venerdì
15 febbraio 2019

20:01

Valdagno: Presentazione del libro “Auschwitz Sonderkommando – Tre anni nelle camere a gas”

Domani, martedì 22 gennaio, alle ore 10.30, presso palazzo Festari a Valdagno, l’autore Frediano Sessi incontrerà alcune classi del biennio di tutte le scuole superiori. Coordinerà l’incontro il Prof. Eliseo Fioraso. Evento del Guanxinet

Nel maggio del 1942 Filip Müller, giovane ebreo slovacco, viene assegnato al lavoro nel crematorio di Auschwitz-Birkenau, dove si bruciano i cadaveri dei prigionieri e degli ebrei assassinati dai nazisti. Per 3 anni rimane nel lager, costretto a vivere l’orrore quotidiano della morte nelle camere a gas. Fa parte dei Sonderkommando, le unità speciali dei deportati nei lager che erano obbligati a collaborare con i nazisti. Sopravvissuto, Filip racconta quella tragedia del morire e del vivere, narra le atrocità e gli episodi di coraggio (una rivolta di prigionieri ebrei), descrive una vita di disperazione ma anche di dignità.

In Auschwitz Sonderkommando  Frediano Sessi fa riemergere dall’oblio vicende come questa, finora pressoché sconosciute, basandosi su documenti e testimonianze inedite e attraverso una narrazione personale e ricca di dialoghi, capace di catturare il lettore e trasportarlo in quel mondo, come se fosse vivo e presente.

La testimonianza è particolarmente importante perché, per la decisione dei nazisti di non lasciare in vita nessuno di questi testimoni, quasi nessun membro di queste squadre speciali è riuscito a sopravvivere. Inoltre, i rarissimi superstiti una volta in libertà preferirono tacere la loro esperienza per non essere accusati di “complicità” e anche perché sopraffatti da un profondo senso di colpa.

Nel raccontare la drammatica esperienza di Filip Muller, Frediano Sessi si muove con prudenza, le immagini vengono svelate con pudore e sui particolari più terribili l’autore si sofferma appena un attimo, senza scendere nel dettaglio. La scelta non è dovuta al fatto che il libro si rivolge ai giovani lettori della collana Ragazzi di oggi della Einaudi, ma anche perché l’autore sa che non ci sono parole o frasi che possano rappresentare ciò che è successo, ciò che appare come “inenarrabile”.

Claude Lanzmann, che di mestiere fa il regista, risponde che non c’è niente che abbia senso e che non c’è niente, soprattutto, che possa rappresentare l’orrore: non le immagini, non l’arte, non un tentativo (qualunque) di ricostruzione. La memoria può esistere solo nella testimonianza e solo se questa testimonianza è diretta.

L’operazione che l’autore fa in questo suo libro è simile a quella operata da László Nemes  con “ Il Figlio di Saul”, in cui  il giovane regista filma l’interno di Auschwitz nell’unico modo possibile: lasciando cioè che lo sfondo, il background di ogni inquadratura, rimanga confuso in una permanente sfocatura.

Per mantenere sempre viva la memoria in un momento in cui i testimoni viventi sono ormai quasi scomparsi è importante parlarne, scriverne e fare opera di informazione.

Nella mattinata di martedì 22 gennaio, presso palazzo Festari a Valdagno, l’autore incontrerà alcune classi del biennio di tutte le scuole superiori. L’incontro organizzato dal Guanxi vede anche la partecipazione dell’amministrazione comunale che ha acquistato un certo numero di copie del libro per permettere ad alcuni docenti di preparare gli studenti all’incontro.

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