sabato
25 maggio 2019

12:08

Spinea: “Il segreto della sposa”, personale di Cristiana Battistella

Si inaugura sabato 9 marzo, alle ore 18.00, nell’Oratorio di Villa Simion Spinea (VE). Mostra a cura di Adolfina de Stefani; testo e presentazione critica a cura di Barbara Codogno. La mostra, visitabile fino a domenica 17 marzo 2019, è organizzata da Visioni Altre con il patrocinio del Comune di Spinea (VE)

Il segreto della sposa

Testo critico di Barbara Codogno:

“In questa esposizione veneziana, Battistella propone al pubblico un percorso narrativo che evidenzia, in primis, la sua rara grazia stilistica: una pittura consapevole – lei che viene da una famiglia d’arte, eredita la pennellata luminosa e lo sguardo vigile e visionario di chi sa guardare attraverso lo specchio del reale – e un garbo spaesante, che travolge la classicità domestica e rassicurante (anche della pittura stessa) per precipitare chi la osserva nell’incertezza, nell’abisso dell’incanto.

Ci troviamo innanzitutto davanti a una grande installazione, chiave di volta dell’intero allestimento: un abito cerimoniale la cui forte valenza rituale si rispecchia – tornerà più volte a visitarci il tema dello specchio nella produzione artistica della pittrice – in un levare, nel canto dei dipinti che gli ruotano attorno, e che formano quasi un coro tragico.

La veste è polo simbolico, oggetto sacro e organico: merletti barocchi sgualciti, maniche senza braccia, elementi gommosi che ricordano tentacoli meccanici, ricami che tratteggiano le antiche cicatrici della trama; ma più ancora: alchemiche, misteriose, seducenti simbologie, segni misterici che fanno della veste il luogo sacrificale.

Il rimando che parte da quest’opera, per allargarsi a tutti i dipinti, di cui diremo più tardi, è senz’altro nell’omonimo dipinto di De Chirico “Il segreto della sposa” e ancor più nel celebre illusionistico di Ernst “La vestizione della sposa”. In tutte e tre le opere (cfr. Battistella, De Chirico ed Ernst) una tecnica tradizionale – per Battistella è anche la sartoria – viene applicata a un soggetto incongruo o sconvolgente.

Come a dire: il segreto della sposa in Battistella è la sua assenza. Se i nostri occhi sono lo specchio del reale, i suoi dipinti rispecchiano invece l’assoluta mancanza di vita: nessun volto, nessun corpo, mai una presenza viva. Solo oggetti “abitati”, segnati da una carne metamorfizzata, evaporata, assurta al regno delle ombre. Eppure viva, talmente viva da dare la vita anche agli oggetti inanimati.

Così, il corpo vuoto e inaccessibile della sposa è rintracciabile nella sua veste sacrificale. Rispondono a questo segreto sacrificio – assertivi e in coro – tutti i dipinti, nel trionfo della loro simulazione: i soggetti dell’autrice si inscrivono in classiche composizioni pittoriche del passato ( i fiori, le nature morte ) e fanno da perturbante “corredo” alla sposa: in alcuni casi potrebbe anche trattarsi di un bouquet di rose se non fosse per quella straniante sorgente luminosa, una misteriosa luce senza origine – che rende tutto desueto, vertiginoso.

Nei dipinti di Battistella tutte le cose sono antiche e vive: portano il segno della vita e della morte, della trasmutazione, segni striscianti della muta dopo la rinascita. Sembrano muoversi, abbacinante fata morgana; come quando inciampiamo in un termitaio e quella miriade di insetti immobili, che non avevamo visto, dissimulati com’erano tra foglie e terra, improvvisamente prendono vita, cominciano a ondeggiare, a muoversi. E col loro movimento deformano la visione, una visione che ci affascina e atterrisce.  

Prassi che Sigmund Freud inscrive in quella tensione prospettica tipica del perturbante: attitudine che si sviluppa quando una cosa viene avvertita come familiare e allo stesso tempo come estranea e incongrua, procurando un duplice movimento confuso: di angoscia e seduzione.

Amplifica la vertigine e sigilla il percorso il quadro realizzato su masonite “Je suis là”, dove finalmente un’apparizione umana – si intravedono i seni, la chioma, le braccia spalancate e pronte alla resa – volteggia consapevole, quasi planasse a terra, dove ad attenderla c’è una bestia dal grande occhio spalancato.

Perché il segreto della sposa è nel divorare e nell’essere divorata.


Il 9 marzo all’inaugurazione sarà presente l’artista all’Oratorio di Villa Simion, Spinea (VE)

A cura di Adolfina de Stefani con testo e presentazione critica a cura di Barbara Codogno

apertura e orari dal giovedì alla domenica
15.30 – 19.30 Ingresso libero

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