giovedì
25 aprile 2019

16:39

In Veneto metà della superficie agricola è in affitto

Ferrini Portalupi: “Crescita importante di uno strumento strategico che fa crescere le aziende senza dover acquistare la terra e le aiuta a essere più competitive”

Venezia, 20 marzo 2019 – In Veneto metà della superficie agricola utilizzata dalle aziende è in affitto. A dirlo sono i dati del Rapporto Istat del 2016 relativi all’affittanza agraria, che segnalano come nel periodo 2000 – 2016 la superficie agricola utilizzata (Sau) in affitto a livello nazionale abbia registrato un notevole aumento, passando da 3 milioni di ettari a 5,8 milioni, pari a oltre il 45% della superficie agricola totale, con un aumento quindi di oltre il 90%. Una percentuale che per quanto riguarda il Veneto sale al 50,7% della superficie agricola totale, con un balzo pari al doppio rispetto al 24,8% del 2000.

Nei dettagli, in Veneto la superficie in affitto è pari a 396.247 ettari su 781.633 totali. Al Nord fanno meglio solo il Piemonte con 607.356 ettari di superficie in affitto (63% sul totale) e la Lombardia con 596.000 ettari (62%), ma nella top ten si collocano anche la Sicilia (598.018 ettari, 41,5%), la Sardegna (553.292 ettari, 46,5%), l’Emilia Romagna (544.407, 50,3%) e la Puglia (428.614, 33,3%).

“I dati rilevano un aumento importante della superficie media aziendale, favorita sicuramente dallo strumento dell’affitto, che ha permesso alle aziende di crescere – sottolinea Rinaldo Ferrini Portalupi, presidente del sindacato della proprietà fondiaria concessa in affitto di Confagricoltura Verona -. Il costo della terra è sempre elevato, la possibilità di crescere attraverso l’acquisto è limitata e quindi l’affitto agrario permette di rendere disponibile la terra alle aziende agricole a fronte di un canone, evitando forti esposizioni per l’acquisto e consentendo invece che le risorse aziendali vengano dirottate a investimenti funzionali all’attività agricola. L’impennata nelle affittanze è stata favorita senz’altro dal patto in deroga, strumento flessibile e funzionale che ha reso più semplice rispetto a prima il contratto tra le parti. Negli ultimi 20 anni i contenziosi si sono quasi azzerati e inoltre le aziende, grazie al contratto d’affitto, possono accedere alle misure previste dalla politica agricola europea, nazionale e regionale”.

L’istituto dell’affitto si conferma quindi lo strumento più duttile per rendere disponibile la terra alle aziende agricole e un elemento essenziale per la competitività, la valorizzazione del patrimonio fondiario e lo sviluppo dell’agricoltura italiana. Una strada fondamentale per rendere accessibile l’agricoltura anche alle giovani generazioni. “Nel prossimo futuro andrà potenziato il rapporto sinergico tra proprietà fondiaria e conduttrice – rimarca Ferrini Portalupi -, che potrebbe dare un ulteriore incentivo allo sviluppo dell’impresa agricola”.

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