martedì
22 gennaio 2019

12:04

Zanoni (PD): “Boscaiolo abbandonato senza vita in un dirupo dal suo titolare: cosa sta facendo la Regione per combattere la piaga del lavoro nero?”

Venezia, 17 dicembre 2018 – “Morto sul lavoro e abbandonato nel bosco come fosse un rifiuto. Quanto accaduto a Sagron Mis è raccapricciante, una mancanza di umanità che lascia senza parole. Sono rimasto profondamente scosso, anche per la giovane età della vittima e per la dinamica dell’evento. Il caso è stato risolto, ma la strada per sconfiggere la piaga del lavoro nero, con tutto quello che si porta dietro, è ancora lunga. Cosa sta facendo in concreto la Regione, anche alla luce di questo nuovo episodio che, seppur accaduto in Trentino, coinvolge una ditta bellunese?”. La richiesta arriva da Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, che cita la drammatica vicenda di Vitali Mardari, il boscaiolo moldavo trovato senza vita nei boschi di Sagron Mis, ai confini tra Trentino e Veneto, dopo essere stato colpito dal cavo di una teleferica: il corpo è stato gettato in un dirupo, a un centinaio di metri dal cantiere, dall’imprenditore per cui lavorava a nero e da una seconda persona e poi ricoperto con alcuni tronchi. “Mi auguro che la Regione, per la propria parte, abbia messo in campo immediatamente i dovuti controlli sull’attività di questa azienda veneta”, aggiunge annunciando un’interrogazione. “Serve una vigilanza massima da parte delle istituzioni. A breve ci sarà un impiego massiccio di manodopera nel settore boschivo per il recupero del legname in seguito ai 100mila ettari di foreste rasi al suolo dall’uragano del 29 ottobre. L’allerta deve essere massima”.
 
“In Veneto – ricorda – secondo il report della Cgia di Mestre della scorsa estate, ci sarebbero quasi 200mila persone impiegate in nero, che costituiscono il 3,8% del Pil regionale, 2,9 miliardi di euro che non entrano nelle casse dello Stato. Numeri a cui vanno aggiunti quelli drammatici delle vittime sul lavoro, +33% nei primi dieci mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2017, quasi sempre dovuti a misure di sicurezza carenti o assenti, specialmente nelle situazioni di irregolarità contrattuale. A maggio, rispondendo a un’interrogazione su lavoro nero e caporalato, la Giunta aveva ricordato come la Regione da tempo partecipa al progetto Nave (Network Antitratta per il Veneto), che ha tra i suoi scopi anche il contrasto allo sfruttamento della manodopera, e che avrebbe attivato a breve un tavolo tecnico, coinvolgendo l’assessorato all’Agricoltura, per individuare gli strumenti più opportuni per affrontare e stroncare questo fenomeno. In sei mesi cosa è stato fatto? Quali sono i risultati? – chiede Zanoni – La conta delle vittime continua ad aggiornarsi, è un’emergenza che va affrontata con assoluta determinazione. A cominciare dalle maggiori risorse, umane ed economiche, per Spisal e Ispettorati del lavoro”.

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