venerdì
21 settembre 2018

06:10

Un libro in rete: La maestra e la camorrista

Presentazione a Valdagno del libro “La maestra e la camorrista” con l’autore Federico Fubini in dialogo con Luca Romano: appuntamento giovedì 15 febbraio 2018, alle ore 20.30, Palazzo Festari (Corso Italia, 63)

C’era una volta un paese diviso tra patrizi e plebei, poi tra nobili e servi della gleba e più vicino nel tempo tra padroni e proletari.

C’era una volta e purtroppo c’è ancora un paese dove le differenze sociali tra “ricchi” e “poveri” sono ereditarie e restano immutate nei secoli dei secoli, amen.

Benvenuti in Italia, la Repubblica patrimoniale dove, come in India*, esistono le caste e gli “intoccabili” non possono aspirare ad uscire dal loro girone infernale, dove è importante e fa la differenza nascere al nord o al sud e in contesti familiari agiati ed affermati professionalmente.

Un sistema di casta difeso persino da certi politici. In una delle sue innumerevoli uscite infelici Berlusconi disse che: “il figlio del professionista non può essere uguale al figlio dell’operaio” (clicca qui per guardare il video); poi per favorire se stesso ed i suoi pari casta tolse la tassa di successione ed oggi, nella nuova campagna elettorale, propone la “Flat tax”, un provvedimento in cui a beneficiare del risparmio di imposta sarebbero soprattutto i redditi più alti.

La questione perché in Italia resti quello che nasci è politica, ma non solo. A spiegarlo è Federico Fubini con il suo nuovo libro “La maestra e la camorrista” (Mondadori, 2018). Alle mirabili doti di narratore Fubini unisce l’abilità del giornalista in grado di muoversi con disinvoltura tra storia e sociologia. Utilizzando alcuni studi ed esperimenti in “embrione” decide di approfondirli e verificarli sul campo, per far comprendere i motivi del blocco dell’ “ascensore” sociale in Italia.

Nel suo viaggio lungo il Belpaese incontra gli “eredi” di facoltose famiglie della Firenze rinascimentale; coinvolge in diversi test alunni delle scuole di Napoli, Padova e Milano; organizza nelle scuole incontri con persone che ce l’hanno fatta nella vita pur non avendo particolari risorse economiche; convince due affermati musicisti ad esibirsi ad una fermata della metrò di Roma.

I risultati sono interessanti e confermano tutti l’importanza dell’influenza ambientale, ma ancora più interessante è scoprire che dopo l’interazione con il giornalista-scrittore, specie tra i più piccoli, alcune certezze vacillano, l’iniziale ritrosia e chiusura lascia il posto alla fiducia nel prossimo.

Se insegnanti ed educatori leggessero questo libro, invece di limitarsi a seguire con il paraocchi i programmi ministeriali, probabilmente si accenderebbe un barlume di speranza per tanti giovani condannati all’immobilismo sociale.

In conclusione Fubini indica alcune proposte per uscire dalla “trappola” della Repubblica patrimoniale. Tra le altre: svolgere più incontri formativi nelle scuole; far accedere all’insegnamento solo i laureati migliori; sostenere maggiormente con sussidi e borse di studio chi possiede meno risorse ed è meritevole; costruire più asili. Tutte riforme necessarie e di buon senso che non possono più essere rimandate perché – come spiega Fubini – “è solo nei primi anni di vita che si può cambiare una mentalità e, quindi, un destino”.


*Le caste in India furono ufficialmente abolite nel 1950, ma la separazione gerarchica influenza ancora la società indiana.  

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