lunedì
21 gennaio 2019

05:14

50° Serafin al Teatro La Fenice

Domenica 19 agosto il Teatro La Fenice ricorda il Maestro Tullio Serafin a cinquant’anni dalla scomparsa con “Il Barbiere di Siviglia”

Istituito dall’Archivio storico che porta il suo nome, il calendario di eventi coinvolge i più importanti palcoscenici che videro attivo il grande direttore d’orchestra veneto

Approdano domenica 19 agosto al Teatro La Fenice di Venezia le Celebrazioni per il 50° della scomparsa di Tullio Serafin, il grande direttore d’orchestra veneto (1878-1968) che fu, tra l’altro, lo scopritore del talento di Maria Callas. Al Maestro sarà dedicata, alle 19, la prima de “Il Barbiere di Siviglia” di Gioachino Rossini, con la direzione di Gregory Kunde, la regia di Bepi Morassi e un cast formato, tra gli altri, da Chiara Amarù (Rosina), Francesco Brito (Almaviva), Julian Kim (Figaro) e Omar Montanari (Bartolo). Alla prima sarà presente Andrea Castello, presidente dell’Archivio storico Tullio Serafin, custodito a Vicenza, e dell’omonima associazione, organizzatrice delle Celebrazioni, che stanno interessando i maggiori teatri in Italia e all’estero, nei quali il direttore d’orchestra di Rottanova di Cavarzere, nel Veneziano, lasciò un segno profondo.

Tullio Serafin giunse a Venezia il 26 dicembre 1906, in occasione dell’inaugurazione del Carnevale, dirigendo la terza opera in cartellone: una prima esecuzione assoluta, dimostrando perciò, fin da subito e anche nel suo territorio natale, la propensione alle “nuove musiche”. Esordì con l’opera “La Dannazione di Faust” di Berlioz, cui fecero seguito, nel 1907, “Adriana Lecouvreur” di Cilea, una prima esecuzione assoluta de “Il pane altrui” di Orefice, “Carmen” di Bizet e “Jana” di Virgilio. Serafin tornò alla Fenice nel 1930 per un concerto sinfonico e poi agli inizi del 1946, con il “Boris Godunov” di Musorskij. Il 1947 fu l’anno che lo stesso Serafin definì come l’inizio della sua seconda carriera, una volta lasciata la direzione al Teatro alla Scala di Milano. In quell’anno tornò all’Arena di Verona per dirigere il 2 agosto “La Gioconda” di Ponchielli (il 2 agosto), che gli diede l’opportunità di conoscere quella che sarebbe diventata la diva per eccellenza del ‘900, Maria Callas, e dirigendo la sera successiva il “Faust” di Gounod con la Tebaldi. Due interpreti che riportò qualche mese più tardi nel cartellone della Fenice, per la stagione lirica del Carnevale, inaugurata sempre da lui il 26 dicembre 1947 con il “Falstaff” di Verdi e, a seguire, il “Tristano ed Isotta” di Wagner con protagonista la Callas, “La Traviata” di Verdi con protagonista la Tebaldi, “Luisa” di Charpentier e “Carmen” di Bizet (stagione 1948-49).

Il 1949 fu un anno indimenticabile: in soli dieci giorni, infatti, alla Fenice il Maestro fece cantare e interpretare alla Callas la “Walkiria” di Wagner (8 gennaio) e “I Puritani” di Bellini (18 gennaio), in quest’ultima opera in sostituzione della Carosio.

Ritornò alla Fenice per le stagioni del Carnevale nel 1957-1958, con una prima esecuzione assoluta dell’opera “Virgilii Aeneis” di Malipiero, e del 1958-1959. La sua ultima esibizione nel teatro veneziano fu “Nabucco” di Verdi nel 1960.


L’associazione Archivio storico Tullio Serafin è stata fondata nel 2017 da Federica e Jacopo Conte, pronipoti del Maestro, dallo stesso Castello e da Guido Faggion e Valentina Casarotto. L’associazione ha istituito per questo 2018 le Celebrazioni ufficiali, insignite della Medaglia del Presidente della Repubblica, con il celebre soprano Barbara Frittoli quale ambasciatrice. Il calendario degli appuntamenti è disponibile su www.celebrazionitullioserafin.it.   

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