce, 1998), ma il vero debutto si deve alla pubblicazione nel 2003 de La scimmia randagia per Crocetti. Nel 2005 dà alle stampe Come per mezzo di una briglia ardente (Atelier) e nel 2007 esce, sempre per Crocetti, La macchina responsabile, opera che ha sancito definitivamente l’ingresso della Calandrone nel panorama poetico italiano. Tre anni dopo vede la luce Sulla bocca di tutti (Crocetti, 2010) e dello stesso anno è anche Atto di vita nascente (LietoColle), testo che però raccoglie poesie più datate (1996), e solo l’ultima sezione è del 2010. Il 2011 è l’anno di La vita chiara (transeuropa). E nel 2015 Serie fossile (Crocetti).

Maria-Grazia-Calandrone-Gli-scomparsi-copertinapiattaMaria Grazia Calandrone tra i poeti contemporanei è forse la più conosciuta al grande pubblico. Conta, infatti, molte partecipazioni all’interno dei programmi di Radio3 Fahrenheit e Radio3 Suite. Per Radio3 ha inoltre ideato e condotto il programma a puntate Poesia sulla guerra civile spagnola e, nel settembre 2010, Qui comincia.

Inoltre è impegnata da diversi anni nel teatro: ha scritto per Sonia Bergamasco Pochi avvenimenti, felicità assoluta (2010) e La scimmia bianca dei miracoli (2011), entrambi monologhi; per la compagnia teatrale “Théatre en vol” ha composto invece Guernika (2007), «frammenti poematici» incentrati anch’essi sulla guerra civile spagnola. Scrive recensioni sul mensile «Poesia» e dal 2010 ne cura una rubrica, Cantiere Poesia, dedicata alla scoperta di nuovi poeti. Inoltre scrive per «il manifesto» e sulla 27ora del «Corriere della Sera». Dal 2013 dirige, con Andrea Cortellessa e Laura Pugno, la collana di poesia di Aragno Editore «i domani».

È di questi giorni l’uscita della sua ultima raccolta di poesie Gli Scomparsi – storie da Chi l’ha visto (LietoColle 2016, Collana Gialla oro).

“Questo libro – spiega la Calandrone in una nota – è dedicato ad alcune vite incontrate grazie al museo dinamico dello schermo televisivo. Televisione, internet, realtà virtuale: mezzi nei confronti dei quali la scimmia nuda che siamo nutre sentimenti ancora sperimentali.

Ma Chi l’ha visto? ha raggiunto la parte di me più profonda e più viva, ovvero la rabdomante della poesia nella faccia più cruda della realtà.”

Un libro, questo della Calandrone, che attinge dalla vita reale anche se proiettata in una realtà virtuale che ne spettacolarizza i risvolti drammatici. Ma è anche un libro che mantiene intatto il modo di fare poesia della poetessa.

Da qui vita vera, realtà virtuale e realtà poetica diventano una cosa sola:

“Di mattina alle sette/ già stavo al brefotrofio/ e mi hanno detto Non ci pensare, non tornare più, l’hanno portata/ via, né morta/ né viva. Io/ mi sono messa a sedere/ sulla panchina, non mi sono più mossa/ per giorni.// Gli oggetti (maneggiati, amichevoli /volumi sotto sequestro) parlano/ di lei sempre più solitaria e felice: lasciava/ gli orti di guerra tenendo/ davanti agli occhi/ niente, solo la foto. (La rete con il peso del glicine e il vento)

Un libro di poesie sicuramente da leggere e di cui sentiremo molto parlare nei prossimi mesi.

Link: www.lietocolle.com/shop/collana-gialla/calandrone-maria-grazia-gli-scomparsi/

Lascia un commento

avatar
  Subscribe  
Avvisami