giovedì
25 aprile 2019

16:02

Coldiretti: “Una mela per la legalità”

A Padova gli agricoltori di Coldiretti con Libera, Giovedì 21 Marzo in Prato della Valle

Giovedì 21 marzo in Prato della Valle a Padova. All’arrivo del corteo, i partecipanti riceveranno in dono un frutto “per dire no ad ogni forma di sfruttamento e contraffazione”. 

Atteso sul palco l’ex procuratore Caselli, presidente dell’Osservatorio nazionale sulla criminalità in agricoltura.

Migliaia di mele tutte padovane per dire no ad ogni forma di sfruttamento, corruzione e contraffazione, in agricoltura come nel resto del mondo del lavoro. A donarle, giovedì 21 marzo, a tutti coloro che parteciperanno alla marcia di Libera in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, saranno gli agricoltori di Coldiretti Padova. Una delegazione guidata da giovani e donne imprenditrici parteciperà alla marcia e, all’arrivo in Prato della Valle, distribuirà le mele, fresche, di stagione e del territorio, raccolte qualche ora prima nei frutteti della Bassa Padovana tramite la Cofruca, la Cooperativa Frutta di Castelbaldo. Un piccolo segno per confermare la solidarietà e la vicinanza del mondo agricolo alle iniziative di Libera a favore della legalità e del contrasto contro ogni forma di criminalità.

Ribattezzate come le “mele della legalità” sono il simbolo della giornata – commenta Coldiretti Veneto – si tratta di uno dei prodotti più diffusi sul territorio, ogni famiglia in giardino può averne una pianta. Dietro ad ogni frutto c’è il lavoro di tanti agricoltori per proporre un prodotto sano, genuino, dall’origine certa, che fa bene alla salute e anche al territorio. Un impegno che però troppo spesso viene “ricompensato” con pochi centesimi al chilo, costringendo le aziende a lavorare anche in perdita. La garanzia di un prezzo equo a chi vive e lavora in campagna è anche una battaglia per la trasparenza, perché dare un futuro alle imprese agricole significa togliere anche il più piccolo spazio alle infiltrazioni della criminalità, che come abbiamo visto fa leva proprio sulle difficoltà economiche degli imprenditori per sfruttare il lavoro altrui e lucrare su sporchi affari. L’impegno di Coldiretti sul fronte del contrasto alla criminalità parte da lontano e si concretizza  nell’Osservatorio delle Agromafie, presieduto dall’ex procuratore Giancarlo Caselli, atteso giovedì a Padova sul palco di Libera al termine della marcia. In Italia – conclude Coldiretti – si calcolano 120 miliardi l’anno di evasione fiscale, 60 miliardi sono il costo della corruzione, il volume d’affari dell’economia mafiosa è stimato, per difetto, in 150 miliardi, facendo la somma quante cose si potrebbero fare con 330 miliardi di euro all’anno per migliorare la qualità della vita dei cittadini e la correttezza di un mercato che premi la serietà delle fattorie oneste”.

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