mercoledì
20 marzo 2019

00:51

Bartelle (IiC): “Il mio bilancio del 2018 in particolare in materia di Sanità”

“91,58% di presenze  in Consiglio  regionale, una trentina di Interrogazioni e tre Disegni di Legge, sono solo alcuni numeri che hanno contraddistinto il mio operato  come consigliera regionale nel 2018. Cifre, queste, che si aggiungono agli oltre 55mila euro restituiti a beneficio della collettività, dal 2015 ad oggi, detratte le spese strettamente connesse all’attività politica e ai poco più di duemila euro mensili spettanti come consigliera regionale”.

Con queste parole, la consigliera regionale Patrizia Bartelle (IiC) riassume “il lavoro svolto nel 2018, rispondendo così, cifre alla mano, a chi mi accusa di scarso impegno in tema di Sanità”.

“Proprio in materia di sanità – sottolinea la consigliera regionale – sto dando battaglia con alcuni Disegni di Legge: uno sulla velocizzazione delle Liste d’attesa, un altro per avere la  garanzia di effettuazione della interruzione volontaria di gravidanza, il terzo sulla  limitazione delle emissioni odorigene, argomento, quest’ultimo,  legato alle battaglie per la difesa dell’ambiente, in ordine al quale il Movimento 5 Stelle, con l’approvazione  del Decreto Genova, ha tradito i principi sui quali si fondava”.

“Motivo per cui a ottobre scorso ho lasciato il Movimento – ricorda Bartelle – Con l’approvazione del Decreto Genova, di fatto studiato per aiutare i cittadini dopo la tragicità del ponte Morandi, e in particolare con l’introduzione dell’articolo 41, frutto del  connubio/compromesso tra Lega e M5S al governo, è stata data la possibilità  di utilizzare in agricoltura  i fanghi contaminati. Ma cosa c’entrano i fanghi con il ponte di Genova? Resta un mistero”.

“Per quanto riguarda  la valorizzazione del Polesine e delle eccellenze di tutti gli ospedali periferici regionali, che secondo alcuni era cosa prevista e scontata – continua la consigliera regionale –  dico che i miei detrattori dovrebbero studiare gli atti prima di parlare”.

“E’ doveroso sottolineare – conclude Patrizia Bartelle – che ad attaccarmi sono i fedelissimi del VicePremier Di Maio in Regione Veneto, che parlano senza avere l’autorizzazione ad usare il simbolo, come invece previsto dal regolamento di partito”.

Lascia un commento

avatar
  Subscribe  
Avvisami