martedì
21 agosto 2018

14:07

“Può il baco da seta contribuire alla crescita del nostro territorio?”

“Può il baco da seta contribuire alla crescita del nostro territorio?”. Questa è la domanda a cui si è dato risposta durante l‘incontro svoltosi il 18 aprile 2018 presso il CREA Centro di Ricerca per l’Agricoltura e Ambiente (AA) – Laboratorio di gelsibachicoltura di PADOVA. Nella Sala Conferenze dell’attiguo Museo Esapolis (della Provincia di Padova) è stato infatti presentato ufficialmente il primo Gruppo Operativo italiano sulla sericoltura, formatosi nella regione Veneto grazie al progetto “SERINNOVATION”, finanziato con il programma del Piano di Sviluppo Rurale dedicato alla Cooperazione.

E’ un progetto che rivaluta una produzione serica tradizionale in chiave molto innovativa, offrendo opportunità concrete di reddito al mondo agricolo e industriale. Oltre ai partner di progetto, sono interventi numerosi stakeholders industriali ed artigianali, esponenti del mondo del Credito alle Imprese, rappresentanti del mondo agricolo interessati a riprendere le attività legate alla gelsibachicoltura, in Veneto e non solo.

A presentare gli obiettivi, le attività previste e le caratteristiche innovative del progetto: Claudio Gheller di Veneto Marketing Srl, referente per la divulgazione e la comunicazione; Silvia Cappellozza del CREA-AA di Padova, responsabile tecnico-scientifico del progetto; Paolo Menesatti, direttore del Centro di Ricerca per l’Ingegneria Agraria e Trasformazioni Agroalimentari del CREA, i cui ricercatori collaborano con Padova per la meccanizzazione in gelsibachicoltura, Guido Bettella per la Società Agricola Il Brolo, capofila del Gruppo Operativo; Lino Bernardo, presidente della Rete di Imprese Agricole “Bachicoltura Setica”, in rappresentanza dei gelsibachicoltori attivi già da alcuni anni in questa filiera; Samuele Trestini del TESAF – Università di Padova, referente per le attività di studio, modellizzazione e replicabilità del progetto Serinnovation.

Enzo Moretto, direttore del Museo Esapolis, ha dato il benvenuto agli intervenuti, illustrando la storia e l’importanza del CREA di Padova e del Museo Esapolis. Come esempio degli ottenimenti delle aziende industriali e artigianali già utilizzatrici di seta 100% Made in Italy, sono stati presentati alcuni dei prodotti realizzati con la seta proveniente da questa filiera tracciata e certificata; sono intervenuti: Stefano Lorenzoni di Leonardino, start-up innovativa produttrice di dispositivi medicali; Andrea Strano per il laboratorio orafo D’orica, che per il settore tessile e moda di lusso produce filato di alta qualità e gioielli in oro e seta; Luca Tassoni per la start-up innovativa ATP r&d, che si occupa di ricerca e sviluppo nel campo delle biotecnologie applicate alla mangimistica; Jeanne Merlay per Sericyne, start-up francese che ha chiesto il supporto del CREA di Padova per acquisire le competenze tecniche necessarie per produrre seta in Francia durante tutto il periodo dell’anno.

Presenti in sala anche il dott. Daniele Pachera (Ratti srl, Marzotto Group) e l’ing. Giorgio Nembri (Industrie tessili Nembri di Capriolo – BS), con cui il CREA-AA collabora da lungo tempo, oltre ai rappresentanti di tutte e tre le organizzazioni sindacali degli agricoltori di Padova (CIA, Coldiretti, Confagricoltura).

Molti altri portatori d’interesse italiani e stranieri sono in contatto con Padova per imparare le tecniche più innovative ed efficaci per far riprendere la sericoltura in Italia e in altri Paesi europei. Questo è senza dubbio un ulteriore apprezzamento per le eccellenze venete, conosciute e stimate a livello internazionale, oltre che chiaro segnale dell’interesse crescente verso le potenzialità concrete di sviluppo che questa filiera può portare nel territorio.

Sul sito www.serinnovation.it verranno pubblicate prossimamente tutte le novità relative agli sviluppi del progetto e alle opportunità di formazione per aspiranti gelsibachicoltori.

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