domenica
16 dicembre 2018

12:49

Un libro in rete: La sfida impopulista

Appuntamento stasera, venerdì 7 dicembre 2018, alle ore 20.30, presso Palazzo Festari, Corso Italia n°63 – Valdagno, per la presentazione del libro “La sfida (im)populista” di Paolo Gentiloni. Ne parleranno con l’autore: Ermete Realacci presidente di Symbola e Filiberto Zovico di italypost. Evento del Guanxinet

L’ex premier Paolo Gentiloni riparte dal Veneto, tradito dal cosiddetto Governo del cambiamento, per tornare a vincere e per lanciare un guanto di sfida al nazional-populismo.

L’occasione è data dalla presentazione a Valdagno del libro “La sfida impopulista” (Rizzoli, 2018), un racconto della sua breve ma intensa esperienza alla presidenza del Consiglio ed anche una rivendicazione dei risultati positivi ottenuti, ma poco pubblicizzati, dal suo Governo. E i dati, specie quelli economici non mentono e soprattutto non hanno colore politico, e se ora i segni (+) sono stati sostituiti dai (-), qualcosa vorrà pur dire. Gentiloni giustamente ammonisce: “distruggere è più facile che costruire”.

Infatti, nel giro di pochi mesi, gli ex padani della Lega – che hanno abbracciato il più bieco nazionalismo – insieme agli alleati grillini – che hanno elevato l’incompetenza a virtù, hanno già minato la credibilità internazionale del nostro Paese, vanificando anni di sacrifici; spaventato gli investitori stranieri e i risparmiatori, con gravi ricadute economiche.

L’Italia si sta isolando e non ha nemmeno il sostegno dei paesi che condividono percorsi politici simili. Non c’è da stupirsi visto che sovranismo fa rima con egoismo.

L’unico tema all’ordine del giorno del Ministero dell’odio è quello dell’immigrazione, per aizzare rancori, malcontenti, guerre tra poveri e cercare consensi facili. Ogni giorno i signori del Governo cercano nuovi nemici: reali o immaginari, come la fantomatica manina di Luigi Di Maio.

Questa strategia, buona per il breve termine ma deleteria nel lungo, consente al governo gialloverde di conservare un certo gradimento nei sondaggi, però Gentiloni avverte che non bisogna assecondare il populismo o “scimmiottarlo”, ma combatterlo con le armi della serietà, dell’impegno, della proposta.

Purtroppo non è semplice capire perché questi fenomeni di imbarbarimento politico colpiscano le democrazie, quasi che ogni tot. d’anni si perdesse la ragione. L’onda nera sovranista e xenofoba non ha travolto solo l’Italia, ma ha origini con la Brexit, con l’elezione di Trump, le interferenze e i finanziamenti elettorali della Russia di Putin e il ruolo ancora poco chiaro e poco indagato dei social-network, una prateria senza regole dove pascolano “mandrie” di bufale, altrimenti dette “fake news”.

Se proprio bisogna fare un appunto a questo libro è che viene utilizzata poche volte la parola Sinistra. Perché è da lì che bisogna ripartire, naturalmente senza nostalgie per i vecchi schemi poiché una vera sinistra guarda sempre al futuro. Naturalmente una sinistra unita ed inclusiva. 

Durante un incontro presso il carcere Due Palazzi di Padova il grande vignettista Sergio Staino disse più o meno così: “Tra destra e sinistra è sempre preferibile la peggiore sinistra alla migliore destra, poiché qualsiasi sinistra ha comunque nel suo dna la vicinanza ai più deboli”. Questo motto vale ancora di più oggi, di fronte ad un populismo che strizza l’occhio all’estrema destra e vuole ricacciarci indietro nel tempo.

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