giovedì
25 aprile 2019

14:59

Giornata mondiale dei viaggi dell’uomo nello spazio

12 aprile 1961: Yuri Gagarin, il primo uomo in viaggio nello spazio 

Nella risoluzione A/271 del 7 aprile 2011 – ricorda una nota del Centro Regionale di Informazione delle Nazioni Unite – l’Assemblea Generale dichiarò il 12 aprile Giornata Mondiale dei Viaggi dell’Uomo nello Spazio “per celebrare annualmente a livello internazionale l’inizio dell’era spaziale per l’umanità, ribadendo l’importante contributo della scienza e della tecnologia spaziale per il raggiungimento di obiettivi di sviluppo sostenibile e per l’aumento del benessere degli Stati e dei popoli, e garantendo la realizzazione delle loro ambizioni di salvaguardia dello spazio extra-atmosferico per scopi pacifici”.

Il 12 aprile 1961 è la data del primo viaggio dell’uomo nello spazio, realizzato dal cosmonauta sovietico Yuri Gagarin. “Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini”, furono le prime parole di Gagarin dallo spazio, a bordo della capsula Vostok. Questo evento storico aprì le strade all’esplorazione spaziale a beneficio dell’intera umanità. Nel 1962 il Soviet Supremo dell’URSS dichiarò il 12 aprile “Giornata Internazionale dell’uomo nello spazio”.

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite – prosegue la nota – manifestò la sua piena convinzione dell’interesse comune della razza umana nella promozione e approfondimento dell’esplorazione e dell’utilizzo per scopi pacifici dello spazio extraatmosferico quale provincia dell’intera umanità, e nell’impegno a estendere a tutti gli Stati i benefici che ne derivano.

“Rivolgiamo un appello a tutti gli Stati, affinché adottino misure a livello nazionale, regionale, interregionale e globale per impegnarsi in uno sforzo comune volto a usare le scienze e le tecnologie spaziali e le loro applicazioni in modo da preservare il Pianeta Terra e il suo ambiente extraatmosferico per le generazioni future”

(tratto da Declaration on the Fiftieth Anniversary of Human Space Flight and the Fiftieth Anniversary of the Committee on the Peaceful Uses of Outer Space)

Background

Il 4 ottobre 1957 fu lanciato nello spazio il primo satellite artificiale, Sputnik I, dando così inizio all’esplorazione spaziale. Il 12 aprile del 1961, Yuri Gagarin fu il primo uomo a orbitare intorno alla Terra, aprendo un nuovo capitolo dell’attività umana nello spazio extra-atmosferico.

Nel proseguo della Dichiarazione si ricorda “la straordinaria storia della presenza umana nello spazio e i notevoli progressi compiuti dal primo volo spaziale, citando in particolare Valentina Tereshkova, la prima donna che il 16 giugno del 1963 orbitò intorno al Pianeta Terra, Neil Armstrong, il primo uomo a mettere piede sulla superficie lunare il 20 luglio 1969, e la prima missione spaziale umana internazionale, ovvero l’aggancio delle navette spaziali Apollo e Soyuz avvenuto 17 luglio 1975, e si ricorda la costante presenza umana multinazionale nello spazio, grazie alla Stazione Spaziale Internazionale operativa da oltre un decennio.”

Video

– Videomessaggio dell’Astronauta Umberto Guidoni per la Giornata Internazionale dei Viaggi dell’Uomo nello Spazio (clicca qui per guardare)

– “First Orbit” (2011): il film-doc in visione gratuita sull’impresa di Gagarin diretto da Christopher Riley (clicca qui per guardare))

– “Yuri Gagarin scelto dalle stelle” (in italiano): (clicca qui per guardare)

– Trailer del film “Gagarin. Primo nello spazio” (2013), film di Pavel Parkhomenko (clicca qui per guardare)

Libri

Quello che ho visto nello spazio. Psicologia e cosmo nell’esperienza del primo uomo a volare tra le stelle
Jurij A. Gagarin,Vladimir Lebedev
€ 16,00
2016, 230 p., ill., brossura
Red Star Press (Collana: Tutte le strade)

L’universo è un luogo estremo per eccellenza. Un’incognita che iniziò a essere svelata soltanto a partire dal 12 aprile 1961, quando, a bordo della navicella Vostok, Yurij Gagarin avrebbe avuto la sorte di essere il primo uomo a volare nello spazio. Ma cosa sente un essere umano al cospetto di una dimensione percepita come infinita? Cosa ne è dei suoi valori, delle sue emozioni e del suo stesso legame con il mondo quando si trova immerso in un’atmosfera completamente estranea a tutto ciò che può chiamare “casa”? E come, in una simile situazione, vissuta in realtà soltanto da un numero minimo di persone, le percezioni possono essere alterate, le valutazioni distorte, i criteri di valutazione modificati per sempre? Dopo aver raccontato la sua vita di cosmonauta in “Non c’è nessun dio quassù”, Jurij Gagarin ritorna nello spazio insieme allo psicologo Vladimir Lebedev, già responsabile del suo addestramento, per raccontare ciò che davvero ha visto e sentito nel corso del più celebre di tutti i viaggi interstellari e per spostare nel cuore dell’universo la frontiera di ciò che ancora oggi può essere considerato umano.

Non c’è nessun Dio quassù. L’autobiografia del primo uomo a volare nella spazio
Jurij A. Gagarin
€ 15,00
2015, 192 p., brossura
Red Star Press (Collana: Tutte le strade)

“Pojechali”, cioè, in russo, “andiamo”. Fu questa l’ultima parola pronunciata da Jurij Gagarin il 12 aprile del 1961. Poi ci fu tempo soltanto per i reattori del Vostok 1, l’astronave che avrebbe consentito al ventisettenne Gagarin di compiere un’impresa mai tentata prima: raggiungere lo spazio e riuscire a vedere la Terra dalla Luna. Tutto il mondo restò allora con il fiato sospeso, come dubitando che il figlio di un carpentiere potesse compiere una simile missione. C’era in gioco, in quel momento, il senso stesso della Rivoluzione d’Ottobre: un’aspirazione alla giustizia e all’uguaglianza che Gagarin racconta attraverso la sua vita, dall’infanzia, trascorsa al tempo della resistenza contro l’invasore nazista e alla vittoria della “grande guerra patriottica”, fino all’addestramento riservato ai piloti dell’aeronautica, passando per la vita nel colcos e per gli studi preliminari all’ammissione nel Partito comunista. Una grande avventura dove in primo piano c’è l’uomo, le sue aspirazioni e i suoi sogni. Perché quello che è certo è che Jurij Gagarin riuscì a trovare la via del cosmo, riportando dalle orbite frasi destinate a restare famose per sempre: “Non c’è nessun Dio quassù”.

La via del cosmo. Sputnik, Lunik, Vostok: l’assalto sovietico al cielo
Jurij A. Gagarin
A cura di: D. Rossi
€ 14,00
2013, XVIII-214 p., brossura
Pgreco

Gagarin. Basta il nome. È forse oggi incredibilmente difficile far percepire quanto, mezzo secolo fa, bastasse il nome, solo quel nome, che poi era il cognome di Jurij Alekseevic Gagarin, per muovere in milioni e milioni di persone di tutto il pianeta un entusiasmo paragonabile allora solo a quello della prima rockstar, Elvis Presley. Non è un caso se questi due personaggi rappresentano al meglio i modelli sociali e politici che si scontrano nella guerra fredda. Lo statunitense Presley simboleggia il giovanilismo ribelle, la cosiddetta libertà americana. Gagarin è la massima rappresentazione del mito dell’uomo sovietico: bello, bravo, studioso, laborioso, impegnato. È lo scontro epocale tra due superpotenze che in quell’inizio di decennio, nel 1961, moltiplicano il confronto, non solo nello spazio, ma anche sulla terra, anche perché a Cuba hanno vinto Che Guevara e i fratelli Fidel e Raul Castro. Gagarin realizza un vivace ed emozionato racconto della sua vita, che è anche quello della scienza sovietica, dei successi conseguiti e dei sogni di una generazione. Di lui Gianni Rodari ha scritto: “Il volo di Gagarin è stato reso possibile dal lavoro, dalle sofferenze, dalle speranze, dalle lotte di centinaia di generazioni, è il fiore bellissimo che non può sbocciare se non ha stelo, radici e tanta buona terra intorno. … L’uomo dello spazio… non Icaro, che sogna di toccare il sole e cade. Lui vola e ritorna e ci dice che la strada è aperta…” Prefazione di Margherita Hack.

Gagarin
Lev Danilkin
Traduzione di: A. Carbone
€ 19,50
2013, 520 p., brossura
Castelvecchi (Collana: Storie)

Il 12 aprile 1961, alle otto del mattino, il ventisettenne Jurij Gagarin entrò nella navicella Vostok 1, decollò, fece un giro attorno al nostro pianeta a 27.400 km/h, confermò al mondo che da fuori la Terra appariva effettivamente blu e tornò a Mosca verso le 10:30. Un breve viaggio che sconvolse l’immaginario collettivo e trasformò il cosmonauta sovietico in un’icona immortale: eroe per il suo popolo, figura mitica per tutta l’umanità, strumento di propaganda negli anni della Guerra Fredda. Ma chi era davvero Gagarin? Bilanciando ironia e rispetto, Danilkin ripercorre la vita dell’unico “supereroe sovietico” nel tentativo di trovare l’uomo, con le sue contraddizioni e i suoi segreti, dietro la statua di bronzo innalzata dal regime. Una carriera fin troppo rapida e una morte ancora avvolta nel mistero, una storia dove niente è stato casuale e dove l’esistenza del singolo si confonde con le ambizioni, i sogni e le speranze che furono di un intero popolo.

Yuri Gagarin e i primi voli spaziali sovietici
Enrico Grassani
€ 33,00
2004, 228 p., ill., rilegato
Selecta Editrice (Pavia)

Negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, la rivalità tecnologica sorta tra USA e URSS per la conquista dello spazio avvinse l’opinione pubblica mondiale. Dietro quei successi che videro una netta prevalenza dell’Unione Sovietica, si accavallarono un’infinità di eventi, più o meno tragici, di cui il pubblico (in special modo quello italiano) è ben poco a conoscenza. Questo libro si propone di raccontare quelle storie – principalmente quelle relative all’Unione Sovietica, ma sullo sfondo anche alcune statunitensi – legando assieme dati tecnici, aspetti sociali e risvolti umani. Gli argomenti sono numerosi. Dalla severità delle selezioni e degli allenamenti a cui venivano sottoposti i cosmonauti si passa ai dati tecnici e alla cronaca delle missioni. Dalle pagine dei giornali dell’epoca alle successive ricerche giornalistiche intese ad appurare le numerose verità nascoste. In un simile contesto si inserisce, col suo carico di simpatia, la vicenda umana del primo cosmonauta: Yuri Gagarin. Il libro ne traccia l’intera storia, rivivendone gli entusiasmi, le delusioni e la rabbia provata di fronte all’ottusità del potere. La cosmonautica sovietica è ricca, oltre che di successi, anche di retroscena, quali: i primi lanci spaziali segreti di animali; l’inutile sacrificio della cagnetta Laika; la tragedia del cosmonauta Bondarenko, arso vivo durante le prove nella camera di isolamento; le misteriose voci captate dallo spazio, prima e dopo il lancio di Gagarin; la cancellazione dalla memoria storica del cosmonauta Nelyubov, la tragedia annunciata della Soyuz 1, in cui perse la vita il cosmonauta Komarov. Per arrivare alla tragica fine toccata nel 1968 allo stesso Yuri Gagarin, deceduto in un misterioso incidente aereo del quale, per la prima volta in Italia, si tenta qui una ricostruzione. Il volume si conclude con una ricca documentazione filatelica (francobolli, FDC e annulli speciali) che abbraccia l’intero periodo delle missioni sovietiche Sputnik e Vostok.

I comunisti sulla luna. L’ultimo mito della Rivoluzione russa
Stefano Pivato,Marco Pivato
€ 16,00
2017, 239 p., brossura
Il Mulino (Collana: Intersezioni)

II 4 ottobre 1957 lo Sputnik 1, il primo oggetto lanciato dall’uomo oltre l’atmosfera, compie un’orbita attorno alla terra. Un mese più tardi, il 3 novembre, è la volta di Sputnik 2, con a bordo la cagnetta Laika. Le date scelte per quelle imprese non avevano nulla di casuale ma intendevano celebrare il quarantesimo anniversario della Rivoluzione di Ottobre, allorché l’insurrezione del 7-8 novembre 1917 aveva condotto alla formazione del primo stato comunista. Sul piano propagandistico quei risultati vennero esibiti non solo come ideale prosecuzione e completamento della Rivoluzione avviata da Lenin, ma come dimostrazione che il socialismo reale poteva vantare primati non ancora raggiunti dal mondo occidentale. Dopo una gara durata oltre un decennio, che vide costantemente in vantaggio l’Urss, il 12 luglio 1969 la conquista della luna da parte degli Stati Uniti assegnò la definitiva vittoria all’Occidente. Ma, soprattutto, mise la parola fine all’ultimo mito del comunismo.


*Tutte le descrizioni a cura delle rispettive case editrici.

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