sabato
20 ottobre 2018

06:14

La tratta raccontata da chi lavora ogni giorno con le vittime

Parla la cooperativa Equality , una delle 13 realtà del Consorzio Veneto Insieme. Conosciamo bene la realtà delle donne vittime di tratta e ora vogliamo cercare di capire come le organizzazioni criminali  cercano di sfruttare il “sistema richiedenti asilo”

Anche la cooperativa sociale Equality ha aderito al Consorzio Veneto Insieme. Con la sua espressione sul campo rappresentata da oltre 20 anni dall’associazione Mimosa, si occupa di donne vittime di tratta o potenziali vittime. Da qui il desiderio pertanto di partecipare al bando della prefettura per l’accoglienza diffusa di richiedenti asilo proprio perché le emersioni di tratta sono rappresentate da giovani donne africane che vengono trasportate in Italia da organizzazioni che le fanno passare per richiedenti asilo con il raggiungimento di documenti legali, ma in realtà destinate allo sfruttamento sessuale. Un nuovo e pericoloso fenomeno da arginare fin dalla nascita.

Andrea Costa “Equality gestisce due strutture dove vengono accolte donne che arrivano in Italia facendo richiesta asilo, attraverso organizzazioni criminali che potrebbero destinarle alla prostituzione o allo sfruttamento sessuale che in Italia, ricordiamolo, è illegale. Grazie alle proprie competenze, chi lavora e collabora con Equality, capisce subito se tra chi arriva in Italia vi sono soggetti a rischio e da qui si cerca di prevenire un loro possibile sfruttamento. Le nostre strutture accolgono donne, alcune anche con minori. Seguiamo programmi di accoglienza e integrazione durante periodo di competenza giuridica nel territorio nazionale, ma anche ci occupiamo in primis della salute delle nostre ragazze, dell’alfabetizzazione, costruiamo relazioni positive facendo  imparare alle nostre ospiti la gestione di spazi di convivenza. Prestiamo attenzione a tutte le componenti di rischio legate a gestione di sfruttamento. Crediamo nell’accoglienza diffusa ma specialmente nella micro accoglienza, perché lavorando con personale specializzato sui singoli, ovvero nella micro, si colgono i bisogni della persona, quelli specifici”.

Barbara Maculan “Siamo esperti nella tratta e pertanto siamo molto interessati a capire meglio come le organizzazioni criminali sfruttano il sistema richiedenti asilo.  L’esperienza ci insegna che i progetti vincenti sono quelli che uniscono le persone. Per questo il nostro operato è mirato innanzitutto a creare una relazione con le nostre ospiti che permetta, nel tempo, di capire come vivono il rapporto con la loro comunità di origine per comprendere cosa le ha spinte ad affidarsi a queste organizzazioni che le hanno portate in Italia. Il più delle volte la risposta sta in un desiderio di uscire da una condizione di deprivazione, sia economia che affettiva. Il profilo classico di una vittima di tratta è quello di una giovane donna nigeriana, figlia maggiore, di un nucleo famigliare mono genitoriale, povero, con una bassa educazione se non anche analfabeta. Queste ragazze sentono sulle loro spalle la responsabilità della famiglia, la stessa famiglia che purtroppo spesso è complice anche inconsciamente di spingerle verso lo sfruttamento. Esse vivono inoltre assoggettate a riti wodoo, riti magici di magia nera, che si compiono con i capi spirituali nelle comunità nigeriane. Sono riti ben accettati dalla comunità, riti di buon auspicio (quando si sposano, intraprendono gravidanza, un nuovo lavoro) ma questi stessi riti vengono anche usati per tenere la persona sotto pressione. E spesso cadono quindi nella paura e nel terrore che viene loro inferto attraverso la convinzione che, se disattendono le aspettative dell’organizzazione, questo costerà a loro e alla loro famiglia forti ripercussioni”.

La cooperativa Equality rappresenta per queste ragazze che arrivano in Italia il primo “volto” che incontrano nel nostro Paese dopo quello delle organizzazioni criminali, il primo vero contatto umano, sulla strada, nel loro contesto “lavorativo”. Equality offre loro informazioni, bevande e un riferimento telefonico per un servizio di accompagnamento sanitario o altro. Le organizzazioni sanno cosa è Equality, come opera e quello che offre e vi è un “accordo” di non belligeranza tra le due realtà per il bene delle donne.

“Il nostro operare –  sottolinea Barbara Maculan –  è infatti quello di assistere queste ragazze e sperare alla fine ci chiedano di uscire dallo sfruttamento sessuale, richiesta che deve sempre e solo partire dalla volontà della donna”.

Oggi Equality attraverso la collaborazione del sistema richiedenti asilo, lavora però anche in chiave preventiva nel momento precedente l’arrivo sulla strada poiché se in fase di accoglienza viene captato, proprio grazie alla pluriennale esperienza sulla tratta, che la ragazza ha certi legami particolari con dei soggetti, o che deve pagare dei debiti a qualcuno, per Equality questi atteggiamenti rappresentano immediatamente segnali che inducono a pensare che il soggetto potrebbe essere una potenziale vittima.

Alcune informazioni utili:

Equality attraverso il  progetto NAVE contatta all’anno più di 1500 persone. Nel 2016  il numero verde Nazionale Contro la Tratta 800290290 è stato attivato, nel solo Veneto, per 470 casi che sono stati valutati.

Gli attori in campo che si occupano della tratta sono le forze dell’ordine, gli operatori dei centro di accoglienza, i servizi sociali ma anche privati cittadini che possono segnalare al numero verde situazioni allarmanti.

Sarà poi compito degli operatori specializzati, presenti su tutto il territorio veneto, attraverso colloqui e incontri personali, spiegare a chi si rivolge loro cosa offrono.

E’ un percorso di integrazione sociale, protetto e monitorato, fino a portare le ragazze ad agire e vivere in perfetta autonomia.

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