lunedì
25 marzo 2019

15:34

Un libro in rete: Oceani

Giovedì 18 gennaio 2018, alle ore 20.30, presso Palazzo Festari Corso Italia n.63 – Valdagno (VI) sarà presentato il libro “Oceani. Il futuro scritto nell’acqua” di Sandro Carniel (Hoepli, 2017). Con l’autore ne parlerà Daniele Pernigotti, consigliere ambientale. Introdurrà e coordinerà l’incontro Eliseo Fioraso, del network Guanxinet.

Per informazioni: info@guanxinet.it – www.guanxinet.it tel. 0445 406758 in collaborazione con Libreria De Franceschi snc Valdagno (VI) tel. 0445 412877

di Emanuele Bellato

Avrei voluto iniziare quest’articolo con la citazione “Com’è profondo il mare” di Lucio Dalla, ma è già stata sapientemente utilizzata da Giovanni Carrada nella prefazione del libro “Oceani. Il futuro scritto nell’acqua” (Hoepli, 2017) di Sandro Carniel. Per fortuna al mare sono state dedicate tante poesie e canzoni, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Tra le altre, la canzone dell’artista ferrarese Alfio Finetti “Al re dla miseria” (clicca qui per ascoltarla) mi sembra la più pertinente per introdurre l’argomento. Ecco un breve e spiritoso passaggio tradotto dal dialetto: «mio nonno ha sempre lavorato in campagna, ha vissuto 82 anni a 18 chilometri dal mare, ma non l’ha mai visto. Quando ho comprato la mia prima automobile con trentasei cambiali, gli ho detto: “Nonno vieni con me che ti porto a vedere il mare”. Rispose: “No, resto a casa, mi hanno detto che è pieno d’acqua”. “Esatto, se era pieno di vino andava a piedi a vederlo. … Aveva i suoi gusti”». Forse questa canzone, poco nota fuori dall’ambito territoriale ferrarese-polesano, spiega il ritardo dell’uomo – denunciato da Carniel – nello studio degli oceani. Eppure, dichiara Carniel: “aria, terra e mare sono elementi molto più collegati di quanto si pensi”. Lo conferma, per esempio, la nascita, la vita e la morte di un’onda marina, generata sotto l’azione del vento. Ma questo libro, una sorta di trattato scientifico e diario con episodi di vita dell’autore davvero esilaranti, mi ha fatto ragionare anche sul mio rapporto con il mare. Ho ripensato a quando, nella scuola elementare della mia città natale, Contarina oggi Porto Viro, erano venuti dei marinai della Marina Militare Italiana per spiegare i “segreti” del mare. Allora mi innamorai della candida divisa bianca. Tra i sogni di gloria dei miei compagni di classe di diventare piloti e calciatori nacque il mio: quello di diventare Ammiraglio di Marina… Benedetta ambizione, non semplice marinaio ma addirittura il “principe dei mari”. Mi vedevo già all’Accademia militare di Livorno a bordo della mitica nave scuola “Amerigo Vespucci”. Un prete disse sicuro ai miei genitori che mi sarebbe passata questa “mania”. Ascoltai anch’io la profezia e dentro di me pensai: “vedrai, vedrai, quando la mia nave, armata di tutto punto, passerà all’altezza del tuo campanile”. Ebbene il buon sacerdote aveva proprio ragione, con il tempo sono diventato un acceso antimilitarista e un obiettore di coscienza. E’ il caso di riportare un’altra citazione: “Pensavo fosse amore… invece era un calesse”. In realtà in tutta questa faccenda l’amore c’entra, eccome se c’entra, semplicemente era solo mal indirizzato. Ero e sono tuttora innamorato dei fiumi, della laguna, del mare, insomma dell’acqua. Lo stesso termine Polesine, indica il territorio geografico compreso tra i fiumi Adige e Po. Per non parlare del Delta del Po, un Eden in continua trasformazione, con i suoi scanni formati dalla sabbia portata in mare dai fiumi e modellata dal vento e dalle onde. Vista la mia smodata passione per il mio territorio qualcuno mi ha accusato di fare l’apologia dell’Heimat, ovvero della piccola patria. Al contrario, sia i vasti spazi delle infinite e piatte campagne sia l’orizzonte marino fanno di me un “internazionalista”, un fautore della patria universale, dove non esistono confini, dove tutti sono fratelli. Quando mi trovo a Polesine Camerini, nel cuore del Delta del Po, e il mio telefonino mi scrive “Benvenuto in Croazia” sul mio volto si dipinge un sorriso, per lo scherzetto del vento dell’est. L’amore verso il mare però non può essere solo estetico, dunque per essere “serio” e concreto deve tradursi anche in cura, soprattutto per la parte non visibile, ovvero gli abissi. Anche noi possiamo fare la nostra parte, non inquinando le acque, lottando contro quelle industrie che non rispettano l’ambiente e si ostinano ad utilizzare fonti di energia obsolete. Ed infine dobbiamo ringraziare quei ricercatori come Sandro Carniel, che oltre a divulgare le loro conoscenze e la passione per il loro mestiere, con un lavoro oscuro e poco riconosciuto, fanno sì che continui lo straordinario cammino dell’uomo su questo pianeta chiamato Terra, ma dove l’acqua ne è l’elemento essenziale.


OCEANI
Il futuro scritto nell’acqua

Descrizione a cura della casa editrice: Il nostro pianeta è ricoperto per più del 70% di acqua e di questa oltre il 95% è salata. Eppure del nostro unico, interconnesso oceano sappiamo ancora poco, Come si esplorano i nostri mari? Perché non li conosciamo ancora? Quali forme di vita li popolano anche negli sconfinati e oscuri abissi? Con quali minacce li stiamo aggredendo? Quale ruolo svolgono nella stabilità del clima della Terra? Ecco un libro che farà capire quanto gli oceani siano indispensabili nella vita di ogni giorno. E come sia necessario conoscerli meglio sia per poter beneficiare dei loro prodotti sia per averli a lungo come alleati nel contrasto ai cambiamenti climatici in atto.


Sandro Carniel, oceanografo, è primo ricercatore presso l’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche, sede di Venezia. Affronta i temi dei rapporti tra Oceani e clima con un approccio multi- e interdisciplinare. Autore di oltre 200 tra pubblicazioni e contributi scientifici su riviste internazionali di settore, si occupa di divulgare il ruolo degli Oceani attraverso scrittura (“Focus”, Istituto Enciclopedico Treccani, Hybris), video (“Nautilus”, “Memex”, “SuperQuark”) e rete (blog AGI).

Daniele Pernigotti, è consulente ambientale. Rappresenta l’Italia in diversi tavoli tecnici internazionali legati al cambiamento climatico ed è coordinatore del gruppo ISO dedicato allo sviluppo della norma sulla Carbon foot-print di prodotto. Come giornalista freelance si è occupato in modo esclusivo di climate change; segue in particolare il negoziato internazionale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC). Sull’argomento ha pubblicato: Come affrontare i cambiamenti climatici (Sole24Ore Editore 2007), Carbon Footprint (Edizioni Ambiente 2011), il libro per ragazzi Il clima (Giunti Editore 2011) e Con l’acqua alla gola (Giunti Editore 2015).

Eliseo Fioraso docente di Economia del Turismo presso Istituto Tecnico Economico Luzzati,
e nodo del Guanxinet.

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