domenica
19 maggio 2019

23:32

Padova: Inaugurata la mostra di Giuseppe Inglese

Per la prima volta è arrivata nella città del Santo la mostra dell’artista torinese Giuseppe Inglese “Unspotted” inaugurata venerdì 12 aprile nello spazio Vecchiato Arte di via Dondi dall’Orologio 31 con 11 opere inedite. Al vernissage erano presenti l’artista e il curatore dell’esposizione Massimiliano Sabbion. La mostra ha il Patrocinio del Comune di Padova e resterà aperta fino al 30 aprile .

E’ la mostra de “l’essere nel mondo” che trova spazio e collocazione seguendo un filo, metallico, plasmato e interpretato dalle mani di chi per anni ha studiato la materia e l’anima oltre che l’arte, intrecciando i suoi studi con la passione per la bellezza.

Nasce da qui “Unspotted” la personale di Giuseppe Inglese, classe 1978, nato a Rivoli in provincia di Torino, appassionato di filosofia che ha studiato nella città della Mole.

Una ricerca che guarda all’arte come momento estetico di sintesi in cui l’esser-ci si concretizza, partendo dalla pittura e arrivando ad una scultura diversa, leggera, in equilibrio con lo spazio e il vuoto, una scultura che acquisisce senso e valore attraverso l’intreccio metallico, luminescente, che caratterizza la produzione odierna dell’artista dal 2012 ad oggi.

Le sculture di Inglese sono semplici e leggere, frutto di una tecnica e di un lavoro paziente e certosino, che segue un “filo” conduttore, rigorosamente in acciaio inox, portando in vita uomini, donne, bambini, farfalle che diventano scheletri sospesi , anime senza macchia e senza paura come recita il titolo della personale padovana dell’artista “Unspotted”.

Nella mostra padovana di Inglese l’occhio del visitatore e appassionato d’arte può trovare nelle opere dell’artista corpi fisici ma immateriali, luminescenze che manifestano l’anima delle stesse sculture, un gioco tra consistenza e immateriale, tra corpo e spirito.

Le trasparenze in plexiglass che si innestano nelle strutture di filo d’acciaio sono date come colpi di acquerello, avvolgono e abbracciano.

Elemento essenziale dell’arte e delle figure di Inglese è la luce ,che anima e dà senso alle forme, ricreando una sorta di sogno filtrato da trasparenze, ombre, pesi e leggerezze che le mani dell’artista ha saputo ricreare.

I soggetti scelti vengono dagli stessi sogni dell’artista, dall’infanzia, dai ricordi. Di qui la figura della donna, di un bambino, che portano lo spettatore a rivivere in prima persona i propri ricordi, il proprio fanciulletto, a sentire la propria anima.

C’è la bambina dalla lunga treccia che abbraccia l’orsetto ma anche l’orso gigante che riempie un angolo della Galleria di via Dondi.

11 opere, per ognuna l’artista ha speso circa un mese per realizzarla.

Le sue sculture sono sogni in libertà nella luce e nella sospensione di un mondo senza tempo, senza materia, senza macchia alcuna, senza null’altro che poesia e ricerca dalla realtà ad un mondo ideale, alla scoperta di sé.

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Titolo della mostra: Unspotted
Artista: Giuseppe Inglese
Chiusura: 30 aprile
Catalogo: in galleria su richiesta – testo critico a cura di Massimiliano Sabbion
Orari: martedì-sabato 15:30 – 19:30 in altri orari su appuntamento +393347902523
Sede: Vecchiato Arte, Via Dondi dall’Orologio 31 – 35137 Padova info@vecchiatoarte.com
www.vecchiatoarte.it


Breve biografia

Giuseppe Inglese nasce a Rivoli nel 1978, vive e studia nel capoluogo piemontese, dove nel 1998 si iscrive al corso di laurea in Filosofia presso l’Università degli Studi di Torino. Sono anni trascorsi ad approfondire il senso del reale attraverso letture e corsi; temi quali l’Io, gli altri, il mondo e le loro relazioni reciproche, vengono approfonditi sul piano psicologico, sociologico e filosofico.

Attraverso i corsi sul disegno infantile di Rocco Quaglia e l’approfondimento delle tematiche grafo-analitiche, studia il legame tra l’Io profondo, il segno grafico e il colore.

È in questo contesto, caratterizzato da una continua ricerca esistenziale, che matura la sua passione per l’arte, vissuta come momento estetico di sintesi, in cui tutte queste istanze si concretizzano e l’esser-ci si manifesta nella sua completezza.

Inizia ancora adolescente da autodidatta e approfondisce negli anni la conoscenza delle varie tecniche presso gli studi di vari artisti locali.

Nel 2011 inaugura il primo atelier dove sviluppa la propria personale ricerca e attività artistica.

I temi esistenziali caratterizzano la prima fase, esclusivamente pittorica, della sua produzione.

Come chiaramente si evidenzia nelle opere e critiche di quegli anni, la ricerca si concentra intorno a temi quali il rapporto figura-sfondo, la pienezza dell’essere, la sua matericità, la frammentazione del mondo, lo smarrimento e la fatica del vivere e relazionarsi all’altro.

Il 2012 è un anno di profonda transizione che porta alla realizzazione nel 2013 della prima scultura luminescente in filo metallico intrecciato a mano che caratterizza la produzione odierna dell’artista.

Nel 2014 espone in diverse Gallerie del nord Italia: Torino Galleria 20, Tedofra ArtGallery di Bologna, “Elle Galleria”di Preganziol , Merlino bottega d’arte di Firenze.

Nel 2015, grazie alla sua collaborazione con la galleria Vecchiato Arte di Padova, Leucos Spa acquisisce l’opera monumentale “Un Nuovo Giorno” e ne fa il simbolo della rinascita aziendale e la inserisce sulla copertina del catalogo dei suoi prodotti di design.

L’anno dopo, nel 2016 Inizia la collaborazione con iSculpture di San Gimignano e con Maelstrom Art Gallery di Milano e Londra.

Nel 2017 è finalista della ottava edizione del Premio Combat Prize 2017, sezione scultura e installazione presso la Vecchia Fortezza di Livorno. Lo stesso anno partecipa anche alla Dodicesima Edizione della mostra “La leggerezza della scultura” realizzata dall’I.N.A.C – Istituto Nazionale d’Arte Contemporanea.

Infine nel 2018 inizia la collaborazione con la Galleria Damiani di Bari e partecipa ad Lucca Art Fair e Bergamo Arte Fiera presso gli stand di Vecchiato Arte.

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