giovedì
18 aprile 2019

14:58

Un libro in rete a Valdagno: “Idda” di Michela Marzano

Venerdì 8 febbraio 2019 ore 20.30 – Valdagno Palazzo Festari corso Italia n.63 Michela Marzano, autrice del libro “Idda” (Einaudi, 2019) in dialogo con Liliana Magnani, assessore Comune di Valdagno. Evento del Guanxinet in collaborazione con Amer.

di Emanuele Bellato

“Idda” è un romanzo che tocca temi reali. Michela Marzano scrive infatti di vita e di morte, di assenze, di fughe e di ritorni, di legami spezzati, rancori e ferite aperte.

Da un certo punto di vista “Idda” si potrebbe definire un romanzo psicologico perché, tra le righe, analizza il rapporto di coppia, i rapporti familiari, e soprattutto affronta il tema della malattia, quella più terribile, che cancella i ricordi, i nomi ed i volti.

Altro tema fondamentale trattato è quello delle radici. Il legame con la propria terra di origine non si può cancellare. La lontananza, il rifiuto della lingua madre, possono anche durare anni, ma prima o poi un profumo o una parola in dialetto bussano forte alla porta del cuore. Un richiamo irresistibile porta allora a ripercorrere la stessa strada al contrario, alla ricerca di risposte, alla ricerca di se stessi.

La scrittura di Michela Marzano è limpida, apparentemente semplice (in accezione positiva), ma leggendo con attenzione, si possono trovare metafore ed elementi simbolici davvero interessanti. Basti pensare alla tassonomia biologica (classificazione) delle foglie spiegata dalla protagonista – Alessandra – ai suoi alunni e paragonarla alla metodicità che caratterizzava Annie, un’ossessione che viene meno con l’avanzare della malattia, ed anzi la certifica. Questo passaggio pare evocare la fantasia creativa del cineasta gallese Peter Greenway che nello Zoo di Venere ripercorre la “degenerazione” di un frutto con quella di due fratelli.

“Idda” è tante cose, e tra queste è anche un romanzo profondamente femminile. Sono le donne infatti, nel bene e nel male, a farla da padrone. Donne forti, fragili, donne mogli ed allo stesso tempo mamme, donne indipendenti, donne misteriose, donne  malvagie o magari semplicemente vittime della cattiveria della vita come zia Filomena, abbandonata sull’altare e legata da un affetto esclusivo e morboso nei confronti del fratello. Donne che hanno il coraggio di cambiare e di mettere in discussione le proprie più intime convinzioni smussando le asperità personali.

Nonostante la drammaticità che caratterizza tutto il romanzo c’è un lieto fine, una sorta di provvidenza laica ricompone il puzzle sparpagliato. L’amore – “che move il sole e l’altre stelle”* – vince, ancora una volta, sui rimorsi, i rancori e il passato.


* Dante Alighieri,  Divina Commedia, Paradiso, XXXIII, v. 145) 


IDDA  (Einaudi, 2019)

«La dottoressa ha detto che l’unica frase che non scompare mai è “ti amo”; è quella che scelgono i suoi pazienti quando chiede loro di scrivere su un foglio la frase che preferiscono, anche se della propria esistenza non ricordano piuù nulla. È come se solo l’amore potesse ancora tenerli in vita».

Dalla quarta di copertina: Alessandra è una biologa che insegna a Parigi, dove abita con Pierre. Da anni non va nel Salento, il luogo in cui è nata e che ha lasciato dopo un evento drammatico, perché non riesce a fare i conti con le ombre della sua famiglia. Quando Annie, l’anziana madre di Pierre, è ricoverata in una clinica perché sta progressivamente perdendo la memoria, Alessandra è costretta a rimettere tutto in discussione.

Chi siamo quando pezzi interi della nostra vita scivolano via? Che cosa resta di noi?

Svuotando la casa della suocera, che deve essere messa in vendita, Alessandra entra nell’universo di questa stenodattilografa degli anni Quaranta, e pian piano ne ricostruisce la quotidianità, come fosse l’unico modo per sapere chi era, adesso che smarrendosi Annie sembra essere diventata un’altra.

Nel rapporto con lei, ogni giorno piuù intimo, Alessandra si sente dopo tanto tempo di nuovo figlia, e d’improvviso riaffiorano le parole dell’infanzia e i ricordi che aveva soffocato. È grazie a idda, ad Annie, che ora può affrontarli, tornando là dove tutto è cominciato.

Bisogna attraversare le macerie, recuperare la propria storia, per scoprire che l’amore sopravvive all’oblio.

Un appassionato romanzo sull’identità, la memoria, la potenza carsica delle relazioni. Michela Marzano ci consegna il ritratto indimenticabile di due donne che, pur appartenendo a mondi diversi e lontani, trovano inaspettatamente l’una nell’altra ciò che avevano perduto.


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