giovedì
18 aprile 2019

14:34

1133 vittime sul Lavoro da Gennaio a Dicembre 2018

2018 un altro anno di morte sul lavoro: 1133 vittime. Più di 10 mila nell’ultimo decennio. I numeri più drammatici al nord con Lombardia, Emilia e Veneto in testa

L’indice di incidenza sugli occupati porta in cima alla triste graduatoria il Sud con in testa il Molise, seguito da Basilicata e Calabria. Le fasce d’età più colpite sono quelle che vanno dai 45 ai 64 anni che dovrebbero avere maggior esperienza e consapevolezza dei rischi. Il lunedì il giorno in cui si sono verificati più incidenti.

Bilancio più che drammatico per gli infortuni mortali sul lavoro. Nel 2018 si contano 1.133 vittime, ovvero 104 vittime in più del 2017. E sono 786 i decessi registrati in occasione di lavoro e 347 quelli in itinere. Un vero eccidio che fa rabbrividire perché rimanda ad una media di mortalità crudele di quasi 100 persone al mese”.

Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega, da 10 anni monitora l’emergenza morti bianche al fine di diffondere la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, stenta a credere che in un decennio non sia cambiato nulla. “Anzi – sottolinea l’Ing. Rossato – la situazione nell’ultimo anno pare sia tristemente peggiorata. Da Nord a Sud”.

La conferma giunge sulla base degli ultimi dati INAIL ma anche dalla più recente indagine elaborata proprio dall’Osservatorio mestrino dove, oltre ai numeri di infortuni mortali totali, si approfondisce anche l’emergenza degli incidenti occorsi nei luoghi di lavoro.

E sono ad esempio le vittime dei cantieri edili, dove è la caduta dall’alto ad essere la causa di morte più frequente, o dell’industria dove lo spostamento di un carico in un magazzino può schiacciare un operaio fino a farlo morire – spiega il Presidente dell’Osservatorio – Sono le morti che ci colpiscono maggiormente nella cronaca ma che spesso si dimenticano troppo in fretta e superficialità”.

Dalla Lombardia i dati peggiori: le vittime registrate in occasione di lavoro nel 2018 sono 113. Seguono: Emilia Romagna (84), Veneto (69), Piemonte (68), Campania (66), Lazio (63), Toscana (58), Puglia (45), Sicilia (36), Calabria (34), Liguria (33), Friuli Venezia Giulia (24), Abruzzo (19), Basilicata (15), Marche (14), Trentino Alto Adige e Sardegna (13), Molise (11), Umbria (7) e Valle D’Aosta (1).

Ed è sempre la Lombardia a guidare la triste classifica delle morti sul lavoro, che tengono conto anche degli infortuni in itinere, con 163 vittime. Al secondo posto Emilia e Veneto (115) e terzo è il Piemonte (98).

Osservando invece l’incidenza della mortalità rispetto al numero di occupati è il Molise, con 104,8 infortuni ogni milione di occupati, a guidare la graduatoria italiana seguito dalla Basilicata (79,6) e dalla Calabria (63,3). Prima regione del Nord è invece la Liguria (54,7) seguita dal Friuli Venezia Giulia (47,5).

Nell’indagine per macroaree, poi, spetta al Sud con un incidenza di 52,8 (Campania, Puglia, Basilicata e Calabria) indossare la maglia nera, seguito dal Nordest (Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto) con un indice di 34.

A colpire, però, non sono solo i numeri, ma anche l’età delle vittime. Quasi la metà tra i 50 e i 65 anni – sottolinea l’Ing. Rossato – questo a dimostrazione di come l’esperienza non sia sufficiente a tutelare i lavoratori. Anzi, purtroppo, la percezione del rischio sembra diminuire con il passare del tempo”.

Le donne vittime di un infortunio mortale in occasione di lavoro nel 2018 sono state 49 (104 comprese quelle in itinere).

Gli stranieri deceduti in occasione di lavoro nel 2018 sono 117 (in totale, compresi gli infortuni in itinere, sono 181).

Il settore più colpito, sempre in occasione di lavoro, non è determinato dall’INAIL e registra 226 casi. A seguire, Costruzioni (125 vittime), Attività Manifatturiere (105) e Trasporti e Magazzinaggio (104).

La provincia in cui si conta il maggior numero di infortuni mortali in occasione di lavoro è Roma (46 decessi). Ed è seguita da: Torino e Milano (33), Napoli (32), Genova (20), Brescia (18), Bologna e Verona (17), Udine (16), Mantova e Salerno (15), Foggia, Caserta e Modena (14), Arezzo, Treviso, Bergamo (13).

Per quanto concerne infine le rilevazioni degli infortuni totali (compresi quelli in itinere) è sempre Roma in prima posizione (66); seguita da: Milano (49) seguita da Torino (44), Napoli (44), Foggia (30), Verona (28), Genova (26), Bologna (25), Bergamo (20), Padova e Treviso (19).

Infine a crescere sono anche gli infortuni dai 635.433 del 2017 ai 641.261 del 2018. Circa 6000 in più. Sul podio ancora una volta la Lombardia con 119.937 infortuni, seguita dall’Emilia Romagna (85.823) e dal Veneto (76.486).


Scarica Statistiche Nazionali

Scarica Statistiche Province

Lascia un commento

avatar
  Subscribe  
Avvisami