domenica
24 febbraio 2019

02:52

Il Lavoro ha ucciso 115 persone in Veneto nel 2018

Dieci vittime al mese. L’incremento della mortalità in Regione (+ 26%) è più del doppio rispetto alla media nazionale (+ 10%). Sono 69 le vittime rilevate in occasione di lavoro, 46 in itinere. 

A Verona sono 28 gli infortuni mortali. A Padova e Treviso 19, Venezia 17, Vicenza 15, Belluno 9 e Rovigo 8. Ed è sempre la provincia scaligera a dominare la graduatoria anche per numero di vittime in occasione di lavoro 17 i decessi. Seguono: Treviso (13), Venezia e Vicenza (10), Padova (9), Belluno (7) e Rovigo (3). Pessima anche la situazione degli infortuni non mortali: da 74.100 del 2017 sono arrivati nel 2018 a 76.486 (2386 in più).

“Il lavoro dovrebbe aiutarci a vivere meglio e non a tenderci trappole mortali. Invece i dati parlano chiaro. Perché in Veneto sono 115 i morti registrati sul lavoro nel 2018, ovvero 24 vittime in più del 2017. E ben 76.486 gli infortuni non mortali. Anche in questo caso un aumento significativo rispetto all’anno precedente (2.386 casi in più)”.

La riflessione per Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega, non può che essere sconfortante nel presentare la più recente indagine che analizza l’emergenza delle morti bianche sulla base degli ultimi dati INAIL.

Soprattutto quando nell’elaborazione dell’Osservatorio Sicurezza Vega si scopre che dei 115 infortuni del 2018, sono 69 le vittime registrate in occasione di lavoro (+13% rispetto al 2017). Una media di 6 decessi al mese. 

“E’ sempre difficile parlare di statistiche e di morte – spiega l’Ing. Rossato – ma crediamo sia l’unico modo per far comprendere l’urgenza di una nuova sensibilità sul fronte della sicurezza sul lavoro. Quella che dovrebbe spingere ogni datore di lavoro a proteggere i propri collaboratori e a tutelare le loro famiglie. Perché – incalza l’Ing. Rossato – non si può uscire di casa salutando i propri cari e non rientrarci più perché in azienda non sono state attivate tutte le procedure per la sicurezza dei dipendenti”.

Intanto, il Veneto si trova sul podio nella graduatoria nazionale delle morti sul lavoro. Seconda regione, insieme all’Emilia, solo alla Lombardia che conta 163 morti sul lavoro. 

E il Veneto è terzo anche per numero di vittime rilevate in occasione di lavoro, dopo Lombardia (113) ed Emilia Romagna (84).

“A preoccupare – aggiunge Rossato – non devono essere solo i numeri assoluti dei morti, ma anche e soprattutto l’incremento della mortalità che in regione sfiora il 26%”.

Un risultato che diventa ancor più drammatico per il Veneto nel confronto con l’aumento medio registrato in Italia –  già pessimo – e pari al 10,1%.

Come dire che in Veneto la situazione è doppiamente “drammatica” rispetto al resto della penisola.

Verona, con 28 infortuni mortali, guida la classifica regionale per numero totale di vittime, seguita da Padova e Treviso con 19, da Venezia (17), da Belluno (9) e da Rovigo (8).

Ed è sempre la provincia scaligera a dominare la graduatoria anche per numero di vittime in occasione di lavoro (17 i decessi). Seguono: Treviso (13), Venezia e Vicenza (10), Padova (9), Belluno (7) e Rovigo (3).

Le donne coinvolte in un infortunio mortale nel 2018 in Veneto sono 15 (12 in itinere). E ancora, sono 23 gli stranieri deceduti sul lavoro nel 2018 in Veneto. 

Quasi la metà delle vittime in regione aveva un’età compresa tra i 40 e i 54 anni.

Contemporaneamente, purtroppo, si aggrava anche il bilancio degli infortuni non mortali: passati dai 74.100 del 2017 ai 76.486. Ancora una volta Verona in testa alla graduatoria con 16.125, seguita da Vicenza (14.668), da Padova (14.302), Treviso (13.646), Venezia (12.526), Belluno (2.787) e Rovigo (2.432). 

Sono oltre 16 mila gli stranieri che hanno subito un infortunio sul lavoro. Mentre le donne sono 24.572

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