venerdì
21 settembre 2018

06:12

Memoriale Veneto della Grande Guerra

Nasce a Montebelluna l’innovativo “Memoriale” della Grande Guerra. Per interpretare un conflitto che non è ancora concluso. Inaugurazione  Sabato 3 Novembre 2018 – Montebelluna (Tv), Villa Pisani

La data che il Comune di Montebelluna e la Regione del Veneto hanno scelto per l’apertura al pubblico del Memoriale Veneto della Grande Guerra, è il 3 novembre, giorno cui venne firmato a Villa Giusti di Padova l’armistizio, mettendo così ufficialmente fine alla Grande Guerra dopo quasi 3 anni e mezzo.

Nessun intento celebrativo nella realizzazione del Memoriale. Niente di quanto è già conservato nei numerosi musei e sacrari che nel solo nord est italiano, ovvero lungo l’area del fronte orientale del conflitto, ricordano degnamente la tragica, straordinaria quotidianità del conflitto. Nessun “sacrario” se non quello, doveroso, alla memoria di una tragedia che cancellò, sui diversi fronti, circa 17 milioni di vite.

“Quello che qui si sta creando – chiarisce Marzio Favero, sindaco di Montebelluna e studioso attento della società contemporanea – è un “luogo di riflessione”, di ispirazione francese, dove il visitatore si reca per trovare una chiave interpretativa degli eventi della Grande Guerra e dal quale partire per percorsi sul territorio, visita ad altre sedi museali, centri visita e strutture belliche (trincee, bunker, gallerie etc.) e partecipazione ad eventi (teatri, mostre temporanee, convegni etc.)”.

Le 24 sale di Memoriale sono accolte da una ampia dimora storica, Villa Pisani, oggetto di una radicale ed esemplare campagna di restauro ed adeguamento. Campagna che ha anche riportato alla luce affreschi preziosi di cui si era totalmente persa memoria.

Nei 2100 metri quadri del suo percorso, il Memoriale propone un nuovo modo di guardare alla guerra in relazione all’ambiente, ai paesaggi e agli uomini che ne sono stati i protagonisti. Ampia attenzione viene riservata alla potenza scientifica o organizzativa dispiegata, aspetti destinati a riverberarsi nel progresso delle tecnologie, delle ricerche ma anche della società nei decenni successivi al conflitto.

A distanza di 100 anni, il Memoriale si propone come una memoria consapevole che conduce ognuno a fare un’esperienza, allo stesso tempo lucida ed emozionale, della apocalisse della modernità. Con l’obiettivo di interpretare il presente, attualizzando un evento che non può essere consegnato ad una fase storica conclusa in sé stessa, perché le sue conseguenze continuano a plasmare la nostra contemporaneità.

Dopo questa immersione totale nella guerra e, più correttamente, nella Storia, l’invito è ad uscire e ad immergersi nei paesaggi oggi attrattivi e bellissimi che, tra le sponde del Piave e i 1775 metri di Cima Grappa, furono insanguinati e persino fisicamente rimodellati da quel conflitto.

Montebelluna è il baricentro di quest’area e una fitta rete di strade, vie ciclabili e sentieri uniscono il Memoriale a tutti gli scenari delle storiche battaglie.

A questo proposito Memoriale propone ai suoi visitatori un’ampia gamma di suggestioni. Già dal parco della Villa che lo ospita è possibile salire al Montello, affacciandosi così sulla piana del Piave. Ripercorrendo la vicina, vecchia ferrovia cantata dalla “Tradotta” (e oggi recuperata come pista ciclabile) è facilmente possibile raggiungere Nervesa della Battaglia, con la memoria di Francesco Baracca e dei primi combattimenti aerei della storia, anche rivedendo in volo proprio quei piccoli, fragili velivoli, che partono dagli hangar della Fondazione Jonathan Collection.

Si può salire sino a Cima Grappa e al suo Sacrario, alla Galleria Vittorio Emanuele, al reticolo restaurato di trincee, postazioni, osservatori. Oppure, risalendo le rive del Piave, si può raggiungere il Sacrario Francese di Pederobba, testimonianza, tra le tante, di quanto quel conflitto di cento anni fa sia stato tragicamente “mondiale”.

Nel Memoriale cent’anni di storia da quel primo conflitto universale sono presentati in una spirale di immagini e video che dal passato riporta il visitatore al contemporaneo.

Oggi la Grande Guerra è più che mai presente nelle forme degli scontri che insanguinano il Medio Oriente, nelle tensioni fra Est e Ovest Europa, nella pervasività della tecnica che condiziona la vita quotidiana di miliardi di uomini e donne.

Al termine del percorso il visitatore viene invitato a riflettere sul senso dell’Unione Europea in un momento di dilagante euroscetticismo e sul significato della pace.


Al via il recupero degli affreschi appena scoperti in Villa Pisani a Montebelluna

37.500 euro dall’Istituto Ville Venete per il recupero degli affreschi appena scoperti in Villa Pisani. Mentre, il 3 novembre, è in programma l’inaugurazione del Memoriale.

L’Istituto Regionale Ville Venete è intervenuto, con un contributo di 37.500 euro, al finanziamento della nuova campagna di restauri sugli affreschi di Villa Pisani, a Montebelluna. Gli interventi saranno condotti dal’equipe specializzata di Mauro Vita, sotto il controllo della Soprintendenza. Ad annunciarlo è il Sindaco di Montebelluna, Marzio Favero. Com’è noto, la Villa, ora di proprietà del Comune, è destinata ad accogliere, già dal prossimo 3 novembre, il Memoriale Veneto della Grande Guerra.

“Anche adesso, mentre si stanno già allestendo le prime sale del Memoriale, chiarisce il sindaco di Montebelluna Marzio Favero, continuano ad emergere testimonianze di antichi affreschi di cui si era persa, anzi cancellata, ogni memoria. Villa Pisani si conferma così come una residenza di altissimo interesse artistico, ricca come poche altre di affreschi di epoche diverse, dalle più antiche al secolo appena trascorso.  Sono la testimonianza del fatto che i proprietari che si sono succeduti in quasi 5 secoli, hanno voluto lasciare evidenza dei propri gusti artistici, mettendo mano a successive decorazioni delle pareti della villa. Le ultime scoperte (ultime, per ora, va chiarito), riguardano tre sale che, coperte da mani di calce, sembravano presentarsi di nessun interesse”. 

Le nuove scoperte riguardano innanzitutto la cosiddetta Sala 4, posta a lato del piano nobile della Villa. 

Qui, per puro scrupolo, si sono voluti eseguire dei tasselli conoscitivi sulle pareti. Questi hanno svelato, sotto uno strato più recente di malte, grandiose superfici affrescate raffiguranti eleganti paesaggi architettonici accompagnati da straordinarie decorazioni.

Gli affreschi antichi si presentano piuttosto rovinati, brutalmente picchiettati per consentire l’aggrappo degli intonaci più recenti. 

Liberando, ripulendo, consolidando gli affreschi e intervenendo con velature a mascherare, almeno in parte, le porzioni mancanti o distrutte, si può avere la ragionevole certezza di poter riportare questi ambienti, oggi del tutto anonimi, ad una diversa dignità.

Sorprese notevoli sono venute anche dalle sale 9 e 11, del primo piano di Villa Pisani. Nella prima i controlli stratigrafici condotti per i lavori di creazione del Memoriale hanno rivelato, sotto le diverse mani di calce che ricoprivano tutte le superfici, la persistenza dell’intonaco originale, realizzato a cocciopesto con finiture in marmorino. 

Ma le vere sorprese potrebbero saltar fuori, nella Sala 10 dove è emersa traccia di un ulteriore stato pittorico, risalente al Novecento, di epoca futurista. Si tratterebbe di un esempio unico di decorazione parietale futurista in una villa veneta.

Nella sala 11, sono emerse invece immagini di grandi festoni che contornano bellissimi paesaggi di gusto nordico.

“Villa Pisani è uno scrigno di tesori, sottolinea Marzio Favaro. Che, proprio grazie alla enorme campagna di restauri stimolata dalla creazione del Memoriale, ci vengono via via restituiti. All’interesse del Memoriale, che si sta configurando come una macchina conoscitiva decisamente stimolante, si unisce così anche quello per il contenitore: questa Villa unica nel suo genere, che rischiavamo di perdere per sempre, dato che il movimento del terreno su cui sorge la stava letteralmente squarciando”.

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