martedì
21 agosto 2018

21:36

Il Presidente Mattarella all’inaugurazione del 796° anno accademico dell’Università di Padova

Il Presidente Sergio Mattarella è intervenuto alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2017/18 dell’Università di Padova, nel corso della quale hanno preso la parola il Rettore Rosario Rizzuto, il Direttore generale Alberto Scuttari e il Presidente del Consiglio degli studenti Riccardo Costa.

L’attore Giancarlo Giannini ha interpretato una lettura tratta da un testo di Galileo Galilei, sulle musiche del Cinquecento e del Seicento eseguite dal Maestro Jordi Savall, alla viola da gamba.

Il prof. Stefano Piccolo, Ordinario di Biologia molecolare, ha svolto una prolusione dal titolo: “Nuovi orizzonti per la biomedicina dalle cellule staminali”.

La cerimonia si è conclusa con l’intervento del Presidente Mattarella.


Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’Università degli Studi di Padova

Prima che il Rettore dichiari aperto l’anno accademico, e con il suo consenso, desidero esprimere un saluto molto cordiale al Presidente della Regione, al Sindaco e, attraverso di lui, all’intera città di Padova che è contrassegnata così fortemente da tanti aspetti positivi come quello culturale (la lunga, storica tradizione accademica), da un grande dinamismo produttivo e da grandi espressioni di solidarietà.

Un saluto al Presidente della Provincia, ai sindaci presenti, a tutte le autorità, e particolarmente al Corpo accademico, agli studenti, al personale amministrativo e tecnico, e ai rettori di altri atenei presenti.

Settecentonovantasei anni sono tanti, Magnifico Rettore. Vi riflettevo mentre il professor Piccolo ci ‘regalava’ le sue considerazioni. Le cellule staminali si dividono, ciascuna delle due mantiene inalterati i caratteri che le contraddistinguono.

Questo mi ha fatto pensare a quel tempo di otto secoli fa: pochi anni dopo Bologna è nata Padova, dalla stessa Universitas di studenti e di maestri, tutti e due – maestri e giovani – desiderosi di conoscenze e di sapere.

Le cellule staminali ne producono altre, maggiormente specializzate. Mi sembra la storia di questo come di altri atenei: da quell’unico ambito di studiosi, di docenti e di giovani studenti sono nate tante articolazioni specializzate, i molti elementi che contraddistinguono questo ateneo come tanti altri.

Questa articolazione dell’università di Padova è stata particolarmente ricca nella storia; è testimoniata dalle splendide pagine della lettera di Galileo che il maestro Giancarlo Giannini ci ha poc’anzi rappresentato con tanta intensità.

Tanti nomi hanno contrassegnato la storia di questo ateneo che ha avuto anche il merito storico della prima donna laureata al mondo.

Io ho avuto l’opportunità, all’Università di Tel Aviv, di vedere alcune delle lettere inviate da Tullio Levi-Civita a Einstein che fanno parte del ricco epistolario fra di loro, dello scambio di livello scientifico elevatissimo tra di loro.

Questa Università ha una storia e un presente di grande eccellenza. Il Rettore poc’anzi ha sottolineato gli aspetti della ricerca, della didattica, dell’organizzazione, delle ricadute sulla società dell’attività di questo ateneo.
Conosco bene le valutazioni dell’Anvur e so quanto sia eccellente il livello di questo ateneo.

Sottolineo l’ultimo aspetto, quello delle ricadute sulla società che sono dirette – gli studi di medicina, il rapporto con l’industria – ma sono anche indirette, generali, perché l’elaborazione e la diffusione della cultura seminano e si diffondono positivamente sull’intera vita sociale.

Lo abbiamo poc’anzi ascoltato bene nel momento che, secondo tradizione accademica è quello centrale dell’apertura di un anno accademico – la prolusione – che ci ha illustrato i grandi risultati della ricerca in quel campo, i traguardi via via raggiunti e superati, il ritmo crescente di velocità delle ricerche e dei risultati, gli orizzonti che sono aperti non come fantascienza, ma come concretezza di possibilità sulla salute umana.

Questo sottolinea quanto sia decisivo in una comunità – e quindi nel nostro Paese – il ruolo degli atenei.

Ho ascoltato le considerazioni e i rilievi critici che il Rettore e il rappresentante degli studenti hanno formulato; conosco problemi e difficoltà; li ho anche vissuti tanto tempo fa. Ma quello che vorrei sottolineare è che è sempre più evidente agli occhi di tutti – e mi auguro che lo sia in maniera concreta nelle conseguenze delle scelte – il ruolo decisivo che per il futuro del nostro Paese riveste la ricerca, la didattica e la qualità della possibilità di espressione delle università.

Il Rettore ha parlato di ‘esuberante regolamentazione’: è un modo elegante di parlare di una sorta di giungla normativa.

Vi sono molti aspetti che vanno affrontati e certamente una riflessione è necessaria. Ma quello che vorrei dire anche ai rettori di altri atenei è che il ruolo delle Università è un punto centrale per la vita del nostro Paese di oggi e del futuro.

Buon anno accademico.


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